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Le Ville di Monte Claro e il rischio inondazione. Intervista al Comitato per Pirri

(IlMinuto) – Cagliari, 12 settembre – Secondo le analisi idrogeologiche condotte ad opera del Comitato per Pirri l’opera di costruzione delle Ville di Monte Claro, progetto edilizio nato da un’idea della Società Cooperativa Cento di Monserrato, che prevede la realizzazione di 60 abitazioni unifamiliari e una schiera di ville fabbricate attorno a un parco-giardino di forma circolare, pone a serio rischio la comunità pirrese. L’impermeabilizzazione dell’area di via dei Valenzani, ai piedi del Colle di Monte Claro a Cagliari, può infatti causare gravi disastri in caso di forti precipitazioni, come possiamo leggere nelle pagine del blog del Comitato. Il tutto all’interno di una zona, quella di Pirri, già fortemente esposta a rischio inondazioni. Nessun timore per la popolazione? Oggi ne parliamo con Giuseppe Cocco, membro del Comitato per Pirri.

Quando, come e perché è nato il Comitato per Pirri?

Il Comitato per Pirri è nato il 7 febbraio 2009 su iniziativa di 4 persone (Giuseppe Cocco, Valter Cabras, Emanuele Armeni, Monia Demelas), tutte residenti nel quartiere “Su Staini” di Pirri, in seguito all’ennesima alluvione che ha causato numerosi danni. Esso è nato dall’esigenza di far sentire il nostro disagio all’amministrazione pubblica, allora guidata da Emilio Floris, reo di aver sottovalutato il rischio inondazone malgrado le numerose lamentele e un esposto alla Procura della Repubblica presentato proprio dai residenti di Su Staini dopo l’ennesima alluvione, quella del settembre 2006. 

Il Comitato si è pronunciato anche sulla questione delle ville di Monte Claro. Cosa dicono gli studi idrogeologici in merito a una possibile opera di cementificazione nelle macroaree adiacenti a destra e sinistra di via dei Valenzani, nel famoso parco cagliaritano?

Nell’area tra la via Valenzani e il colle di Monteclaro esiste uno stagno che attualmente funziona come vasca naturale di salvaguardia. In caso di realizzazione delle ville il rischio di inondazione, già ritenuto alto, si aggraverà a valle, proprio a Pirri. Proprio quest’area, che è stata individuata a seguito di un dettagliato studio presentato in sede di dibattito, sarebbe in grado di salvaguardare la parte bassa di Pirri con opportune opere di sbarramento, in modo da convogliare le acque di superfice provenienti dalla parte alta di Cagliari responsabili dell’allagamento di Pirri.

Il comitato ha mai promosso azioni o proteste al riguardo?

Il Comitato per Pirri è stato riconosciuto dall’amministrazione pubblica ed in particolare dall’assessore ai servizi tecnologici della giunta precedente. Abbiamo chiesto e ottenuto più volte degli incontri raggiungendo dei risultati discreti e qualche collaborazione. Una manifestazione è stata promossa il 22 ottobre del 2009 con una discreta partecipazione. Il comitato ha raggiunto quota 90 iscritti. Abbiamo presentato due esposti alla Procure della Repubblica denunciando il rischio per la pubblica incolumità.

Avete mai provato a sensibilizzare la popolazione?

I Pirresi convivono con il problema alluvione e non sembrano particolarmente coinvolti, soprattutto quando non sono direttamente colpiti dalle cause. Abbiamo tentato di sensibilizzare la popolazione con buoni risultati coinvolgendo residenti di diversi quartieri. Il tutto anche grazie al parroco della chiesa di San Pietro e attraverso la manifestazione ripresa dalle telecamere di Sardegna Uno. La risposta della comunità è stata buona ed il movimento ha avuto grande seguito suscitando l’interesse della redazione di Radio Press e del Giornale di Sardegna.

F.P., S.P.

Fotografia di Alwaysstone. Fonte Flickr

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