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Documento: “Lettera aperta ai politici sardi” di Salvatore Usala (4/12/2010)

Carissimi Onorevoli Consiglieri

Carissimi Assessori

Carissimi Sindaci

Il giorno 16 dicembre avrà luogo un presidio di malati e famigliari SLA, che giunge in un periodo di polemiche nei media ed in parlamento dei vari comitati Pro Life in seguito alla trasmissione “Vieni via con me” e del suicidio di Monicelli.

Abbiamo chiesto all’Assessore regionale alla Sanità un incontro e risposte chiare per avere una vita degna: la vita si rispetta con atti amministrativi, non con astratte  prese di  posizioni  e chiacchiere fumose.

La classe dirigente e  le istituzioni hanno il dovere di  dare risposte, rispettare chi sceglie di continuare a vivere e soprattutto  garantire una vita degna di questo nome a tutti, in particolare a chi ha grossi problemi di disabilità.

La Commissione Regionale SLA nominata da più di un anno, di cui sono membro. ha elaborato un piano Assistenziale e Formativo, all’esame dell’Assessorato intento ormai da sei mesi “a fare i conti”. Di fronte a tanta lungaggine sorge un dilemma: gli incaricati di fare i conti o sono una massa  di incapaci o più realisticamente ci prendono in giro.

Allego il progetto, elaborato con  criterio e lungimiranza, che contiene tabelle con conti precisi e tabelle comparative. La contabilità è   elaborata da chi ha competenza pluriennale in progetti di varia natura tra  PON e POR.

illustro un esempio di assistenza attuale, relativo al mio stato di malato sla

Ho un finanziamento di € 20.000  del progetto “Ritornare a casa”, che  consente di retribuire un’assistente famigliare per 7 ore giornaliere.

Ho inoltre sei ore di presenza di infermiere professionale che costano alla ASL 30 euro l’ora per un totale di 180 euro die.

Ho bisogno di un ora di infermiere coordinatore: con le 5 ore risparmiate, corrispondenti a 150 euro, potrei retribuire per 15 ore un assistente famigliare formato, tutto incluso, ferie, TFR, contributi e tredicesima.

Arriverei in questo modo a 22 ore di assistenza giornaliera a parità di costi.

E’ questo  il progetto, che noi vogliamo.

Mi sia consentito fare una serie di considerazioni sulle positività di questa vera rivoluzione assistenziale indiretta:

Non abbiamo infermieri professionali e dobbiamo ricorrere a personale straniero che è comunque insufficiente. Infatti le ore che fanno sono esagerate, perché quasi tutti hanno la partita IVA con fatturazioni che oscillano intorno ai 6.000 euro mese, quindi non subirebbero danni da riduzioni di ore, farebbero una vita più sana.

Solo dalla SLA si creerebbero almeno 300 nuovi posti di lavoro per giovani da formare ad hoc: avrebbero una retribuzione di €1000,00 netti mensili e consentirebbe alle famiglie di scegliere i collaboratori più idonei.

Se tale progetto sperimentale avesse successo si potrebbe applicare ad altre patologie gravemente invalidanti.

Applicando  il progetto avremo diversi benefici:

Restituzione di una vita normale ai famigliari che attualmente hanno un impegno assistenziale di 13-14 ore al giorno, 365 giorni all’anno, non possono ammalarsi e non possono distrarsi.

Grande risparmio in prospettiva, riduzione ed azzeramento dei ricoveri in rianimazione, che costano €1800,00 al giorno.

Sollievo per la disoccupazione giovanile in tutte le città e paesi, le gravi malattie colpiscono ovunque.

In conclusione noi faremo il presidio il 16 dicembre per raggiungere questo obbiettivo.  Non andremo via sin quando non avremo pubbliche risposte esaustive.

Molti consiglieri hanno già dato solidarietà ed appoggio concreto. Tocca ora alla maggioranza che governa la Regione sarda  dare risposte definitive e coerenti con la dichiarata scelta Pro Life.

Monserrato, 04 dicembre 2010

Salvatore Usala Malato SLA

Membro Commissione Regionale SLA

Segretario dell’Associazione “Viva la Vita Sardegna ONLUS”

Tel 070562600 Cell 3275799890

E-mail usala@tiscali.it

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