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Caserma di Pratorsardo. aMpI “La lotta popolare continuerà!”

(IlMinuto) – Cagliari, 30 luglio – “[Molti] pensano che un fatto sia avvenuto davvero perché è stampato in grandi caratteri neri; confondono la verità col corpo dodici”. E’ quanto, nel lontano 1952, scrive il Borges di “Altre Inquisizioni”. Uno spunto utile per riflettere su un comunicato stampa diffuso da a Manca pro s’Indipendentzia a proposito del giornalismo o di un certo tipo di giornalismo. Il riferimento è ad alcuni articoli allusivamente “accusatori” comparsi sulla carta stampata nei giorni scorsi, dopo che il sindaco di Nuoro Alessandro Bianco ha ricevuto una lettera anonima contenente minacce di morte. “Condanniamo con forza e con sdegno – scrive la sinistra indipendentista – il taglio ambiguo dei giornali di questi giorni, che, senza avere il coraggio di schierarsi e di parlare apertamente, cercano velatamente di addossare la colpa di minacce (misteriose sia nel contenuto che nella stessa provenienza) alla vasta area popolare che da mesi e mesi lotta contro l’enorme ed inutile spreco della costruzione della Caserma. Noi le cose le diciamo in faccia!!”. “A tale riguardo ci auguriamo – precisa la nota stampa – che la lettera anonima con minacce di morte recapitata al sindaco nei giorni scorsi non sia il pretesto per creare un clima di intimidazione nei confronti del dissenso. La protesta contro la costruzione di una Caserma a Pratosardo è stata da sempre [...] popolare, fatta dai cittadini nuoresi a volto scoperto e alla luce del sole, con volantinaggi pubblici, manifestazioni e raccolta di firme nelle piazze”. Ci si potrebbe domandare, seguendo l’analisi diffusa dalla sinistra indipendentista, se ci troviamo davvero davanti a quell’agire politico conosciuto come “strategia della tensione” da sempre noto come strategia di controrivoluzione preventiva. Noi non siamo in grado di rispondere. Vero è che a Nuoro ogni tentativo di dissenso, ogni protesta non sembra apparire come atto legittimo; ne è esempio l’episodio dei gavettoni organizzati dal comitato cittadino C.A.N contro il rogo dei libri in piazza, protesta additata come atto di violenza. Un atto, spiega ancora aMpI, arbitrariamente legato all’opposizione contro la costruzione della Caserma di Pratosardo, mettendo insieme “fatti assolutamente distinti, che si pretende di accomunare non sotto la categoria del ‘dissenso’ ma sotto quella ben diversa di ‘violenza’”. Una cosa è certa: a una veloce carrellata il clima non ci sembra dei più sereni.

S.P.

Disegno di Dott. Fonk

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