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Archivio del giorno 19/11/2011

Inchiesta Galsi: la politica, il lavoro e il clima. Amici e nemici dell’anaconda. Quinta puntata

(IlMinuto) – Cagliari, 19 novembre – Strana bestia la politica. Di frequente gli stessi partiti che ogni giorno sembrano scontrarsi mortalmente nelle assemblee elettive e sulle pagine dei giornali si trovano in perfetto accordo sulle scelte politiche di fondo. Questo è il caso del Galsi, una anaconda con molti amici. Il tubo progettato per attraversare la Sardegna da Porto Botte ad Olbia per 272 chilometri è infatti appoggiato dal Pd come dal Pdl, da Cgil, Cisl e Uil, da Legambiente, da Confartigianato e da Confindustria. Centrosinistra e centrodestra, organizzazioni “dei padroni e dei lavoratori” dicono sì al Galsi. Ma le voci di dissenso non sono poche. Da quattro anni il Comitato ProSardegnaNoGasdotto si batte contro la realizzazione del tubo. Negli ultimi mesi in tanti hanno cercato di sbarrare la strada al Galsi. Le voci controcorrente del consigliere regionale Claudia Zuncheddu (Indipendentistas), di ProgRes, di Irs, di a Manca pro s’Indipendentzia, di Sinistra Critica Sarda, del Partito comunista dei lavoratori, di Spetanzia de Libertadi, del Gruppo di Intervento Giuridico e degli Amici della Terra, di Italia Nostra e del gruppo Facebook “Tutti i sardi contro il Galsi” sono bocconi difficili da ingoiare persino per una anaconda d’acciaio. Zuncheddu ha presentato una mozione anti-Galsi in Consiglio regionale, firmata da Uras, Cugusi e Sechi – esponenti di Sinistra ecologia e libertà nell’assemblea di via Roma – e da Radouan Ben Amara, rappresentante in Consiglio regionale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra. In una settimana sono già 600 le firme a sostegno della petizione online contro il metanodotto lanciata da “Tutti i sardi contro il Galsi” sul social network Facebook. E a breve la protesta da virtuale diverrà reale: il 10 dicembre a Cagliari, è infatti programma una manifestazione organizzata da a Manca. Sul territorio la questione Galsi divide la città di Olbia, dove è prevista la realizzazione della centrale di pompaggio, con un Consiglio comunale in cui i no prevalgono sui consensi al metanodotto. I sindacati confederali si sono invece schierati sempre e comunque per il sì all’opera. Dato che sul sito ufficiale del Galsi si legge che “complessivamente si assisterà ad un aumento di nuova occupazione locale per 10mila addetti” non è difficile capire il perché della posizione sindacale. Ma sulla reale ricaduta occupazionale dell’opera i dubbi sono tanti. Continua a leggere ‘Inchiesta Galsi: la politica, il lavoro e il clima. Amici e nemici dell’anaconda. Quinta puntata’