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“Il bilinguismo dei bambini”: luoghi comuni e idee sbagliate sull’uso del sardo in famiglia

(IlMinuto) – Cagliari, 30 aprile – Diffondere un’adeguata informazione sul bilinguismo è possibile attraverso la conoscenza dei suoi benefici. Questa pratica aiuterebbe a considerare tutte le lingue di minoranza, tra cui il sardo, come una risorsa e non come un ostacolo. Ritenere che parlare la lingua sarda contrasti il buon uso e il buon apprendimento di quella italiana è, infatti, un pregiudizio diffuso che è necessario sradicare. E’ questo il fulcro del discorso tenuto dalla dottoressa Antonella Sorace, studiosa di bilinguismo dell’Università di Edimburgo, che sabato scorso, in occasione del seminario intitolato “Il bilinguismo dei bambini”, organizzato dalla Regione per Sa Die de Sa Sardigna, in collegamento Skype dalla Scozia, di fronte a un pubblico attento che riempiva la sala della Biblioteca Regionale di Cagliari, ha sottolineato quante idee sbagliate e luoghi comuni esistano circa la possibilità che i bambini parlino e sentano parlare la lingua di minoranza in famiglia e al di fuori del nucleo familiare. In realtà vi sono studi che dimostrano che i bambini bilingue sviluppano maggiori capacità di apprendimento, imparino prima a leggere, e non siano affatto confusi. Che fare dunque per contrastare questi pregiudizi? La Regione, hanno precisato Antonella Sorace e Giuseppe Corongiu, Direttore del Servìtziu Limba Sarda della Ras, ha intenzione di iniziare una collaborazione con l’Università di Edimburgo con l’obiettivo di dar vita in Sardegna a una filiale di Bilinguism Matters, progetto che nasce con l’intento di facilitare tutti i tipi di bilinguismo diffuso in diversi paesi d’Europa.

F.P

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