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Appello contro Bellomonte “Assolto perché il fatto non sussiste”

(IlMinuto) – Cagliari, 25 ottobre – Dare di Bruno Bellomonte all’immaginario collettivo un’idea quasi irremovibile di colpevolezza, costruita su un teorema che, come dimostra la sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Roma in data 21 novembre 2011, non ha avuto nessun riscontro con la realtà. “Assolto perché il fatto non sussiste”. Se necessario ripeteremo questa formula non una ma mille volte. “Assolto perché il fatto non sussiste”: Bruno Bellomonte è innocente. Ma perché il Procuratore di Roma vuole riformare la sentenza di primo grado, inasprire le pene per tutti gli imputati condannando anche coloro che sono stati assolti dall’accusa di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo, violazione della legge sulle armi e ricettazione”? Secondo a Manca pro s’Indipendentzia, organizzazione politica di cui Bruno Bellomonte è diriginte, il movente è da ricercarsi nella repressione italiana, che – afferma in una nota stampa – “è in cerca di una sentenza politica per decapitare la sinistra indipendentista sarda e debilitare il processo ineluttabile e storico dell’emancipazione nazionale e sociale della nazione sarda”. Vero è che tutto l’impianto accusatorio del Pg in appello non si fonda su prove o indizi aggiuntivi rispetto al passato, ma semplicemente su un giudizio di merito. Secondo Marini, infatti, “i giudici di primo grado hanno svilito i fatti leggendoli e giudicandoli in maniera avulsa l’uno dall’altro”. Ma è questo un buon motivo per chiedere 10 anni e 7 mesi di reclusione per Bellomonte, che – ricordiamolo ancora una volta – è stato ”Assolto perché il fatto non sussiste”?

S.P.

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