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Archivio del giorno 21/07/2010

Bruno Bellomonte: aMpI lancia la campagna di solidarietà politica e raccolta fondi

(IlMinuto) – Cagliari, 21 luglio – A Manca pro s’Indipendentzia dà il via alla campagna di solidarietà politica a Bruno Bellomonte. Da oggi è infatti possibile sostenere l’organizzazione nel progetto di portare a Roma quante più persone possibili in occasione della grande manifestazione in programma per il 16 settembre, data della prima udienza del processo al dirigente indipendentista. 
“L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di dimostrare concretamente a Bruno la nostra solidarietà e, allo stesso tempo, rammentare allo stato italiano che incarcerare un prigioniero politico sardo non è un’azione che passa inosservata allo stesso popolo. Dimostrare allo stato italiano che non abbiamo nessuna fiducia nel giudizio espresso dalla sua magistratura e che non ne riconosciamo il valore”.
La campagna – chiarisce la nota diffusa dall’organizzazione indipendentista di sinistra – “non si fermerà alla prima udienza, la raccolta fondi ha l’obiettivo di far in modo che chiunque possa partecipare, nel corso del processo, alle udienze di Bruno e degli altri compagni italiani incastrati dall’antiterrorismo italiano in quella che è ormai una dichiarata azione repressiva, basata su ipotesi e senza fondamento fattuale alcuno”.
E’ possibile sostenere economicamente l’iniziativa al conto corrente:
Alessandra Ruggiu poste pay 4023600453477236

Documento: mozione di sfiducia al Presidente della Regione Cappellacci (20 luglio)

Mozionedi sfiducia al Presidente della Regione Cappellacci

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

MOZIONE BRUNO – URAS – SALIS – AGUS – BARRACCIU – BEN AMARA – CARIA – COCCO Daniele Secondo – COCCO Pietro – CUCCA – CUCCU – DIANA Giampaolo – ESPA – LOTTO – MANCA – MARIANI – MELONI Marco – MELONI Valerio – MORICONI – PORCU – SABATINI – SANNA Gian Valerio – SECHI – SOLINAS Antonio – SORU – ZEDDA Massimo – ZUNCHEDDU di sfiducia al Presidente della Regione.

Il Consiglio Regionale

DATO ATTO che lo stato di emergenza sociale ed economica in cui versa la Sardegna non può essere scaricata interamente sulla crisi economica globale del momento che è evidente a tutti l’inconsistenza delle iniziative assunte in questo inizio di legislatura dalla Giunta Regionale sui temi del lavoro, dello sviluppo, dell’occupazione, della scuola, della sanità e del territorio;

RILEVATO che si va sviluppando un contesto nel quale la Sardegna vive una condizione economica e sociale drammatica per la quale dall’inizio della legislatura questa maggioranza nulla ha fatto di positivo e concreto, salvo subire passivamente una infinita sequenza di penalizzazioni e delegittimazioni: dai Fondi Fas, alle nuove entrate previste dall’articolo 8 dello Statuto e per finire con le conseguenze gravissime della recente manovra correttiva dello Stato;

EVIDENZIATO per altro che il Presidente della Regione, sistematicamente assente dal confronto politico con il Consiglio Regionale, ha di fatto mentito davanti al Parlamento Sardo e dunque ai sardi, dichiarando di non aver mai compiuto alcun atto che non fosse per il bene e l’interesse della Sardegna, e che gli incontri con un articolato sistema affaristico dedito all’interesse speculativo nel campo dell’energia e del mattone, lo smentisce clamorosamente;

PRESO ATTO infatti del coinvolgimento del Presidente della Regione nei fatti legati agli affari sull’eolico in Sardegna e alla presunta partecipazione ad associazioni segrete che tendevano a condizionare e orientare a proprio favore i legittimi poteri istituzionali;

CONSTATATO che le recenti vicende giudiziarie mettono in crescente evidenza l’influenza che gruppi di potere non meglio definiti hanno esercitato sulla politica regionale e sugli interessi generali della Sardegna;

CONSAPEVOLI che la magistratura avrà modo di fare piena luce e di dissipare ogni dubbio e sospetto che emerge dalle torbide vicende che le cronache riportano da alcune settimane;

VALUTATO tuttavia che per un giudizio politico non vi è alcun bisogno di attendere l’esito finale delle indagini dal momento che la frequentazione di noti “faccendieri” da parte di chi ha responsabilità elevatissime di governo, non può in alcun modo trovare giustificazione neppure sotto forma di imprudenza, di gentilezza o di subordinazione alle indicazioni dei propri dirigenti nazionali di partito;

CONSIDERATO che la gravità di tali comportamenti, che hanno interferito non poco sul rispetto delle norme e delle leggi vigenti, hanno condizionato la libera e trasparente azione delle istituzioni autonomistiche ed hanno delegittimato il governo regionale facendo scempio dell’Autonomia e dell’etica pubblica come mai è accaduto in 60 anni di autonomia;

VALUTATO che anche la difesa assunta dal Presidente, improntata su una sorta di “sprovvedutezza comportamentale”, mal si concilia con le dotazioni morali, culturali ed intellettuali minime che sono richieste a chi è investito da un mandato di governo di straordinaria rilevanza e delicatezza;

RITENUTO che il Presidente della Regione, la Giunta e la maggioranza non siano più in grado di esercitare credibilità, autorevolezza e conseguente azione politica con riguardo ai bisogni concreti della società sarda e che questa legislatura appare pertanto lesa mortalmente nel suo presupposto etico, morale e di fedeltà alle leggi e allo Statuto di autonomia

dichiara

Ai sensi e per gli effetti degli articoli 35 e 37 dello Statuto speciale di autonomia della Regione Sardegna la sfiducia politica, morale ed istituzionale al Presidente della Regione e alla Giunta Regionale.

Eolico. Zuncheddu (Rossomori): "E’ da marzo che chiediamo le dimissioni di Cappellacci"

(IlMinuto) – Cagliari, 21 luglio – “Già un anno fa, nel luglio 2009, quando il Presidente Cappellacci in una telefonata con un amico ‘de sa cricca’ disse che ‘il problema della Sardegna erano i sardi’, noi Rossomori dicemmo che affidare le sorti della Sardegna a Cappellacci era come ‘affidare il pollaio alle volpi’ e chiedemmo le sue scuse pubbliche”.
E’ quanto ricorda in una nota Claudia Zuncheddu, consigliere regionale e presidente dei Rossomori.
“Nel marzo 2010 – prosegue la sardista di sinistra – in una lettera aperta al presidente Cappellacci e nei dibattiti in aula consiliare, denunciammo l’arroganza con cui il Presidente portava avanti la politica di liquidazione e svendita dei beni pubblici, vedi l’eolico e le energie alternative, e le sue connivenze politiche con settori della ‘finanza chiacchierata e collusa con interessi criminali e mafiosi sbarcati in Sardegna’, chiedendone in quella occasione le dimissioni”.
“Oggi – conclude – di fronte allo scenario istituzionalmente inquietante della cosiddetta P3, noi Rossomori non possiamo che sostenere con piacere e con coerenza la proposta di mozione di sfiducia nei confronti del Presidente Cappellacci (…). I sardi tornino a decidere liberamente del proprio futuro”.  

La rabbia dei pastori: "Col latte a 60 centesimi non possiamo andare avanti". Il 30 manifestazione all’Aeroporto di Cagliari-Elmas

(IlMinuto) – Cagliari, 21 luglio – “Col latte a 60 centesimi iva compresa sono sempre di più le aziende che rischiano di chiudere da un giorno all’altro”. Sono queste le motivazioni che hanno spinto un gruppo di pastori ad organizzare una manifestazione pubblica per il 30 luglio. Gli operatori del settore puntano a conquistare l’attenzione che merita una attività così importante: l’iniziativa è infatti in programma dalle 9.00 alle 15.00 nell’aeroporto di Cagliari-Elmas.
“Non ci sono piu’ scusanti – si legge in una nota pubblicata da Mario Piras, promotore dell’iniziativa, su Facebook – se vogliamo veramente ribellarci allo scempio sul prezzo del latte e far sentire la nostra voce dobbiamo manifestare tutti”.

Un treno per difendere la scuola. Tutta l’Isola contro i tagli del Governo: in pericolo 1.707 posti di lavoro

(IlMinuto) – Cagliari, 21 luglio – Il movimento per la difesa della scuola pubblica non si ferma. Martedì prossimo, 27 luglio, l’Isola sarà infatti attraversata da Nord a Sud dal “Treno per la cultura”: la nuova iniziativa di lotta promossa dai comitati cittadini che si battono contro la “riforma Gelmini-Tremonti”.
“Saliamo insieme – è questo l’invito degli organizzatori della mobilitazione – sul ‘Treno per la cultura’ che da Sassari, attraversando tutta la Sardegna e raccogliendo le forze di tutti, raggiungerà Cagliari per manifestare per il diritto alla conoscenza e al lavoro dignitoso dei suoi operatori”.
I promotori dell’iniziativa denunciano ancora una volta le conseguenze dei tagli del Governo sulla scuola e sulla cultura.
“L’attuazione della pseudo-riforma Gelmini-Tremonti – si legge in una nota – comporterà per le scuole della Sardegna una ulteriore contrazione di 1.707 posti di lavoro. 550 sono invece i milioni che il Governo avrebbe deciso di togliere al Fondo Unico per lo Spettacolo per il triennio 2009-2011, con conseguenti tagli a livello locale, che potrebbero decretare la chiusura di enti culturali, fondazioni, istituti di ricerca, accademie ovvero la distruzione di tutto il settore culturale”.
Hanno aderito all’iniziativa il Movimento per la Difesa della Scuola pubblica, i Coordinamenti precari della Scuola di Sassari e di Oristano, il Comitato precari della Scuola di Cagliari, il Comitato per la Difesa della Scuola pubblica di Alghero, i Comitati per la Scuola di Ozieri e di Olbia.