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Documento. Lettera dalla Regione al Comitato non Bruciamoci il Furturo

Raramente capita di sentire un tale condensato di sciocchezze e menzogne su una questione così sensibile, come sta capitando in questi giorni. A seguito delle dichiarazioni del presidente della Tossilo Spa, nonché vicesindaco di Macomer, Giovanni Biccai sulla impossibilità di continuare a perseguire la realizzazione di un nuovo inceneritore e di andare invece verso la realizzazione delle piattaforme di differenziazione, la compagnia del Revamping realizza, con un tempismo degno di miglior causa, un nuovo atto della tragedia buffa tristemente in scena nella nostra comunità: il revamping cambia filosofia, il bando viene rimodulato, si fa una gara premiando chi brucia di meno e, infine, apprendiamo dalla Nuova Sardegna che la Regione, con inappellabile sentenza e motivazioni tecnicamente insuperabili, tramite una lettera inviata a degli Enti pubblici non specificati, avrebbe espresso un parere negativo sulla proposta.
Il 10 gennaio 2012 il Comitato aveva richiesto all’Assessore Oppi un incontro per approfondire la proposta alternativa all’inceneritore, anche insieme ai tecnici del Centro Riciclo di Vedelago che l’avevano messa a punto. Quella richiesta non ha ricevuto alcuna risposta e ancora una volta la comunità locale è stata esclusa dalla partecipazione, infischiandosene di tutte le disposizioni di legge che, invece, sanciscono il diritto dei cittadini a partecipare alle scelte determinanti per la loro salute e per il futuro del territorio. Il Comitato ritiene particolarmente scorretto che queste informazioni, tratte da comunicazioni tra Enti pubblici, vengano divulgate a mezzo stampa in modo parziale sostanzialmente con lo scopo di attaccare il Comitato e creare ulteriore confusione; le informazioni riportate, infatti, sono inesatte e le valutazioni superficiali e contraddittorie.
Riferendoci a quanto riportato dalla Nuova Sardegna, sottolineiamo solo alcuni esempi di come la proposta sia stata esaminata frettolosamente, partendo da posizioni preconcette:
la proposta di Vedelago non è mai stata presentata come un “business plan”, perché è un’idea progetto, richiesta a Vedelago dal sindaco di Macomer e ricevuta gratuitamente, idea da approfondire per un primo orientamento verso scelte alternative all’inceneritore. Se le istituzioni interessate hanno invece bisogno di un “business plan” con costi, ricavi, tariffe, indicazioni sul mercato, lo devono richiedere espressamente, e pagarlo, così come sono stati pagati profumatamente i vari progetti per il revamping dell’inceneritore, commissionati dal Consorzio di Tossilo in liquidazione, che ora sono diventati carta straccia col solito sperpero di soldi pubblici;
non è vero che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (2008) preveda come unica soluzione il revamping dell’inceneritore di Tossilo, anzi tale soluzione è valutata come la più svantaggiosa sia in termini economici che gestionali, tant’è vero che dal 2006 al 2009, anche in delibere regionali, si è parlato di dismissione del polo di Tossilo; il sistema di incenerimento determina una quantità di residui da inviare necessariamente in discarica (ceneri tossiche, scorie, ecc..) che corrispondono a circa il 25% del materiale incenerito, contro il 5% dei residui, conformi alle norme di smaltimento in discarica, del sistema Vedelago, che possono anche essere stoccati per un riutilizzo futuro con l’evoluzione delle nuove tecnologie del recupero;
non è vero che il sistema di Vedelago comporta costi aggiuntivi a carico dell’utenza per raccolte differenziate dedicate, ma al contrario è meno oneroso perché con la tipologia impiantistica proposta nel sistema alternativo si possono attivare raccolte differenziate multimateriali (plastica-lattine; plastica-vetro-lattine; carta- cartone-lattine; ecc.), riducendo di fatto l’onere di separazione a carico delle famiglie;
non è vero che non viene individuata la fonte di finanziamento, perché l’estrusore per le sabbie sintetiche proposto nella piattaforma alternativa non è un impianto di smaltimento di rifiuti ma un impianto di recupero di materia, e come tale viene finanziato dall’Unione europea.
Chiediamo che la lettera inviata dalla Regione venga resa pubblica affinché i cittadini possano conoscere TUTTE le indicazioni ivi contenute, non soltanto alcuni stralci scelti e interpretati in modo da ridicolizzare le posizioni del Comitato e infangare il nome del Centro Riciclo di Vedelago, un centro che continua a ricevere riconoscimenti internazionali: il 28 febbraio 2012 riceverà la visita di una delegazione dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS), che si occupa del trattamento dei rifiuti, per apprendere ed approfondire alcuni aspetti delle dinamiche e dei progetti messi in campo dal CRV nella Gestione Mirata dei Rifiuti.
Chiediamo ancora una volta un incontro aperto con i responsabili del Consorzio e della Tossilo Spa, alla presenza dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali.

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