> ilMinuto - notizie Mediterranee - edizione Sardegna

Yemen, missili e feriti in piazza Costituzione per il sit-in contro la produzione di armi in Sardegna

(IlMinuto) – Cagliari, 3 dicembre – Due missili conficcati sul terreno, macerie e feriti e, oltre il filo spinato, il simbolo della pace, al momento irraggiungibile. È questa la rappresentazione allestita dagli attivisti del Presidio Piazzale Trento in piazza Costituzione a Cagliari.

“Noi non vogliamo essere complici della guerra in Yemen che uccide uomini, donne e bambini” hanno detto gli attivisti. Un teatro di guerra reale con la partecipazione dei missili prodotti a Domusnovas, dalla Rwm Italia SpA, società controllata dalla casa madre tedesca.

Mk84 e Blu 109Made in Sardiniaspedite almeno tre volte dall’aeroporto commerciale di Elmas a Taif, base militare dell’Arabia Saudita: “Sono state raccolte prove che ordigni inesplosi del tipo di quelli inviati dall’Italia – riferiscono dal Presidio – sono stati ritrovati in diverse città dello Yemen bombardate dalla coalizione a guida saudita”. Continua a leggere ‘Yemen, missili e feriti in piazza Costituzione per il sit-in contro la produzione di armi in Sardegna’

La Carta di Udine: quando le autonomie mettono la testa sotto la ghigliottina del Referendum

(IlMinuto) – Cagliari, 14 novembre – A poche settimane dal voto sul referendum costituzionale del 4 dicembre i presidenti delle Regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia e quelli delle province autonome di Trento e Bolzano, tutti schierati per il Sì, hanno presentato al ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, la Carta di Udine.

Nel documento Francesco Pigliaru, Debora Serracchiani, Ugo Rossi e Arno Kompaptscher difendono con entusiamo la riforma Renzi-Boschi, che pure (a parere per esempio del preside della Facoltà di Giurisprurenza a Trento, Roberto Toniatti) potrebbe consegnare le autonomie – solo apparentemente salvaguardate – alla discrezionalità centralista della “Clausola di Supremazia”. Clausola che nella Carta non è nemmeno citata. Continua a leggere ‘La Carta di Udine: quando le autonomie mettono la testa sotto la ghigliottina del Referendum’

“Renzi-Boschi”. Una riforma a misura di colonialismo

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) - È scritta male. È stata approvata da un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Priva i cittadini del diritto di eleggere il Senato per consegnarlo, questo diritto, ai consiglieri regionali. Triplica, da 50mila a 150mila, il numero di firme necessario a presentare una legge di iniziativa popolare in Parlamento. Non semplifica ma moltiplica da tre a otto i procedimenti approvazione delle leggi. È stata redatta sotto dettatura della Banca d’affari J. P. Morgan. A poco meno di un mese dal voto sul referendum si fa sempre più lungo l’elenco dei limiti e dei rischi legati alla riforma costituzionale “Renzi-Boschi”.

Le urne saranno aperte per un solo giorno: domenica 4 dicembre. L’esito del referendum costituzionale sarà comunque valido a prescindere dalla percentuale dei votanti: niente quorum.

Sia ben chiaro. La costituzione italiana non è “la più bella del mondo”. Non prevede nemmeno il principio di autodeterminazione dei popoli proclamato dalla Carta delle Nazioni Unite (articoli 2 e 55). Il “diritto al divorzio” dallo stato italiano non è quindi riconosciuto: la Repubblica è “una e indivisibile” (articolo 5 della Costituzione). Ma, in attesa del riconoscimento del “diritto di divorzio fra popoli”, che cosa potrebbe cambiare per la Sardegna con l’approvazione della riforma costituzionale? Si delinea uno scenario a misura di colonialismo. Continua a leggere ‘“Renzi-Boschi”. Una riforma a misura di colonialismo’

Referendum costituzionale. Quale pericolo per il paesaggio sardo?

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – A poco meno di un mese dal referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre è più che ragionevole che anche in Sardegna si faccia chiarezza sui possibili cambiamenti che un’eventuale vittoria del Sì potrebbe portare in materia di tutela del paesaggio isolano. E’ proprio quanto cercheremo di fare entro il breve spazio di questo articolo e senza alcuna pretesa di esaurire l’argomento in questa sede. Per farlo sarà però necessario aprire una finestra d’osservazione sullo statuto autonomo della R.A.S. mettendone in evidenza alcuni aspetti fino ad ora sottovalutati.

Come ha precisato Alberto Roccella in un articolo del 2011 intitolato “Pianificazione paesaggistica e urbanistica tra stato e regioni: quadro costituzionale” (fonte: Eddiburg.it), diversamente dagli statuti autonomi di Valle d’Aosta, Sicilia e Trentino Alto Adige, dove la tutela del paesaggio come materia autonoma e distinta dall’urbanistica viene rimessa alla “potestà legislativa regionale esclusiva”, “il paesaggio non figura nello statuto della Regione Sardegna come materia di potestà legislativa regionale”. Lo statuto della Sardegna, infatti, “attribuisce alla Regione potestà legislativa esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, ma non in materia di tutela del paesaggio”. Se infatti andiamo a leggere il testo dello statuto, all’art. 3 del Titolo II, laddove sono riportate le voci dedicate alle funzioni della Regione Autonoma della Sardegna, notiamo che nemmeno una parola viene dedicata al paesaggio, mentre il punto f) chiarisce che la Regione sarda ha potestà legislativa su edilizia e urbanistica (fonte: Statuto sardo). In ogni caso – precisa Roccella “l’adeguamento della Sardegna al regime delle Regioni ordinarie è avvenuto [...] con una consistente dilazione temporale”. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale. Quale pericolo per il paesaggio sardo?’

Referendum costituzionale: equilibri internazionali e Sardegna

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – Sarà capitato anche a voi, durante le ultime settimane, di sentire qualcuno domandarsi per quale motivo il presidente americano Barack Obama abbia mostrato così tanto interesse nei confronti del referendum costituzionale italiano del prossimo 4 dicembre.

Questo spazio si propone come luogo di riflessione; non vogliamo infatti dare una risposta preconfezionata al quesito in questione: il nostro scopo è quello di porre sul tavolo alcuni temi sui quali riteniamo necessario riflettere, convinti come siamo che senza prenderli in considerazione non sarà possibile nessuna risposta che faccia tesoro dell’esercizio critico del pensiero.

E allora qual è la prima questione da analizzare? Il fatto che un’eventuale vittoria del Sì, troppo spesso mascherata da banale superamento del tanto declamato bicameralismo perfetto, pone, nella realtà dei fatti, il superamento di un modello di democrazia parlamentare basata sulla fiducia data al governo da Camera e Senato. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale: equilibri internazionali e Sardegna’

Referendum costituzionale e indipendentismo: sì, no o astensione?

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – Come tutte le Nazioni senza Stato presenti in Italia, anche la Sardegna subisce la costituzionalizzazione del principio unitario e di quello di indivisibilità, ragion per cui è chiamata a dire Sì o No al referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre 2016 e che vedrà i cittadini votare la riforma proposta dalla ministra del governo Renzi Maria Elena Boschi.

La battaglia tra il Sì e il No è una battaglia trasversale e chiama in causa tutti gli schieramenti politici e ideologici, indipendentisti compresi. I difensori delle Nazioni senza Stato, nonostante non si sentano rappresentati dalla carta costituzionale italiana, saranno costretti a prendere una posizione in merito.

Infatti, se il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum dovesse passare l’approvazione dei cittadini, assisteremo a un accentramento del potere nella mani del governo italiano. Ed è davanti a questa ipotesi che ci chiediamo quali saranno le ripercussioni sull’isola e quale lettura ne danno le diverse organizzazioni indipendentiste sarde. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale e indipendentismo: sì, no o astensione?’