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UN ANNO FA. “Non esisterà mai un sito sicuro”: la scienza spiega il no al nucleare

nucleare sardegna(IlMinuto) – Cagliari, 14 novembre 2009 – Asismica, poco popolata, militarizzata, geograficamente isolata e politicamente connessa al Governo. Sono queste – ha spiegato Andrea Olla del Cagliari social forum – le caratteristiche che fanno della Sardegna la miglior candidata alla costruzione di una centrale atomica in Italia. Questo identikit è stato tracciato ieri, nel corso di un dibattito sul tema “Perché no al nucleare”, che si è svolto a Cagliari in via Lanusei 19. All’iniziativa hanno partecipato Luciano Burderi, docente di Astrofisica ed Astronomia all’Università di Cagliari e Massimo De Santi, fisico nucleare, docente all’Università di Pisa e presidente del Comitato internazionale “Educazione per la pace”. “Il nucleare – ha sottolineato De Santi – non risolve alcun tipo di problema. A differenza di quanto vogliono farci credere, il ciclo di produzione dell’energia nucleare, a partire dall’estrazione dell’uranio, produce CO2 (Ndr: e quindi contribuisce al riscaldamento globale). I tempi di costruzione e avvio degli impianti sono lunghissimi: non meno di 8-10 anni. Non siamo in grado di garantire la sicurezza necessaria: non si potrà mai trovare un sito sicuro. Il problema dello smaltimento delle scorie rimane irrisolto”. Per “uscire dal tunnel” dell’energia nucleare Burderi ha proposto un programma politico per la riconversione al solare dell’Isola. “In cinque anni – ha spiegato l’astrofisico – si può rendere la Sardegna energeticamente autonoma attraverso un disegno politico minimo e concentrato solo su questo obiettivo: nell’arco di un quinquennio possiamo garantire una produzione dell’energia solare distribuita sul territorio dell’Isola”.

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