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Caso Bellomonte: 20 giorni di sciopero della fame per chiedere la scarcerazione del comunista indipendentista di a Manca

(IlMinuto) – Cagliari, 1 luglio – “Un comunista, militante indipendentista, sindacalista. Uno che mette la faccia nelle cose che fa, che non si nasconde per fare l’attività politica in cui crede”. Così Caterina Tani definisce – in un’intervista rilasciata qualche tempo fa a ilMinuto – il marito Bruno Bellomonte, il dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia da due anni e 22 giorni in carcerazione preventiva sulla base di accuse mai dimostrate: un teorema (la preparazione di un attentato con modellini aerei radiocomandati al G8 della Maddalena) – si legge in una nota diffusa dal Comitato Lavoratori pro Bellomonte -  “campato in aria e privo di riscontri, come dimostra il processo attualmente in corso”. Per chiedere l’immediata liberazione dell’indipendentista di sinistra e denunciare il caso alla stampa, il Comitato lavoratori pro Bellomonte ha promosso uno sciopero della fame a staffetta cominciato venti giorni fa: il 12 giugno. Complessivamente sono circa 30 le persone che hanno aderito all’iniziativa. Oggi non mangiano Maurizio Faedda, Paola Alcioni, Antonello Tiddia, Marzia Nieddu Cocco e Gianluca Carta.

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