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Ripristino stipendi consiglieri Ras. Zuncheddu: “non mi restava che l’astensione motivata con una dichiarazione di voto”

(IlMinuto) – Cagliari, 22 giugno – “Non mi restava che l’astensione motivata con una dichiarazione di voto”. E’ quanto afferma Claudia Zuncheddu, consigliere regionale indipendentista, in merito al colpo di mano dello scorso 12 giugno, avvenuto per il ripristino degli stipendi dei consiglieri regionali, nonostante il 6 maggio scorso i sardi si siano espressi in favore dell’abrogazione dell’articolo di legge che prevede l’indennità fino all’80% delle spese dei rappresentanti in Consiglio. L’emendamento sul ripristino della diaria ai consiglieri regionali, nel punto due recita: “l’indennità di carica è ridotta nella misura del 30%, la diaria è ridotta nella misura del 20%”. E’ su questo punto che il consigliere di SardignaLibera si chiarisce: “Sull’indennità di carica, personalmente ritengo che non debba essere ridotta ma soppressa totalmente, così come ho sempre sostenuto sin dall’inizio della legislatura”, mentre “sulla riduzione del 20% della diaria, ho avuto il sospetto che ci fosse qualcosa di poco chiaro in quanto prevedeva il calcolo sulla diaria del 2003 e non su quella del 2012″.

Non essendo consigliera nel 2003, “non potevo conoscere l’ammontare delle indennità di quegli anni, per cui in pochissimi minuti dalla presentazione e successiva votazione, non mi era certo possibile conoscere l’entità del taglio”, perciò, prosegue Zuncheddu, “votare sì per me avrebbe significato avvallare l’emendamento, votare no […] avrebbe significato votare contro il principio di riduzione dei costi della politica […]. Non ho abbandonato l’aula, perché ho ritenuto che in quel momento fosse la sede naturale per manifestare le proprie posizioni politiche senza fuggire dalle proprie responsabilità”.

S.P.

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