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Sistema di gestione del traffico linguistico: è vietato parlare il sardo

(IlMinuto) – Cagliari, 25 ottobre – Accade in Sardegna, dove per il convegno europeo sulle minoranze linguistiche che si svolgerà dal 26 al 29 ottobre ad Orosei, la Lega delle Autonomie della lingua italiana impone ai relatori sardi di non parlare nella propria lingua, bensì di relazionare in italiano. E’ quanto denuncia su Comitadu pro sa limba sarda, che protesta fortemente contro l’ennesima discriminazione nei confronti della lingua del popolo sardo. Il Convegno finanziato dall’Unione Europea, “che segnerà la partenza del progetto ‘EuroNetLang-European network of language minorities’, diretto a promuovere la cooperazione tra Comuni europei sul tema delle minoranze linguistiche, in maniera paradossale parte decisamente con il piede sbagliato”. Infatti, “la lega delle Autonomie dimostra – si legge in una nota firmata da Su Comitadu – di non aver compreso la questione linguistica delle minoranze europee e offende i sardi con un’imposizione di stampo colonialistico quando sollecita i relatori sardi ad esprimersi in lingua italiana [...] con la scusa di problemi di interpretariato”. Diverse le contestazioni fatte dai difensori della lingua sarda, i quali affermano che in Sardegna esistono interpreti dal sardo alle principali lingue europee. Tuttavia, nonostante gli atti di difesa, la Lega delle Autonomie imporrà il suo rifiuto portando dal continente le proprie interpreti. Con la speranza che i relatori dell’evento si ribellino a questa discriminazione parlando nella loro lingua, Su Comitadu pro sa limba sarda chiede agli organizzatori “di recedere dall’obbligo imposto ai relatori sardi” e domanda alla Lega delle Autonomie di organizzare un servizio di interpretariato dalla lingua sarda. Qualora le richieste non dovessero essere prese in considerazione, Su Comitadu – spiega la nota – “protesterà nelle forme dovute all’Unione Europea affinché sia censurato questo comportamento glottofago e vengano ritirati i finanziamenti elargiti ed utilizzati nei fatti per discriminare le lingue minoritarie ad iniziare da quella sarda”. Analogo intervento verrà indirizzato anche alla Regione sarda “per l’offesa e il comportamento lesivo dei diritti della Nazione sarda in casa propria”.

S.P.

Fotografia di Marcel Musil. Fonte Flickr

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