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Parcheggi a Quartu: la battaglia dei comitati e le risposte del sindaco. Una prima inchiesta sul Piano sosta

(IlMinuto) – Cagliari, 28 gennaio – Due petizioni popolari e più cinquemila firme raccolte per cambiare il Piano sosta. A pochi mesi dall’entrata in vigore sono diversi i segnali dell’impopolarità del progetto voluto dall’amministrazione Contini. Al malumore dei cittadini raccolto nelle petizioni popolari si affianca infatti il disagio del piccolo commercio, che lamenta sotto voce un calo degli affari a vantaggio della distribuzione. Da Carrefour – tanto per fare un nome che dice qualcosa ai cittadini della terza città della Sardegna – per parcheggiare non si paga. E allora forse non è un caso che tante attività commerciali quartesi si siano trasformate per qualche mese in punti di raccolta firme contro il Piano sosta. IL PIANO Dalla “nascita” del piano è passato un anno esatto. Il 25 gennaio 2011 il Consiglio comunale approva infatti, con 19 voti a favore e otto contrari, il Piano generale della Sosta, denominato “So stare a Quartu”. Che cosa prevede il progetto? Innanzitutto la moltiplicazione dei parcheggi a pagamento. A regime – si legge nel piano sosta approvato dal Consiglio comunale – quelli nel centro cittadino passano da 791 a 1386. I parcheggi nel litorale, a carattere stagionale, aumentano da 111 a 938. Il piano sosta divide alcuni quartieri della città in zone e i parcheggi in blu (a pagamento), bianchi (sosta gratuita di un quarto d’ora con disco orario), e gialli (riservati ai residenti). E proprio i parcheggi gialli – la più grande novità del Piano – sono stati fra quelli soggetti alle maggiori critiche: il numero di autoveicoli guidati dai residenti è – per ora – di molto inferiore al numero dei parcheggi riservati a chi abita nelle zone interessate dal piano sosta e delimitati dalle strisce gialle. E qui sorge un problema: al pagamento dell’abbonamento semestrale non corrisponde un servizio garantito, ma semplicemente la possibilità di sostare nei parcheggi delimitati dalle strisce gialle (se liberi) o dalle strisce blu, ma solo dalle 13.00 alle 9.00 del giorno seguente. Forse 40 euro all’anno per un servizio di questo tipo sono un po’ troppi, se si pensa che a Cagliari i residenti per un servizio simile pagano “appena” cinque euro all’anno. I COMITATI. Ancora prima dell’approvazione del piano Sosta, il progetto dell’amministrazione Contini per la gestione dei parcheggi a nella terza città della Sardegna ha avuto un osservatore speciale: un gruppo di cittadini raccolti attorno al blog Sostareaquartu. “Abbiamo iniziato ad occuparci per primi del nuovo Piano della Sosta dal dicembre 2010 – spiega l’esponente del gruppo Adriano Venturini in una nota – da subito abbiamo creato il blog http://sostarequartu.wordpress.com e a marzo 2011 un gruppo Facebook “PIANO DELLA SOSTA QUARTU SANT’ELENA” (ora chiuso). Nei primi mesi dell’anno 2011 il nostro obiettivo era quello di far conoscere il contenuto del nuovo piano della sosta e i cambiamenti che avrebbe apportato nella quotidianità di chi vive a Quartu. Lo abbiamo fatto stampando dei volantini a nostre spese e distribuendoli personalmente nel tempo libero che l’attività lavorativa e la famiglia consentono di avere […]. All’inizio venivamo visti come dei visionari perché la maggior parte dei quartesi era totalmente all’oscuro dell’esistenza del nuovo Piano della Sosta, ma quando sono arrivati gli operai a tracciare le prime strisce blu e gialle abbiamo potuto contare su un coinvolgimento enorme dei cittadini nell’opposizione al nuovo piano della sosta […]. A fine ottobre 2011 abbiamo indetto una petizione on-line e, per venire incontro a chi non usa abitualmente internet, dal 12 novembre 2011 abbiamo chiesto ad alcuni negozianti di ospitare nel proprio negozio il foglio di raccolte firma cartaceo della petizione […]. Dopo un anno di lavoro, nel quale abbiamo offerto informazione, proposto e avanzato concrete modifiche da apportare al piano della sosta supportate dalle firme dei cittadini, siamo arrivati al momento culminante di tutta l’iniziativa: il 7 dicembre 2011 abbiamo protocollato al Comune le firme raccolte assieme ad una lettera indirizzata al Sindaco con le proposte, le richieste, che le tante persone con cui siamo entrati in contatto durante tutti i mesi, hanno sentito come più urgenti ed importanti”. Anche un altro gruppo di cittadini si è organizzato per abrogare – o almeno cambiare radicalmente – il Piano sosta della Giunta Contini: il Comitato Referendario “Basta Strisce Blu”. “Per parte nostra – sottolinea Giocondo Zara, esponente del Comitato – siamo impegnati in alcuni ricorsi di invalidi multati sulle strisce blu. Utilizzeremo queste settimane per studiare ed attuare ulteriori ricorsi, organizzati sotto forma di disobbedienza civile. Contiamo di allestire segnalazioni al Prefetto ed al Ministero dei Trasporti per tutti i profili di illegalità presenti nel Piano. Inoltre attendiamo le prossime interrogazioni in Consiglio sul tema. Ovviamente non decade il nostro impegno, in considerazione delle eventuali scadenze referendarie o elettorali, a cui accorparlo, per formulare il quesito referendario annunciato in vista di una consultazione cittadina. Non siamo ancora stati convocati dal Sindaco, né ci interessa in questa fase. Chiederemo noi stessi un confronto, dopo la chiusura ufficiale della fase sperimentale e del relativo dibattito in Consiglio Comunale”. Il SINDACO. Come risponde il sindaco Mauro Contini alle questioni sollevate dalle petizioni e da circa 5mila cittadini? “Sapevamo che col Piano Sosta – spiega il primo cittadino di Quartu – stavamo modificando quello che era lo status dei parcheggi a pagamento inserendo i parcheggi al Poetto, razionalizzando i parcheggi all’interno della città, creando un nuovo sistema per quello che riguarda il parcheggio ai residenti sulle strisce gialle e tracciando anche i parcheggi non a pagamento (strisce bianche). Già nel bando ci siamo riservati la possibilità di modificare questo Piano nella misura del 20 per cento. Perché chiaramente dalla applicazione di un piano come questo potevano nascere delle criticità, che ovviamente sono nate. Ci sono stati tutta una serie di incontri con la cittadinanza e sono venute fuori due petizioni. Lo Statuto comunale prevede che si possano presentare delle petizioni, però questo aspetto non è regolamentato. Innanzitutto è comunque da verificare se comunque sono accoglibili queste richieste. Non appena ricevute le petizioni abbiamo chiesto al dirigente di controllare quali sono le parti accoglibili. Le modifiche al piano potranno essere nella misura del 20 per cento, ma anche superiori, perché con la ditta che ha vinto l’appalto (la Aipa di Milano, ndr) si sta aprendo un dialogo che è costruttivo. Io penso che il piano stia dando i suoi frutti. Chiaramente sono da perfezionare le strisce gialle, perché inizialmente non potevamo fare un calcolo esatto di quanti residenti avrebbero sottoscritto l’abbonamento”. Le strisce gialle saranno quindi uno dei punti maggiormente all’attenzione dell’amministrazione al termine della fase sperimentale. Annunciato anche un aumento del limite massimo di un pass residenti per famiglia. “Una delle modifiche che faremo – spiega l’assessore alla Viabilità Stefano Lilliu – è quella l’introduzione secondo pass per i residenti”. Ma il problema di fondo rimane: in una fase di crisi come questa la moltiplicazione delle strisce blu e gialle rischia di colpire le classi sociali più deboli e penalizzare il piccolo commercio a favore della grande distribuzione. “Non ritengo – sostiene Contini – che questo sia in intervento vessatorio nei confronti dei cittadini. Anzi, è un provvedimento che intende razionalizzare l’utilizzo dei parcheggi, cercando di incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico. Tant’è che stiamo portando avanti il progetto dei parcheggi di scambio. Io ritengo che sia solo un problema di usi e costumi. I commercianti dovrebbero essere ben lieti di una maggiore rotazione nell’utilizzo dei parcheggi. E non mi sembra che ci sia un così grande incremento di strisce blu. Stiamo cercando di razionalizzare decongestionare dal traffico il centro di Quartu e valorizzare il centro. Il prossimo progetto da realizzare sarà un parcheggio interrato”. L’obiettivo di favorire una maggiore vivibilità del centro di Quartu è senz’altro condivisibile, ma questo non poteva essere perseguito allo stesso modo col maggiore utilizzo dei parcheggi a disco orario gratuiti? I parcheggi a disco orario con sosta di 15 minuti sono, fra l’altro, già parte dal Piano sosta. “Si fa fatica -afferma Lilliu – a controllare le macchine parcheggiate col disco orario perché spesso, dopo aver parcheggiato per un quarto d’ora, le persone fanno una manovrina sulle stesse strisce bianche e aggiornano il disco orario. Siamo in Italia! Non a caso le strisce blu sono diffuse dappertutto”. La fiducia nello spirito civico del cittadino medio non regna al secondo piano di via Porcu. E ora facciamo un po’ di conti. L’otto novembre scorso in Consiglio comunale l’ex sindaco di Quartu, Gigi Ruggeri, ora consigliere del Pd, aveva criticato il contratto firmato con la ditta che ha vinto il Piano sosta. “In altre città – aveva detto Ruggeri – la Aipa cede ai comuni il 50 per cento delle royalty. Il contratto per la gestione del Piano sosta cittadino lascia invece nelle casse di Quartu appena il 26,5 per cento”. Un’accusa che per Contini è totalmente falsa. “Mi dispiace – dice – ma l’ex sindaco ha preso una grossa cantonata. La media nazionale va sul 20-22 per cento. Oltretutto ricordo che la ditta che ha vinto l’appalto si è accollata 16 precari della precedente gestione. Condizione sine qua non per aggiudicarsi l’appalto. La ditta ha inoltre fatto un investimento di oltre due milioni di euro per parcometri, trattamenti di strisce e quant’altro. Le somme che incasserà il comune di Quartu sono tutte vincolate e saranno utilizzate per la viabilità e la realizzazione di parcheggi”. Ma era proprio necessario affidare la gestione del servizio a una ditta privata, non sarebbe stato possibile affidare la gestione del Piano sosta ad una azienda municipalizzata di proprietà pubblica, cioè di tutti i cittadini di Quartu? “Io non vengo dal pubblico: vengo dal privato. Ci sono delle attività – afferma il sindaco – in cui i comuni non possono offrire mai, nemmeno lontanamente, servizi all’altezza delle società private. E’impensabile oggi realizzare un servizio del genere “in house” (ndr: con aziende di proprietà comunale). Dobbiamo fare pareggiare i conti e senz’altro una gestione “in house” ci metterebbe a grosso rischio”. Verità scientifica o dogma del neoliberismo? Il sindaco spiega con un esempio la sua sfiducia nel pubblico come produttore di servizi per cittadini. “Il personale del Cantiere comunale di Quartu è passato da circa 250 lavoratori di dieci anni fa alle sei persone di oggi. Nel senso che i lavoratori sono 20 e magari 10-15 sono in malattia”. Ma siamo proprio certi che in questi dieci anni di lenta agonia del Cantiere comunale di Quartu i servizi per i cittadini siano migliorati?

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