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Il viaggio controcorrente di Nicola Piovani nell’Italia berlusconiana. "Se ciò che non passa in televisione non esiste, io sono felice di non esistere col mio pubblico"

(IlMinuto) – Cagliari, 31 luglio – Le sue composizioni hanno fatto da colonna sonora ad almeno tre decenni di storia italiana. Giovedì sera Nicola Piovani, accompagnato dall’omonimo quintetto, ha stregato il pubblico di Dromos con un concerto di oltre due ore nel Parco dei Suoni della Marina di Riola Sardo. Il vincitore del premio Oscar per le musiche di “La vita è bella” ha aperto lo spettacolo con l’esecuzione di brani delicati e progressivamente incalzanti, da “Poeta delle ceneri” a “La stanza del figlio”, con un allegro “Valzer della Cioccolata”, suonato tra una intro e poi una reprise de “La messa è Finita”, il primo film di Nanni Moretti con musiche di Piovani.
Si perdono i nomi dei  registi italiani (Tornatore, Fellini, Monicelli, lo stesso Moretti) ed europei (Danièle Thompson, Philippe Lioret, Éric-Emmanuel Schmitt) che hanno  arricchito i loro film con le note del compositore romano. Così come ha lasciato un segno profondo la sua collaborazione con “Faber”. Il Maestro e il quintetto hanno eseguito la “Suite De Andrè”, con un meraviglioso flauto dolce in “Storie di un impiegato”.
Piovani ha poi ricordato l’importanza del mito greco, della sua valenza odierna e di quanto ancora ci possa insegnare, con l’altra suite “I miti greci”, composta da “Il volo di Icaro”, con un  inizio leggero che evolve in un ritmo incalzante, “Narciso”, con cui Piovani ha ricordato il pericolo e la tristezza del narcisismo in un riferimento velato ad alcuni politici odierni.
Ma la musica è fatta anche di pause e Piovani ha espresso il suo pensiero sul valore del silenzio, un silenzio che spesso ci viene rubato anche quando siamo costretti ad ascoltare in modo passivo, contro la “voce della nostra anima”. Parole dell’anima che Piovani ha affidato al monologo finale di Roberto Benigni ne “La Voce della Luna”, seguito dall’esecuzione della melodia omonima.
Il pubblico ha risposto con una serie interminabile di applausi a scena aperta. I cinque musicisti si sono alzati e hanno ringraziato, per poi fare una prima uscita, come accade in teatro, e rientrare con i presenti, ancora in piedi, che continuavano a spellarsi le mani.
Di nuovo sul palco, Piovani ha scosso la platea con l’inizio inaspettato de “Il camorrista”, l’ormai nota sigla di “Annozero”, il programma tv di Michele Santoro.
Presa la parola per l’ultima volta, il protagonista della serata ha espresso il suo dissenso per la frase “Ciò che non passa in televisione, non esiste”, pronunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, riferendosi al fatto che ci sono realtà ben più vere di quella televisiva, che forse questa società fa fatica a cogliere o non vuole percepire. “Realtà che – ha concluso Piovani – per qualcuno non esistono, e io, con voi stasera, son allora ben felice di non essere esistito”.
A.L.

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