> Documento: il Comitato Arrieddu per Narbolia scrive ai sindaci | ilMinuto

Documento: il Comitato Arrieddu per Narbolia scrive ai sindaci

Caro Sindaco

Ti scriviamo questa lettera aperta per coinvolgerti nella battaglia che il nostro Comitato sta portando avanti contro l’affare speculativo sull’energia che vede il nostro territorio interessato da un’ importante processo di trasformazione; questo processo riveste grande importanza economica ed ambientale, ha sempre carattere generale piuttosto che locale, e tuttavia si sta realizzando in assenza della funzione politica e della giusta informazione alle comunità. Il nostro Comitato ha ritenuto opportuno opporsi a “uno” di questi progetti, che riteniamo devastante sia per la vocazione agricola del nostro territorio sia per l’allargamento della distorsione speculativa nella produzione dell’energia; una distorsione che proprio per l’insufficienza della politica avvelena sul nascere soprattutto l’energia pulita, del cui sviluppo abbiamo assoluto bisogno. Ti scriviamo dopo la due giorni di festa che abbiamo organizzato a Bauladu il 13 e il 14 ottobre scorso e dopo che diversi artisti e tante altre persone hanno aderito gratuitamente al nostro appello, sposando la nostra causa; dopo che un’intera Consulta Giovanile ed un’intera Amministrazione Comunale, con in prima fila il Sindaco, ha aderito, anche per permettere che dei cittadini potessero esprimere liberamente le loro opinioni ed il loro dissenso, permesso che un altro Sindaco invece ci ha rifiutato. Ti scriviamo dopo che la partecipatissima tavola rotonda, organizzata in tale occasione, ha visto presente molta gente e diversi Comitati provenienti anche da paesi lontani come Cagliari, Sassari e Nuoro, ma non ha visto presente nessun Sindaco, politico o amministratore. Ci chiediamo, ma cosa devono fare i vostri concittadini per far sentire la loro voce, in modo diretto e non per interposta persona o per la fugace interposizione dei media? Non ritieni utile, opportuno e doveroso fermarti a sentire ciò che la tua gente dice, e che in una parte rilevante della popolazione sale a motivo di grave preoccupazione? Vogliamo discutere con te di uso e abuso del territorio, in particolare del suolo agricolo, che gli stessi Primo Ministro Monti e Ministro dell’Agricoltura Catania hanno recentemente detto di dover e voler difendere. Parliamo della necessità di interventi decisi e mirati a salvare la nostra agricoltura; per non dipendere dalle importazioni del cibo di cui abbiamo bisogno tutti i giorni e che nello specifico hanno portato la nostra Isola a una dipendenza alimentare dell’84% del fabbisogno. Parliamo della necessità dell’emanazione di un vero piano agronomico regionale e nazionale, finalizzato a ricostituire su basi minimamente affidabili la nostra sovranità alimentare, in una fase storica caratterizzata dalla tendenza accelerata all’accaparramento dei suoli e al rialzo dei prezzi dei beni alimentari primari su scala mondiale. Parliamo della necessità di un utilizzo diverso degli incentivi statali per le energie pulite; che faccia in modo che venga agevolata una democrazia energetica diffusa e che possa generare ricadute economiche e occupazionali reali sui nostri territori, contribuendo così ad incrementare quella che viene comunemente chiamata “crescita” e che noi preferiamo invece chiamare “benessere di tutti”. Non pensi sia urgente adottare un piano energetico regionale e nazionale che contribuisca a tutto ciò e che, anche in questo caso, non permetta un ulteriore accentramento e monopolio del controllo della produzione di energia; che non ci costringa ad importarla a caro prezzo e con ulteriori sovrapprezzi di insularità, come oggi succede, mentre in realtà la nostra isola, in quanto esportatrice di energia, consuma meno di un terzo di tutta l’energia elettrica che produce? Parliamo di un livello minimo di “democrazia partecipata”, ed esattamente del minimo vitale, indispensabile a prendere “almeno” le più importanti decisioni di pubblico interesse dopo aver informato, coinvolto e sentito la popolazione, contribuendo così a riavvicinarti ad essa ed a riavvicinare essa alla politica attiva. Il nostro Comitato sta sostenendo un ricorso al TAR della Sardegna sul megaimpianto fotovoltaico di Narbolia; è uno dei megaimpianti in Italia che consentono all’1% degli investitori di prendere il 50% dell’intera torta degli incentivi, i cui costi ritornano poi sulla bolletta del singolo cittadino. Quasi metà di questi megaimpianti speculativi ricompresi nella graduatoria nazionale, sono in realizzazione in Sardegna. Nel caso di Narbolia ci giochiamo una sfida tra cinquemila euro (il costo del ricorso, comunque improbo per noi del comitato) e centoquarantamilioni di euro (il costo dell’incentivo, se l’impianto di Narbolia fosse riconosciuto legittimo). Necessitiamo di un aiuto da parte di tutti coloro che, a fronte di una giusta opera di informazione e di confronto, siano disposti a dare un contributo a questo nostro sforzo. Per questo ti chiediamo di adoperarti:

• per un tuo aiuto diretto

• per una sensibilizzazione nel tuo Consiglio Comunale, alla quale saremmo lieti di partecipare

• per possibili assemblee pubbliche nel tuo Comune, alla quale saremmo lieti di partecipare.

Narbolia, 23 ottobre 2012

Il Comitato “S’Arrieddu per Narbolia”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

0 Risposte a “Documento: il Comitato Arrieddu per Narbolia scrive ai sindaci”


I commenti sono chiusi.