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Archivio del giorno 10/04/2010

Il maratoneta non si arrende:"’Scippato’ della cabina per fare posto al partito dell’amore". Intervista a Paolo Floris

(IlMinuto) – Cagliari, 10 aprile – “Non ha usufruito della propria cabina in quanto assegnata al gruppo Pdl”. E’ questa la scritta – firmata e timbrata dal Commissario di bordo del traghetto Olbia-Civitavecchia del 19 marzo – che si può leggere sui biglietti dei passeggeri “scippati” della cabina per fare posto ai militanti del Popolo delle Libertà, diretti a Roma per partecipare alla manifestazione del 20 in piazza San Giovanni. A qualche settimana dai fatti, IlMinuto ha intervistato il maratoneta Paolo Floris, suo malgrado protagonista degli avvenimenti. Aveva acquistato il biglietto in cabina con un mese di anticipo, ma ha dovuto passare la notte in poltrona.

Paolo Floris:”Ho comprato il biglietto il 23 febbraio assieme a due amici. Per le maratone facciamo sempre il biglietto in ampio anticipo per essere sicuri di trovare il posto e anche per risparmiare un po’. Siamo arrivati ad Olbia dopo un’ora e mezzo di pullman, già stanchi del viaggio, convinti di poterci riposare poi in nave”.

Che cosa è avvenuto esattamente la sera del 19 a bordo del traghetto Olbia-Civitavecchia?

“Saliti a bordo abbiamo subito notato una enorme ressa alla consegna delle chiavi per le cabine. Ci siamo sentiti dire che le cabine erano state consegnate al gruppo Pdl. Ho incontrato un camionista barese con in mano il biglietto e con la scritta ‘non ha usufruito della propria cabina in quanto assegnata al gruppo Pdl’. Il fatto mi ha indisposto alquanto, ho preso il telefonino per fotografare il biglietto, ma nel frattempo è arrivato il mio compagno di viaggio con il biglietto e con la stessa giustificazione firmata e timbrata dal commissario di bordo. Ho la copia”.

Quante persone circa sono state vittime del cosiddetto “scippo” della cabina?

“Le persone ‘scippate’ erano tante, non so dire quante, alcune decine sicuramente. Il personale ha giustificato lo scippo con un “disguido informatico”. Ci hanno dato una poltrona.
La mattina alcuni passeggeri hanno detto che dopo la mezzanotte sono state consegnate alcune cabine (non so dire a quante persone) perché noi siamo andati nelle poltrone assegnateci per provare a dormire, ma invano. La rabbia era tanta. Se non c’erano cabine a sufficienza, dovevano assegnarle in base alla data di prenotazione e sicuramente noi eravamo al primo posto.
Non c’era un’emergenza tale da toglierci una cosa che avevamo pagato con largo anticipo. E poi… come possono parlare di ‘disguido informantico’ e scrivere nel biglietto una frase del genere?!”.

Si trattava di una nave Snav o Tirrenia?

“Il biglietto era Snav ma la nave era Tirrenia”.

Lei si recava nel Lazio per partecipare a una maratona. Quali sono state le conseguenze dello “scippo” sui risultati della gara e sulle sue condizioni fisiche?

“La maratona è andata discretamente ma poteva andare meglio. Mi sono allenato per un anno intero. Ma questo è normale. Quello che non sopporto e il fatto in sé: non si può togliere un diritto ad un cittadino, per far posto hai manifestanti del partito dell’amore, se questo è amore ne faccio volentieri a meno. Sono ancora in attesa che qualcuno mi spieghi cosa è successo in quella nave”.

Vuole rivolgere un appello agli altri “scippati”?

“Ancora oggi non mi capacito della cosa. Non riesco a comprendere il comportamento degli altri passeggeri, che hanno subito un gravissimo sopruso come il mio e sono rimasti in silenzio. Non posso pensare che la cosa abbia indignato solo me. Chiedo per questo cortesemente che le persone di quel 19 marzo si facciano avanti anche mandando un messaggio al gruppo che è nato su Facebook”.

Anguidda cun follas de lau ’eru

Mio fratello entrava in casa. Buttava giù la cartella. Si mangiava quello che aveva preparato mia nonna; da sempre era la sua unica e continua occupazione. Durò a lungo il clima da dopoguerra a Roma, e fu segnato da un ininterrotto parlar di cibo. Il fantasma della guerra è finito, la democrazia un diritto, la ricostruzione un fatto, chi è morto è morto e chi è vivo parla di cibo.
(S. Giannotti, Zucchero a velo, 1990)

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1Kg di anguille di dimensione media
40g di farina
alloro q.b.
1dl ca di brodo vegetale
Vernaccia q.b.
sale
pepe
olio extravergine d’oliva

Aprire le anguille, liberarle delle interiora, eliminare la testa e le pinne (spellarle solo se troppo grosse). A questo punto, lavarle e tagliarle a tocchi di 6 cm, indi condire con sale e pepe, dopo averli leggermente infarinati. In una casseruola, versare 4/5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva e far rosolare lentamente i pezzi d’anguilla con due foglie d’alloro, girarli affinché si coloriscano da ogni lato. Versare mezzo bicchiere di Vernaccia, far riprendere il bollore e coprire il recipiente: far sobbollire il tutto per 20 minuti scarsi, verificando il sale e, se necessario, aggiungendo un poco di brodo, indi scoperchiare la casseruola e far ritirare il sughetto per altri 5/6 minuti. Le anguille andranno servite calde guarnite con alloro.

Vino consigliato: Rosato gallurese di Berchidda