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Documento: i giovani del Master and Back scrivono a Cappellacci (7 ottobre 2011)

Alla cortese attenzione del. Presidente della Regione Autonoma della Sardegna,

On. Ugo Cappellacci

Caro Presidente,

Siamo i ragazzi del Master and Back, i giovani sardi masterizzati e iper professionalizzati che tanti sacrifici hanno compiuto per raggiungere l’ambizioso obiettivo di cambiare e migliorare la Sardegna, tramite il loro vasto bagaglio di conoscenze, esperienze e professionalità. Siamo psicologi, ingegneri, medici, storici dell’arte, economisti, siamo coloro che fra non molto costituiranno quel ricambio generazionale di cui questa terra ha un indispensabile bisogno. Siamo quelle persone che credono nel futuro della Sardegna e per questo motivo non vogliono rassegnarsi all’idea di abbandonarla per cercare il proprio futuro altrove. Ma cosa più importante, Presidente, siamo giovani con delle idee ben chiare su cosa fare per crescere e far crescere la nostra isola. Uno di noi, pochi giorni fa, dalle pagine virtuali di Facebook, ha a gran voce manifestato il proprio grido di dolore: riprendiamoci la possibilità di sognare, riprendiamoci la possibilità di esistere qui dove c’è bisogno di noi. È il grido di tutti noi, di centinaia di ragazzi che tanto hanno sognato e tanto hanno investito nella cosa più preziosa che l’essere umano possiede: il cervello. E con esso le idee, i valori e la creatività. Il 23 giugno è uscito il tanto atteso bando Percorsi di Rientro. Un bando completamente nuovo e forse per la prima volta più vicino a noi che alle imprese. In questi mesi ci siamo dati da fare per trovare un’azienda, un ente pubblico o di ricerca disposto ad investire su di noi, esattamente come chiedeva il bando. È stata la nostra grande sfida: sfatare il luogo comune che la Sardegna non investe e che il Back è solo un parcheggio per uno o due anni. In 330 hanno trovato aziende disposte a giovarsi di giovani professionisti. In 180 hanno trovato nei dipartimenti universitari e negli enti di ricerca il naturale proseguo di dottorati o precedenti assegni di ricerca. In poco più di 100 hanno sostenuto e vinto i concorsi in diversi enti pubblici. Ognuno dei tre settori si è trovato con grosse novità. I privati sono stati costretti per la prima volta ad investire su di noi e l’hanno fatto. Gli enti pubblici sono stati costretti per la prima volta a indire concorsi e selezioni e ad attivare contratti consoni ai nostri curriculum, e non tirocini privi di qualsiasi valore come accadeva negli anni precedenti. Le Università, grazie ai nuovi regolamenti d’ateneo, hanno imposto regole rigide per l’approvazione dei progetti di ricerca. Perché questi dati? A nostro avviso si tratta di dati importanti, dati che ci rendono fieri della Sardegna e forti nel chiedere a Lei, Presidente Capellacci, di mantenere la promessa fatta quel 23 giugno al Laboratorio delle Carriere. In quell’occasione Lei disse che se la Sardegna avesse risposto positivamente a questo bando e alla sfida di cambiamento lanciata, avrebbe raddoppiato i fondi esigui a disposizione per un programma fondamentale per la crescita economica isolana.  Perciò siamo fieri di comunicarLe che la sfida è stata vinta, ora tocca a Lei mantenere la promessa. Nel giorno della dolorosa scomparsa di Steve Jobs, poniamo a Lei e all’intera classe dirigente sarda una domanda cruciale per la nostra Isola: cosa abbiamo in meno degli altri? Siamo emigrati per anni, e ci siamo spesso distinti in giro per il mondo come studenti e professionisti esemplari. Davvero non riuscite a concepire l’idea che anche tra noi ci possano essere uno, dieci, cento Steve Jobs? Sapete bene quanto noi che l’investimento sui Percorsi di Rientro, sui giovani del Master and Back, ha margini di ritorno elevatissimi, e si tratta tutto sommato di una spesa sopportabile per le finanze regionali.

Nel rigoroso rispetto delle istituzioni, dei valori e dei doveri che esse incarnano, Le chiediamo infine:

Signor Presidente, lascia o raddoppia?

I giovani del Master and Back

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