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I “cattivi” trasporti della Sardegna tra immobilismo e aumento dei prezzi. ProgReS: “Caro traghetti [...] surreale e drammatico”

(IlMinuto) – Cagliari, 12 settembre – Come è facilmente intuibile i trasporti sono un elemento determinante della vita e dell’economia di un territorio. Oggi in Sardegna si assiste sempre più al loro depotenziamento, sia all’interno dell’Isola sia nei collegamenti con la penisola italiana e gli altri Stati. L’efficienza dell’offerta di trasporto, le azioni di tipo infrastrutturale, di mercato, normative, organizzative sono sempre più languenti. Per i Sardi insomma nessuna rottura con l’isolamento, anzi. Tuttavia, non è solo l’immobilismo quello che grava sulle spalle dell’isola. Ci sono anche l’aumento dei prezzi per il trasporto aereo e per quello marittimo. In merito al “Caro traghetti” si pronuncia ProgReS Progetu Republica con una nota stampa. ”Il tema del ‘Caro traghetti’ – si legge nel comunicato diffuso dall’organizzazione indipendentista – è particolarmente attuale per via di alcuni nuovi sviluppi che vanno ad aggiornare uno scenario già ampiamente surreale e drammatico. L’aumento dei prezzi per i traghetti, da almeno due anni a questa parte ha condizionato e condiziona pesantemente sia l’andamento della stagione turistica sia il diritto alla mobilità dei sardi”. Ma chi è il patron che guida i fili del trasporto marittimo sardo? La mobilità via mare è gestita dal napoletano Vincenzo Onorato, proprietario della Moby e figura di rilievo nella Compagnia Italiana Navigazione (Cin) creata un anno fa per rilevare la Tirrenia nonchè fautore della campagna di aumento dei prezzi. Per contrastare il monopolio della Cin ProgRes propone alla Regione Sardegna “la creazione di una compagnia di navigazione nazionale sarda: se i fondi dovessero rivelarsi insufficienti, si potrebbe ammettere una partecipazione di capitali privati fino al 49%”. Inoltre, precisa ProgRes, “Non riteniamo di buon gusto lo stratagemma pubblicitario di avere la Tirrenia e la Regione Sardegna come sponsor affiancati sulle maglie del Cagliari Calcio. Ci chiediamo se non sia il caso di ritirare la sponsorizzazione. Apparire sulle maglie della squadra ha un costo di 2milioni e mezzo di euro all’anno: proponiamo che questi fondi vengano immediatamente reinvestiti per contrastare il ricatto della Cin. Come? Offrendo sui traghetti Saremar le stesse condizioni contrattuali di cui godevano gli autotrasportatori nella ‘vecchia’ Tirrenia”. La Cin il mese scorso ha infatti deciso di annullare i vecchi contratti di dilazione stipulati con le aziende di trasporto sui pagamenti per gli autotrasportatori. Secondo l’analisi di Progetu Republica la Saremar sarebbe il punto di partenza per costruire una compagnia di bandiera: “Proponiamo – si legge nel comunicato stampa - [...] di migliorare la qualità delle navi ed aumentarne il numero, venga presa in considerazione un’apertura ai capitali privati delle quote di minoranza”.

S.P.

Fotografia di Ale.Voir. Fonte Flickr

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