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L’Università di Sassari contro la discriminazione del sardo. La soddisfazione de Su Majolu

(IlMinuto) – Cagliari, 30 luglio – Continua la protesta contro la discrimininazione della lingua sarda da parte del governo italiano. Anche l’Università di Sassari, tramite una delibera del Senato Accademico, ha espresso la sua posizione denunciando il duro attacco al sardo. Come sappiamo la Spending Review (d.l. 95/12, art. 14, Riduzione delle spese di personale, comma 16) ha infatti escluso la Sardegna dalle aree caratterizzate da specificità linguistica. Nel decreto legge sulla rimodulazione della spesa non vi è infatti nessuna tutela per il sardo nonostante sia la stessa legge 482 de 1999 a tutelarlo come lingua al pari del tedesco, del francese e dello sloveno. Ma che cosa sta accadendo? Se la Spending Review stabilisce che in Sardegna non potranno essere assegnati dirigenti a tempo indeterminato alle istituzioni scolastiche con meno di 600 iscritti, la cosa più grave è che il provvedimento esclude l’isola dalle aree caratterizzate da specificità linguistica, per le quali si applica la soglia agevolata di 400 iscritti come accade nel Sud-Tirolo, in Valle d’Aosta e nelle aree di lingua slovena del Friuli. Un’emarginazione che ha allarmato la Commissione dell’Ateneo per la lingua sarda dell’Università di Sassari, che ha subito segnalato lo “smacco” al Senato Accademico. Quest’ultimo, tramite delibera, ha richiesto che venga rispettato il dettato della legge 482/99, che include il sardo fra le lingue di minoranza ammesse a tutela. Una presa di pozizione di cui si rallegrano gli studenti dell’associazione Su Majolu: “Il motivo per cui questa delibera del senato accademico – scrivono in una nota stampa – è per noi molto importante è che sembra si inizi a riconoscere che la lingua sarda è anche uno strumento di rivendicazione politica ed economica. In virtù del nostro essere un popolo dotato di comune storia, cultura e lingua [...] dobbiamo pretendere che vengano rispettati i diritti che ci spettano già in base all’ordinamento vigente e dobbiamo lottare perché ci venga riconosciuto il diritto di strutturare le nostre istituzioni scolastiche ed universitarie ed i nostri percorsi formativi”. E’ noto l’impegno de Su Majolu affinché venga dato valore alla lingua sarda. Mesi fa, infatti, i membri dell’associazione avevano presentato al Rettore Attilio Mastino una petizione firmata da più di mille studenti dell’Ateneo sassarese in cui si faceva specifica richiesta dell’attivazione di due corsi di laurea per formare futuri maestri e professori nella didattica del sardo. Una proposta che a oggi non ha ancora avuto risposta. “Speriamo – si legge nella nota stampa diffusa dall’associazione – che l’Università di Sassari possa convenire con noi sul fatto che se è giusto rivendicare la nostra specificità linguistica per conservare un certo numero di posti di lavoro da dirigente scolastico, a maggior ragione è giusto dare la dignità che merita alla nostra lingua riconoscendo che il sardo deve raggiungere la parità con l’italiano in tutti gli ambiti della vita pubblica della Sardegna, a partire dalle scuole e dalle Università, con il grande numero di nuovi posti di lavoro che questo comporterebbe”.

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