(IlMinuto) – Cagliari, 26 febbraio – Costruire una rete permanente di resistenza e solidarietà in grado di affrontare l’emergenza del razzismo e dell’intolleranza. E’ questo l’appello lanciato dai promotori della “Tavola permanente contro il razzismo, l’omofobia e ogni forma di discriminazione” della provincia di Cagliari in vista dello sciopero migrante del primo marzo. La “Tavola” ha organizzato “una manifestazione nella manifestazione”: un corteo con partenza alle 15.00 in piazza Repubblica e arrivo alle 17.00 in piazza del Carmine. L’invito è rivolto a tutti: “Ognuno con i suoi simboli – si può leggere nell’invito – ma soprattutto con la sua presenza”.
Per i promotori dell’iniziativa “manifestazioni e scioperi non devono più essere momenti isolati di mobilitazione”. “Lo Sgombero dell’ex Edem di Giorgino e le sempre più frequenti irruzioni alla caccia del clandestino nelle case degli immigrati sono segni inequivocabili dell’avanzare rapido del razzismo, anche in Sardegna”.
La proposta è quindi quella di “coordinare l’azione di gruppi, partiti, associazioni, sindacati, studiosi, avvocati, singoli attivisti per costruire sul territorio una continua resistenza sociale e culturale alle politiche razziste e una concreta rete di solidarietà, anche per l’assistenza legale, con le lavoratrici e i lavoratori immigrati, doppiamente vittime dei meccanismi della globalizzazione capitalistica”. Per questo i promotori del coordinamento invitano tutti gli interessati al progetto a ritrovarsi mercoledì 3 marzo (18.00, sede Rdb di via Maddalena, Cagliari).
La “Tavola” rilancia le parole d’ordine che avevano portato alla manifestazione del 17 ottobre 2009. Fra queste la regolarizzazione generalizzata per tutti, l’abrogazione del Pacchetto sicurezza e la chiusura definitiva di tutti i Centri di Identificazione di Espulsione.
S.P.
Cominciai a fare dei dolci e a venderli – la brioche e il pain d’épices della zona, così come alcune specialità bretoni di mia madre, pacchetti di crêpes dentelle, torte di frutta e pacchi di sablés, biscotti, pane alle noci, croccantini alla cannella… Dapprima vendevo tramite la panetteria locale, poi direttamente dalla fattoria, aggiungendo a poco a poco altri prodotti: uova, formaggi di capra, liquori di frutta e vini.
(Joanne Harris, Cinque quarti d’arancia, 2000)
INGREDIENTI PER 8 PERSONE
800g di mandorle sgusciate
400g di miele
1 arancia
100g di semola fine
20 g di burro
20 g di farina
2,5dl di acqua
PER LA PASTA
500g di farina bianca
100g di strutto
sale
acqua q.b.
Versare la farina sulla spianatoia, così da formare la classica fontana, e disporre al centro lo strutto ammorbidito a pezzetti. Impastare il tutto con poca acqua tiepida salata fino a ottenere un composto sodo e omogeneo.
Sbollentare e spellare le mandorle, indi farle tostare qualche minuto in forno a 150°C . Una volta fredde, tritarle finemente. Portare lentamente a ebollizione il miele con 2,5 dl di acqua e la scorza grattugiata dell’arancia, indi, sempre mescolando, incorporare la semola di modo da ottenere un composto consistente, che prima di aggiungere le mandorle dovrà cuocere piano per dieci minuti.
Versare il composto in una terrina e lasciarlo raffreddare. Con un matterello tirare la pasta e con una rotella ricavare dei rettangoli larghi 3-4 cm e lunghi 10-12 cm. Distribuire su ogni porzione di pasta un cucchiaio di ripieno come fosse un bastoncino sottile; prendere i bordi della pasta, e ripiegarli verso l’alto, indi piegarli come a formare una ciambellina o una spirale.
Disporre le tiliccas su una teglia imburrata e infarinata. Far cuocere i dolci in forno preriscaldato a 170°C per venti minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e servire.
Vini consigliati: Moscato di Sardegna