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Alla ricerca dell’equilibrio tra passato e futuro. Intervista a Valeria Tola, ceramista

Nuova tappa per Formas. Questa settimana la redazione del Minuto fa visita a Valeria Tola, a Macomer. Nel laboratorio di corso Umberto I, 64, attivo dal 1992, la ceramista di Macomer ci racconta l’evoluzione e la maturazione di un mestiere “nato dalla passione per l’arte”.

Nella sua pagina Facebook leggiamo: “La mia espressività, iniziata con un forte orientamento alla rilettura di segni arcaici, oggi si è decisamente spostata sull’oggetto d’uso dalle patine ambrate o verderame, per arrivare a monocolorazioni che propongono la modernità attraverso una suggestione dai caratteri volutamente artificiali, essenziali, gioiosi”. Può spiegare il concetto?

Con questo concetto mi riferisco al percorso intrapreso negli anni. Un percorso in un primo momento molto vicino, ma mai “copiato”, alla ceramica del periodo nuragico. La produzione odierna non dimentica il passato, ma lo rielabora attraverso la forma, il colore o la decorazione, realizzando oggetti che stimolano la ‘positività’ di chi li guarda.

Quali tecniche e quali materiali usa nelle sue creazioni?

Le tecniche sono molteplici. Mi piace sperimentare. Nell’ultimo periodo mi sto dedicando alla produzione di oggetti realizzati “a lastra” e “a colaggio” per quanto riguarda la forma, con l’uso di argilla bianca. Per quanto riguarda il rivestimento, il monocolore è quello che mette in risalto la forma o la decorazione dell’oggetto. Il colore è fondamentale nella mia produzione, penso che circondarsi di oggetti colorati esalti il buon umore. Amo questo lavoro e questo è un modo per manifestarlo.

I suoi manufatti hanno delle linee molto moderne. Quanto il design influenza i suoi lavori?

Il design influenza il mio lavoro. Oggi fare ceramica in Sardegna significa doversi confrontare con il mercato esterno. Non possiamo continuare a fare quello che si produceva 50 anni fa, per cui la nostra produzione deve poter convivere con gli oggetti funzionali che arrivano nelle nostre case, sempre tenendo conto del nostro passato. Rinnovarsi, anche se più faticoso, serve a tenere alta la passione per il mio lavoro. Mi piace alternare le vecchie produzioni con nuovi oggetti.

Da cosa nasce la sua collaborazione con artisti e designer?

Mi piace aprire il mio laboratorio ad altri creativi. Le diverse esperienze lavorative danno la possibilità di creare nuovi oggetti, che senza questo scambio non sarebbero mai nati. Potersi confrontare è sempre motivo di crescita sia professionale che umana. Una delle ultime produzioni nasce dalla collaborazione con l’artista Bob Marongiu. A lui ho proposto di reinterpretare un oggetto “sacro” del nostro artigianato, la brocca della festa. Lo abbiamo reinventato sostituendo in parte le decorazioni plastiche, che rappresentavano scene sacre o di Eleonora D’Arborea, con i soggetti allegri e animaleschi dei quadri di Bob, con una sola monocromia di smalto: rosso, turchese, giallo… che ne esalta la modernità. Da qui nasce il progetto artistico “Bestiario della Sardegna”, una serie di giocosi animali in ceramica ispirati alla nostra Isola.

Ci racconta le zucche di Valeria Tola? Da cosa nasce questa idea?

Le zucche sono nate dal progetto “Domo” la biennale dell’artigianato sardo del 2009. Questa biennale, diversamente dalle altre, metteva in collaborazione artigiani e designers. Mi è stato proposto di realizzare il progetto “Zucca” dei designer Salvatore Marie. L’idea era quella di reinventare senza perdere l’uso della zucca, utilizzata dai nostri padri nelle campagne per contenere l’acqua o il vino. La funzione rimane la stessa. Questo oggetto è diventato parte della mia produzione e si sta completando attraverso la creazione di altri manufatti, uno dei quali è la Tazzucca, cioè una tazza in ceramica.

Da alcuni anni organizza laboratori sulla ceramica in manifestazioni regionali, come la “Fiera del Libro“ di Macomer, e nelle scuole. Con quali obiettivi? I ragazzi accolgono con interesse la proposta didattica?

I corsi di ceramica sono sempre accolti positivamente, sono motivo di svago e tutti conoscono le proprietà psicoterapeutiche dell’argilla. L’obiettivo principale è quello di far conoscere l’arte della ceramica. Nel mio territorio questo lavoro non è usuale (benché siano stati trovati negli scavi archeologici manufatti in terracotta), è importante che chi vede un oggetto in ceramica capisca come e perché è stato realizzato in quel modo. Questo per poterlo apprezzare o magari per poterne un domani, farne il proprio lavoro. Penso che il futuro dei nostri giovani sia legato anche alla riscoperta di lavori come il mio. Per anni siamo stati abituati al posto fisso, magari in fabbrica, questo non ha prodotto altro che persone disoccupate, lontane da quella che è la nostra vera identità.

La produzione di ceramiche e l’artigianato artistico nel suo complesso hanno un indubbio valore culturale, ma rappresentano anche un’importante risorsa per lo sviluppo economico dell’Isola. A quali fasce di mercato si rivolgono i manufatti di Valeria Tola?

Cerco di inserirmi nelle diverse fasce di mercato diversificando la mia produzione, che spazia dagli oggetti più economici a quelli più elaborati, sia nello studio che nella realizzazione.

L’attuale mercato tutela i prodotti dell’artigianato sardo?

Manca sicuramente una giusta salvaguardia dei nostri prodotti. Nella maggior parte dei negozi si propone anche artigianato non realizzato in Sardegna e quello che è peggio è che lo si vende come tale. Sono pochi i commercianti che nelle loro strutture propongono oggetti di qualità. Abbiamo regole diverse (imposte dallo stato), un valore etico e culturale, standard di qualità più alti e di conseguenza costi di produzione più alti. Non possiamo confrontarci col made in China.

Negli anni scorsi ha partecipato anche alle Fiere internazionali di Francoforte e di Tokyo. In che modo i tedeschi e i giapponesi hanno accolto le sue creazioni?

Sono stata accolta positivamente e ho avuto la possibilità di esportare i miei manufatti. Partecipare alle fiere o alle mostre, sia nazionali che internazionali, è sempre motivo di scambio e di crescita, soprattutto se queste sono settoriali, perché si incontrano persone che condividono la passione per lo stesso lavoro e anche se si è lontani ti rendi conto che le problematiche a volte sono le stesse. È importante il confronto, attraverso queste nuove amicizie si scambiano informazioni anche riguardo le tecniche e i materiali utilizzati.
Anche stando in Sardegna, si possono ottenere scambi importanti, come è successo il settembre scorso a Cagliari durante la “Festa della ceramica”. Una mostra mercato internazionale di ceramisti, dove sono stati realizzati incontri il cui tema erano alcune problematiche legate al nostro lavoro, ma anche mostre, laboratori e spettacoli.

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Scheda tecnica

Formas est unu progetu fattu cun sa participatzioni de sa Regioni Autónoma de sa Sardigna – L.R. 26/97 asuba de sa língua e cultura sarda

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