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Inchiesta Galsi: l’anaconda d’acciaio entra in Consiglio regionale. Prima puntata

(IlMinuto) – Cagliari, 8 ottobre – Un tubo di 272 chilometri che attraverserà la Sardegna da Porto Botte ad Olbia per trasportare il metano dalla Algeria alla Toscana. Questo è il tratto sardo del Gasdotto Algeria Sardegna Italia, un progetto più noto come Galsi: una anaconda d’acciaio che occuperà 30 milioni di metri quadri di territorio dell’Isola passando attraverso zone costiere, siti archeologici, fiumi, campi agricoli, pascoli. Sono 40 i comuni coinvolti dal progetto e 4mila gli espropri imposti per la realizzazione dell’opera, senza nessun vantaggio visibile per le tasche dei sardi. Infatti il progetto non prevede la realizzazione delle connessioni fra il metadonotto e le reti cittadine esistenti. Questo sarà un compito della Regione, che per il Galsi dovrà anche dotare delle reti del gas i centri che sinora ne sono privi. La Regione Sardegna – si legge nel sito ufficiale del progetto – “e la Sfirs, che è azionista del consorzio Galsi, si sono impegnate, anche nel corso di convegni pubblici, a garantire che la realizzazione delle reti di gas locali e le interconnessioni alla dorsale Galsi siano ultimate parallelamente alla messa in funzione del Galsi, per consentire agli utenti sardi di beneficiare del metano non appena sarà disponibile attraverso il Galsi“. Secondo Sergio Diana – esponente del Comitato ProSardegnaNoGasdotto, gruppo che da quattro anni si batte contro la costruzione del Galsi – i soldi non ci sono. “Il problema – ha spiegato ieri Diana nel corso di una conferenza stampa a Cagliari – sarà risolto col project financing. Il che significa che saranno i sardi a pagare le infrastrutture necessarie con le loro bollette”. Ad ogni modo i cittadini sardi non riceveranno alcuno sconto sul prezzo del metano Galsi. Per l’Unione europea una eventuale riduzione delle tariffe sarebbe un aiuto di stato. Lo precisa una mozione presentata in Consiglio regionale l’otto agosto da Claudia Zuncheddu (Indipendentistas) e da una serie di altri consiglieri regionali (Uras- Ben Amara- Cugusi-Sechi). Il documento è stato illustrato ieri ai giornalisti. “Il tubo – ha precisato Zuncheddu – arriva in Sardegna in prossimità del Golfo di Palmas, a Porto Botte, dove sarà realizzata una enorme centrale di pompaggio. Dopodiché l’Isola verrà sventrata letteralmente in senso longitudinale per tutta la sua lunghezza, da Sud a Nord. Il Galsi sbancherà e distruggerà tutto ciò che incontrerà. La prateria di posidonia nel Golfo di Palmas e tutte le zone umide più importanti della Sardegna vengono assolutamente travolte dal gasdotto. Verranno sbancati tanti fiumi, con l’ennesimo disastro idrogeologico per la Sardegna. Non solo, l’intervento ruberà terreno all’agricoltura e alla pastorizia, distruggerà i boschi e la vegetazione. Ci hanno promesso che tutto verrà ripristinato al termine dei lavori di posa del tubo, ma ciò non è ovviamente possibile” (Continua).

Con la pubblicazione di questo primo articolo ilMinuto dà il via a un’inchiesta a puntate sul Galsi. I testi saranno pubblicati ogni sabato per un mese e esamineranno diversi aspetti della questione: storia e responsabilità politiche, proprietà del consorzio, impatto sull’ambiente, presunti nuovi posti di lavoro, presunta utilità del Galsi, favorevoli e contrari all’opera.

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