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Decimomannu. La discarica, la Daneco srl, il sindaco e i cittadini. Intervista a Monica Pisano

(IlMinuto) – Cagliari, 28 giugno – Una discarica controllata per rifiuti non pericolosi in Loc. Pranu Mannu, nel comune di Decimomannu. Si presenta così il progetto della Daneco srl, che si è occupata anche di elaborare lo studio di impatto ambientale relativo all’area. Nessun timore per la popolazione? Allarme o sicurezza? Oggi ne parliamo con Monica Pisano, rappresentante dei comitati civici Su Sentidu e Antidiscarica di Decimomannu.A quando risale il progetto della discarica e chi c’è dietro progetto?

Il progetto è stato pubblicato nel sito della regione Sardegna e si può consultare all’indirizzo: http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=195874&v=2&c=4807&idsito=18. Dove si legge che la Daneco Impianti Srl ha depositato nella sede del Servizio Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (Savi) dell’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente gli elaborati relativi allo Studio di impatto ambientale (Sia) per il progetto “Discarica controllata per rifiuti non pericolosi – Località Pranu Mannu – Comune di Decimomannu”. La pubblicazione è stata ufficializzata in data 26 aprile 2012 dal quotidiano La Nuova Sardegna, inizialmente non ne fa nessuna menzione invece il primo quotidiano del sud Sardegna, cioè l’Unione Sarda, che ne dà notizia solo il 19 giugno 2012 con un articolo dal titolo “Decimomannu. Maggioranza spaccata sul progetto della Daneco Tutti contro la discarica”. Dalla lettura dello stesso emerge che si parlava di questo progetto già nel 2011. “Nei giorni scorsi sarebbe però saltato fuori – si legge a pag. 12 del quotidiano – un documento datato 21 marzo 2011 nel quale il sindaco Luigi Porceddu mostrava di essere a conoscenza dell’intenzione dei proprietari dell’area”.

Si parla di “materiali non pericolosi”: cosa è emerso dal dossier redatto dal comitato Su Sentidu?

Allarmate dalla fortuita scoperta di questo progetto, dopo un’attenta consultazione abbiamo capito immediatamente la gravità della situazione; i materiali elencati sono più di 300 e tutti provenienti dalla lavorazione industriale. Ecco un accenno delle sostanze: Rifiuti di prodotti da trattamenti chimici e metalliferi, Fanghi di varia natura (prodotti petroliferi compresi), zolfo, fosforo, ceneri pesanti provenienti dall’incenerimento, azoto, rifiuti dei processi chimici inorganici della produzione di allumina, rifiuti della produzione di catrame, rifiuti farmaceutici, pitture, vernici e smalti, terra proveniente da siti contaminati anche da amianto. E ancora, dietro la dicitura “Rifiuti non specificati altrimenti” numerose altre sostanze. Tutto questo dovrebbe essere smaltito in un’area grande circa 10 campi di calcio, per l’esattezza, nel sito della Regione si parla di 47.800 m². I dati sono consultabili da pag 73 in poi. Noi ci chiediamo quali criteri siano stati adottati dalle autorità competenti per classificare queste sostanze come “non pericolose”.

Come si pongono le istituzioni rispetto alla Regione?

La risposta è semplice. Per ora, in maniera ambigua, la maggioranza sembra essersi spaccata, mentre all’assemblea, il sindaco Luigi Porceddu ha preso tempo. Abbiamo registrato tutta l’assemblea, su youtube è disponibile la posizione del sindaco sulla questione.  Noi ci aspettiamo una decisone netta e responsabile: un No deciso come quello dell’opinione pubblica.

Si parla di un’area occupata da terreni di proprietà privata, d’importanza ambientale e idrogeografica e archeologica: come si pone la popolazione rispetto alla costruzione della discarica proprio in quest’area?

L’area in questione appartiene alla memoria storica di Decimomannu. Il comune avrebbe dovuto adeguarsi alle norme dettate dalla Regione per la valorizzazione di questi siti di straordinaria rilevanza economica e sociale per tutta la zona. Un’area sacra, di valore agricolo, ambientale, naturale, paesaggistico e di tutela, dove vivono addirittura animali in via d’estinzione come ad esempio il falco grillaio, cosa totalmente ignorata dalla cittadinanza. Si tratta di un’area attraversata da corsi d’acqua, vicino alla diga del Cixerri, accanto alla riserva del Monte Arcosu e al Castello di Acqua Fredda e a pochi passi da Monte Truxionis in un’area andesitica che presenta siti archeologici in tutta la superfice in cui dovrebbe sorgere la discarica. Le ubicazioni di tali siti sono state trasmesse nel 2001 da una ricerca effettuata dalla Regione con la collaborazione dell’assessorato alla Pubblica Istruzione, al comune di Decimomannu che le ha totalmente ignorate. Infatti, il Comune non si è adeguato rendendo fruibili questi beni ai cittadini, in quanto alcuni siti ricadono in proprietà private, chiuse da recinzioni e cancelli. Visto che fino oggi nessuna amministrazione comunale ha ottemperato efficacemente al suo dovere istituzionale, il comitato Antidiscarica si è fatto carico di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di queste aree. E’ veramente emozionante per noi vedere la massiccia risposta positiva ai nostri sforzi, nonostante il pochissimo tempo che abbiamo avuto per prepararci. Il nostro lavoro è solo all’inizio e i nemici più grandi che stiamo affrontando sono la disinformazione e il ricatto occupazionale che hanno purtroppo un eccessivo peso sull’opinione pubblica, a scapito della salute, dell’ambiente e di tutte quelle iniziative che potrebbero portare benessere e lavoro valorizzando e arricchendo il territorio. L’area della discarica è inserita nel Piano paesaggistico regionale, da notizie riportate sull’Unione Sarda di domenica 24 giugno apprendiamo che la Regione Sardegna intende mettere mano al Ppr. Ci auguriamo che lo scopo sia quello tutelare ulteriormente i beni identitari della Sardegna e chiediamo con forza un ampliamento di tali aree con ulteriori vincoli di tutela.

Avete organizzato una petizione popolare contro la discarica: perché firmare e dove si può fare?

I motivi del no possono essere così riassunti:

1) L’area scelta per questo progetto non è quella idonea.

2) Le sostanze autorizzate sono estremamente pericolose e non abbiamo garanzie sufficienti che nella discarica non finiscano anche sostanze maggiormente tossiche e magari declassate a rifiuti urbani.

3) Questo progetto non porterà occupazione e benessere economico al nostro paese, ma rappresenterà l’ennesima servitù, un’altra distruzione dell’ambiente e delle nostre risorse.

4) Le discariche non sono una soluzione al problema dei rifiuti, anzi. Esistono oggi sistemi integrati di riduzione e gestione che riducono notevolmente i costi per l’ambiente e la salute. Sono queste le politiche che sosteniamo.

I cittadini devono assumersi la responsabilità civile e morale di tutela del territorio. La petizione rappresenta l’espressione dell’esercizio di sovranità, siamo stanchi di vedere la nostra Terra sfruttata e avvelenata. La nostra volontà ha e deve avere un peso determinante nella gestione dei beni collettivi dei sardi. Ci siamo organizzati in banchetti in tutto il comune, stiamo distribuendo i moduli a chi ne fa richiesta e siamo anche su facebook alla pagina: http://www.facebook.com/comitato. antidiscaricadecimomannu. Il modulo si può scaricare direttamente dalla pagina e possono firmare cittadini di qualsiasi comune.

Monica Pisano

Comitato civico Su Sentidu Decimomannu

Comitato civico Antidiscarica Decimomannu

F.P S.P

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