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Archivio del giorno 30/01/2010

Caso Bellomonte: anche Alghero per la "territorialità della pena"

(IlMinuto) – Cagliari, 30 gennaio – Anche Alghero per la “territorialità della pena”. Negli scorsi giorni il consiglio comunale della città catalana, su proposta del rappresentante di Alghero Viva, Valdo Di Nolfo, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede il rispetto della legge 354 del 1975 e del protocollo d’intesa fra Stato e Regione del 2006. Durante l’intervento in aula Di Nolfo ha ricordato la situzione di Bruno Bellomonte “cittadino sardo che da otto mesi – scrive il consigliere – sconta la detenzione preventiva fuori dalla Sardegna (prima Roma ora Catanzaro) in base alla normativa vigente”. Nelle ultime settimane il caso Bellomonte è di nuovo al centro dell’attenzione dei media nazionali e locali. “Da circa dieci giorni leggiamo sui principali giornali isolani e su quelli italiani – osserva in una nota l’ufficio stampa di aMpI – alcune notizie che riguardano la nostra organizzazione politica e uno dei nostri massimi dirigenti Bruno Bellomonte, in merito ad una inchiesta della polizia politica italiana su una presunta ricostituzione delle Brigate Rosse che ha portato ad alcuni arresti in Italia”. “Ancora una volta – sottolinea il comunicato stampa – siamo costretti, nostro malgrado, a ribadire alcuni brevi concetti. Bruno Bellomonte è stato arrestato il 10 giugno 2009 con l’accusa di voler ricostituire le Brigate Rosse. Da circa sette mesi è stato deportato presso la galera italiana di Siano (Catanzaro) dove attende quantomeno che gli venga concesso il rispetto della legge sulla Territorialità della Pena. La nostra organizzazione, a Manca pro s’Indipendentzia, è un’organizzazione politica indipendentista sarda e lotta per il raggiungimento della completa sovranità della Sardigna dallo Stato italiano. Bruno Bellomonte dalla lontana galera italiana continua a partecipare con la sua resistenza a questa lotta. Non ci risulta, a tutt’oggi, che le ex o post Brigate Rosse (sempre che esistano) abbiano avuto o abbiano come loro finalità ideologica la partecipazione alla lotta di Liberazione Nazionale e l’Indipendenza della Sardigna”.

Cas Bellomonte: també l’Alguer per la “territorialitat de la pena”

A Manca: “La premsa s’equivoca en associar el nostre dirigent a les Br”

(IlMinuto) – Càller, 30 de gener – També l’Alguer per la “territorialitat de la pena”. En els darrers dies el consell comunal de la ciutat catalana, sobre la proposta del representant d’ Alghero Viva, Valdo Di Nolfo, ha aprovat per unanimitat un ordre del dia en què demana el respecte a la llei 354 del 1975 i el protocol d’entesa entre Estat i Regió del 2006. Durant la intervenció Di Nolfo ha recordat la situació de Bruno Bellomonte “ciutadà sard que des de fa vuit mesos – escriu el conseller – pateix detenció preventiva fora de la Sardenya (primer a Roma, ara a Catanzaro) partint de la normativa vigent”. En les darreres setmanes el cas Bellomonte és de nou el centre d’atenció dels mitjans de comunicació nacionals i locals. “Des de fa deu dies llegim en els principals diaris illencs i en els italians – observa en una nota l’oficina de premsa d’aMpI – algunes notícies que tracten la nostra organització política i un dels nostres màxims dirigents Bruno Bellomonte, referent a una enquesta de la policia política italiana sobre una pressumpta reconstitució de les Brigate Rosse que ha portat a algunes detencions a Itàlia”. “Una vegada més – subratlla el comunicat de premsa – estem obligats, a desgrat nostre, a ratificar alguns breus conceptes. Bruno Bellomonte va ser detingut el 20 de juny del 2009 amb l’acusació de voler reconstituir les Brigate Rosse. Des de fa quasi set mesos va ser portat a la presó italiana de Siano (Catanzaro) on espera que com a mínim li vingui concedit el respecte a la llei sobre la “Territorialità della Pena”. La nostra organització, a Manca pro s’Indipendentzia, és una organització política independentista sarda i lluita per aconseguir la completa sobirania de Sardenya en l’Estat Italià. Bruno Bellomonte des de la llunyana presó italiana continua participant amb la seva resistència en aquesta lluita. No ens consta, a dia d’avui, que les ex o post Brigate Rosse (en cas d’existir) hagin tingut o tinguin com a finalitat ideològica la participació a la lluita d’ Alliberament Nacional i la Independència de Sardenya”.

Basta con gli sgomberi e con le irruzioni nelle case degli immigrati: a Cagliari nasce la Rete Antirazzista

(IlMinuto) – Cagliari, 30 gennaio – Organizzare la resistenza alla xenofobia e alla discriminazione delle comunità di immigrati che vivono a Cagliari e nell’hinterland. E’ questa la “ragione sociale” della Rete Antirazzista Cagliari, coordinamento nato giovedì sera nel corso di un’assemblea a Magistero. L’iniziativa è una reazione collettiva alle sempre più frequenti irruzioni all’alba dei carabinieri nelle case affittate dai lavoratori senegalesi. Irruzioni “col pretesto di verificare chi non ha i documenti in regola” e che si concludono molto spesso col sequestro di appartamenti regolarmente affittati. “Affitti regolari – si può leggere in una nota – vengono stracciati per sbattere i cittadini stranieri in mezzo ad una strada senza sapere dove andare a dormire”. Dalla Rete Antirazzista viene anche un no secco allo sgombero dell’ex Edem di Giorgino – annunciato dal sindaco di Cagliari Emilio Floris – dove da una decina di anni vive, pagando l’affitto, un folto gruppo di cittadini senegalesi. L’iniziativa coinvolge gli immigrati del paese africano e si pone l’obiettivo di organizzare anche un’assistenza di tipo legale. Primo appuntamento pubblico della Rete Antirazzista sarà un corteo in programma per il pomeriggio di sabato 6 febbraio, con partenza in piazza del Carmine. “Oggi il razzismo in questa città – prosegue la nota – è il tentativo di creare tensione tra la popolazione riportando nei quotidiani sgomberi violenti e annunciando nuovi sgomberi senza nessuna alternativa di vita. Oggi il razzismo in questo paese è una legge contro la dignità sociale che impone lo status di irregolare, clandestino non si nasce ma si diventa! Un razzismo che vogliamo combattere per fare in modo che non ci sia più”.

S.P.

Consigli culinari: Antipastu de sparau cun anciua

La casalinghitudine che tengo a bada dentro di me, relegandola in un angolo circoscritto dalla ragione, in lei è dichiarata, aggressiva, caotica, piena di risorse, pervasiva: l’apparente irrazionalità che ogni volta le fa mettere sottosopra l’intera cucina anche per le cose più semplici.

                                                                                                                                        (Clara Sereni, Casalinghitudine, 1987)

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

500g di asparagi selvatici
6 filetti d’acciuga sott’olio
un limone
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
sale q.b.

Mondare gli asparagi eliminando l’estremità dura del gambo, legarli in due mazzetti con un filo di refe e lessarli in acqua salata immergendoli verticalmente di modo che le punte rimangano fuori dall’acqua.
A cottura ultimata, scolare gli asparagi, slegarli e metterli in una terrina.
Preparare una salsina con le acciughe tagliuzzate, indi lasciarle insaporire per mezz’ora in una tazza con il succo di mezzo limone e due cucchiai d’olio. A questo punto versare la salsa sugli asparagi ancora caldi e servire subito.

 

 

Vino consigliato: Malvasia di Bosa