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“Iscuru s’anzone chi isettat latte dae su mariane”. Comitadu pro sa limba sarda ennesima protesta

(IlMinuto) – Cagliari, 17 settembre – Probabilmente in molti ricordiamo la lettera del 19 febbraio scorso con cui su Comitadu pro sa limba sarda apriva la campagna che faceva richiesta al Presidente Napolitano di un suo intervento in favore della ratifica della Carta delle lingue regionali e minoritarie. Una lotta che non si è mai fermata. E’ infatti arrivata presto una seconda denuncia, che richiede la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie e dunque la valorizzazione della lingua sarda e la sua introduzione nelle scuole, nei media e nella giustizia, così come stabilito dagli standard europei del Consiglio d’Europa. In merito alla questione è intervenuto anche l’Assessore regionale alla Cultura Sergio Milia con una lettera a tutti i parlamentari sardi, affinché siano loro a vigilare sulla lingua sarda presentando argomentazioni, proposte ed emendamenti finalizzati a parificare il sardo alle lingue dell’arco alpino-francese, tedesco, sloveno e ladino – considerate, nell’ipotesi di ratifica, lingue di serie A rispetto alla sarda, che, insieme alla friulana e alla franco provenzale, viene ritenuta lingua di serie B. La voce de su Comitadu pro sa limba sarda non tace davanti all’ennesima ingiustizia subita a danno della lingua dei Sardi a causa di parlamentari sardi. “Su comitadu pro sa limba sarda – si legge in una nota stampa – protesta per il comportamento omissivo di gran parte dei parlamentari sardi nei confronti dei diritti della minoranza linguistica sarda”. Negativamente – spiega ancora su Comitadu – “si è recentemente distinto il parlamentare Pd Giulio Calvisi che pur essendo relatore nella Commissione V (impegnata a dare un parere consultivo sulla proposta di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie così come pervenuta dalla Commissione competente) nel suo intervento non ha nemmeno citato la lingua sarda, come se il problema non esistesse. Unico parlamentare sardo componente della Commissione V, pur relatore della proposta di legge, si è dimostrato sordo e muto rispetto alle sollecitazioni di tutta la società sarda”. Su Comitadu ha sempre invitato i parlamentari ”ad attivarsi per scongiurare il declassamento della lingua sarda”, ma il sardo “non appare neppure nei loro pensieri, e con questo atteggiamento in maggioranza si sono arruolati fra i nemici della nostra lingua e i fautori della colonizzazione e dell’assimilazione forzata dei nostri bambini, giovani ed adulti alla lingua italiana”.

S.P.

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