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Archivio del giorno 2/07/2010

Mostre

(IlMinuto) – Cagliari 2 luglio  -

Nuoro, sino all’11 luglio, Museo Man, “In the middle” – mostra

Settimo San Pietro, sino al 26 settembre, Arca del Tempo, mostra “Ubi Roi” – litografie di Joan Mirò

Villanovaforru, sino al 5 settembre, Museo del Territorio, “Ernesto Che Guevara – Rivoluzionario e Icona”

Cagliari, sino al 4 luglio, Centro comunale d’Arte e Cultura Exmà, “Poesia e potere del colore” – mostra di Vanina Sechi

Barumini, sino al 21 settembre, Centro culturale Giovanni Lilliu, esposizione “Le macchine di Leonardo da Vinci”

Cagliari, sino al 27 luglio, “Casa di comaremia”, “Prendas e coronas” – mostra personale di Ilaria Carcangiu

Cagliari, sino al 22 luglio, Centro comunale d’Arte e Cultura “Exmà”, “Memorie di un canoista” - mostra di pitture ad olio di Carlo Nieddu Arirca

Porto Cervo, sino al 30 ottobre, MdM Museum, “Ultimo atto d’amore” – mostra a cura di Enrico Badellino

Orani, sino al 30 settembre, centro storico, “Ritorno a Itaca” – mostra fotografica su Costantino Nivola

Cagliari, sino al 21 luglio, foyer del Teatro Lirico, “Spazi (dis)abilitati” – mostra dedicata all’arte sudamericana contemporanea

Cagliari, sino al 12 settembre, T Hotel, “Contenitori al T” – esposizione

Cagliari, sino al 18 luglio, Antico Palazzo di Città, “Cantiere Zavattini” – mostra fotografica

Cagliari, sino al 29 agosto, Centro comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele, “About the city” – esposizione a cura di Alessandra Menesini

Atzara, sino al 26 settembre, Museo Ortiz, “Le fate con la tiagiola. Nuovo costumbrismo contemporaneo” – mostra di Paolo Bianchi

Cagliari, sino al 3 luglio, Espace S&P, “Scatti di Sardegna. il mare nel display di un telefono” – mostra fotografica di Daniele Casale. Testi di Silvia Vivanet

"Salviamo l’Ospedale di Ozieri": prosegue la petizione popolare. Obiettivo 10mila firme

(IlMinuto) – Cagliari, 2 luglio – “Il blocco immediato dell’opera di smantellamento progressivo dei Servizi Sanitari dell’Ospedale di Ozieri e l’immediato ripristino al cittadino dei Servizi Sanitari esistenti storicamente nella struttura ospedaliera ‘Antonio Segni’”. E’quanto chiede la petizione popolare promossa da qualche settimana dal Comitato “Salviamo l’Ospedale di Ozieri” e indirizzata al presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale della Sanità, Antonello Liori.
Il Comitato, che si definisce “spontaneo e apartico”, sta cercando di coinvolgere nella protesta tutta Ozieri e dintorni. La petizione (obiettivo 10mila firme) si accompagna ad una lettera aperta inviata alle forze sociali del territorio, invitate a sbarrare la strada a “una politica sanitaria accentratrice e insensibile alle esigenze del malato, ma fondamentalmente priva di una vera progettualità”.

Documento. "Piano casa bis": intervento del consigliere regionale Claudia Zuncheddu (Rossomori) 30 giugno 2010

Dibattito su “Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 4 del 23 ottobre 2009 – Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.
Intervento
“La politica del mattone: quale sviluppo e per chi?
Sono di questi giorni i dati riportati da Bankitalia riguardanti il “sistema economico Sardegna” e l’occupazione in generale:
- PIL meno 4%,
- Occupati nell’industria meno 11.000,
- Aumento della disoccupazione più 16%, con preoccupanti passaggi dalla disoccupazione all’ inattività nella fascia di età fra i 45 e i 54 anni: più 64% su media nel Mezzogiorno del 51%.
Questi dati danno alla Sardegna il primato di “fanalino di coda” sull’occupazione e sulle conseguenti nuove e vecchie povertà fra tutte le regioni in Italia, portandola all’ultimo posto anche in termini di produzione di reddito e di consumi delle famiglie.
La spesa delle imprese è di fatto nulla con lo 0,08% che ci pone anche in questo caso all’ultimo posto fra le regioni europee.
Lo stesso dicasi sul dato della quota di laureati rispetto alla popolazione in età di lavoro.
Di fronte alla crisi mondiale che attraversa l’Europa e l’Italia, nonostante la negazione di essa, sostenuta dal governo italiano, lo stato dell’economia e quindi l’indice di benessere dei sardi è sempre più prossimo a quello dell’ultima colonia d’Italia.
Di fronte a questo scenario la Legge per il cosiddetto “Piano Casa”, da voi della maggioranza trasformato verbalmente in “Piano per l’Edilizia” è di fatto la legittimazione dell’assalto alle ultime ricchezze della Sardegna: il suo ambiente e il suo paesaggio.
Ancora una volta con un allineamento sempre più feroce con il cosiddetto “Piano Casa”, presentatoci a suo tempo dal padrone di Arcore, ci volete propinare una ricetta già fallita in tutte le economie moderne, ovvero, l’edilizia vista come volano di sviluppo e di ripresa produttiva.
Questa ricetta ricorda tanto quella dell’industrializzazione forzata della Sardegna nella seconda metà del secolo scorso, il cui il fallimento ha determinato grande ricchezza per pochi istrangius, povertà e malattie per molti con conseguente sperpero di risorse pubbliche, distruzione del territorio con le sue economie tradizionali resistenti (caso Ottana e Petrolchimici vari parlano chiaro).
Ciò negli anni ha creato una classe politica compradora, completamente subalterna alle scelte italiane, determinando il fallimento di 60 anni di cosiddetta Autonomia Regionale.
Oggi non si può pensare che con la stretta bancaria e creditizia, particolarmente feroce in Sardegna, che esclude dal credito la piccola e media impresa: “prestiti diminuiti per i clienti minori” e “rallentati per i grandi”, “dimezzamento della quota dei prestiti alle famiglie con l’accelerazione dei prestiti erogati dalle società finanziarie”, i cittadini sardi possano realmente investire “i propri risparmi” nel cosiddetto Piano Casa o meglio Piano per l’Edilizia, come auspicato da questo centro destra.
E’ noto che alcuni settori della nostra popolazione, che possono ancora permettersi le carte di credito, le usano giusto per garantire la sopravvivenza alimentare alle proprie famiglie, accumulando debiti su debiti.
D’altra parte questo Piano è utilissimo alle grosse lobby dell’edilizia, che vedono un grande business… scusate… “opportunità di sviluppo” in tutte queste norme da voi proposte, comprese le ristrutturazioni per fatiscenza nella fascia cosiddetta protetta dei 150 mt dal mare per le piccole isole e 300 nel resto del territorio con relativi aumenti di volumetrie ben specificati. Queste lobby spesso intrecciate e colluse con una finanza criminale, vedi le inchieste giudiziarie sulla mafia internazionale in Gallura, vedono in questo piano l’ulteriore possibilità di consumo del territorio, di distruzione della risorsa ambientale e rapina di ricchezza da investire altrove in perfetto “stile coloniale”.
Altro che Legge per la ripresa dell’economia e dell’edilizia come volano!
Tutte le norme contenute in questa legge con le relative premialità, agevolano in particolar modo l’ex abusivismo: frutto delle sanatorie italiane che si sono susseguite in questi anni e sviluppatesi nelle zone agricole, di certo non per necessità di prima casa o di sviluppo dell’azienda agricola stessa.
Questa legge è la “soluzione legale” all’illegalità delle “ville holliwoodiane” costruite su terreni agricoli, con ciò permettendo di estendere ad immobili siti in zona agricola parametri e criteri che sono tipici delle zone residenziali, come appare dagli stessi riferimenti alla legge n. 431 del 1978.
Queste sono le avvisaglie delle “dichiarazioni programmatiche” del presidente Cappellacci sulla presunta necessità di metter mano al Piano Paesaggistico della precedente giunta, naturalmente tutto in deroga alla direttive comunitarie e al Decreto Urbani.
Non sto a ribadire le osservazioni fatte dalla relazione di minoranza all’interno della commissione e da alcuni interventi dei consiglieri dell’opposizione da me in grandissima parte condivise.
Mi preme evidenziare lo spirito ipocrita e demagogico celato da “mere motivazioni di equità” che stanno alla base di questa legge, che sicuramente nei fatti genererà disuguaglianza economica e sociale, e questi SI che saranno “volano sicuro di accumulo illegittimo di nuovi privilegi e conseguenti ricchezze”.
Mi rivolgo all’assessore Asunis, potrebbe andare lei assessore dalle aziende agricole sequestrate, a dire come investire i loro risparmi, anzi i loro debiti sul Piano Casa, per sviluppare l’economia sarda”.

I disoccupati de La Maddalena denunciano la "finta bonifica". "Paghi ‘Obama’. Vogliamo lavoro e verità"

(IlMinuto) – Cagliari, 2 luglio – “Lavoro e verità”. E’ quanto chiede con una nota il Coordinamento precari e disoccupati de La Maddalena, dopo la lettura dell’inchiesta sulla “finta bonifica” pubblicata qualche settimana fa dall’Espresso.
“Per noi 2mila disoccupati dell’arcipelago – si legge in una nota diffusa dal sindacato di base Usb – con la chiusura delle basi americane e del Porto Arsenale, si riaffaccia dopo decenni la prospettiva dell’emigrazione. Il danno più odioso della finta bonifica – scrivono i disoccupati – è aver rubato il futuro all’Isola. Ma noi disoccupati e precari non ci stiamo”.
Tra i maddalenini cresce infatti l’indignazione per i dati rilevati dall’inchiesta del giornalista Fabrizio Gatti.
“La scoperta – scrive il Coordinamento – di fanghi tossici contaminati, lastre di eternit, cemento, fibra di amianto, macerie e rifiuti tossici scaricati illegalmente in mare alla fine dei lavori all’interno del Parco Marino delle Bocche di Bonifacio, e la scoperta di fondali inquinati come confermato dalla ricerca effettuata alcuni mesi fa dall’Ispra (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca ambientale), che emerge chiaramente dall’inchiesta denuncia pubblicata in questi giorni da l’Espresso, getta una nuova luce sulla vicenda dello spostamento del G8 da La Maddalena a L’Aquila”.
La bonifica – come ricordano i disoccupati e i precari dell’Isola – “era stata dichiarata conclusa, e definita un intervento esemplare dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso”.
Invece, secondo quanto sostiene il Coordinamento, il G8 sarebbe stato spostato dalla Sardegna all’Abruzzo proprio a causa della “finta bonifica”.
“Il fondale marino – afferma la nota – è inquinato per lo più da derivati del petrolio, sostanze scaricate in mare quando l’arsenale era gestito dalla Marina Militare. Ma il tutto viene tenuto segreto. Si sposta la location del G8 a L’Aquila per motivi nobili, ma la verità è che il porto era inagibile!”.
La base militare della Maddalena dipendeva direttamente dagli Stati Uniti. “Sappiamo chi ha inquinato”, sottolinea il Coordinamento. “E’ necessario un protocollo d’intesa con l’amministrazione Obama che stabilisca le modalità di intervento per studiare quali sono i problemi creati e giungere ad una bonifica totale, che crei lavoro e sviluppo, e riqualifichi l’Isola in senso turistico”.

Carceri. Maria Grazia Caligaris (Sdr): "Negato il diritto allo studio ad un detenuto di Santo Domingo"

(IlMinuto) – Cagliari, 2 luglio – Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha negato il diritto allo studio ad un detenuto nel carcere nuorese di Bad’e Carros. Lo denuncia con una nota Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti e Riforme, che ha segnalato il caso di Alejo Perez Luis Alexander, di Santo Domingo, al Direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Franco Ionta.
“Il sovraffollamento – sottolinea Caligaris – rischia di far perdere la bussola anche ai funzionari del Dap che talvolta contraddicono ciò che hanno deciso in precedenza”. Il giovane detenuto è stato infatti prima autorizzato ad iscriversi all’Università di Bologna e a sostenere alcuni esami, ma l’autorizzazione a proseguire nell’impegno di studio, peraltro proficuo, gli è stata poi negata.
“Lo studente - spiega l’esponente socialista – ha dovuto rinunciare all’esame di Inglese, previsto per il 22 giugno e a quello di Diritto costituzionale italiano e comparato, fissato dall’Ateneo emiliano per il 29 giugno. Rischia infine di non poter sostenere quello di Diritto Pubblico del 13 luglio prossimo”.
Caligaris, ricordando che l’articolo 34 della Costituzione sancisce il diritto allo studio, ricostruisce nei particolari la vicenda del cittadino della Repubblica Dominicana.
“Il giovane, che è stato trasferito a Nuoro nel mese di ottobre del 2009, si trovava recluso precedentemente – precisa Caligaris – a Bologna dove, anche grazie ad una convenzione tra l’Ateneo e il Dap, si era iscritto nel 2008 al corso di Scienze dell’Amministrazione e dell’Organizzazione, una specializzazione non presente negli Atenei sardi. Avendo sostenuto con profitto i primi esami, a settembre 2009 aveva confermato l’iscrizione nella Facoltà per il secondo anno. Avendo subito nel frattempo il trasferimento, non richiesto e di cui non ha mai saputo la ragione, il 22 febbraio 2010 è stato tradotto a Bologna per sostenere due esami entrambi superati brillantemente ed è rimasto nel capoluogo emiliano fino al 10 aprile. Benché avesse richiesto a quel punto di permanere nel carcere di Bologna, è stato trasferito di nuovo a Nuoro. Non ha potuto quindi sostenere gli esami del 22 e del 29 giugno perché gli è stata negata la traduzione nel capoluogo emiliano”.