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Sviluppare attività economiche e sinergie nel territorio: la proposta di Sardegna Filieracorta

(IlMinuto) – Cagliari, 29 ottobre – In un momento in cui la crisi economica ha indebolito prima di tutto la capacità di acquisto delle famiglie, accorciare i passaggi del sistema di distribuzione tradizionale, quali confezionamento, imballaggio e trasporto – procedure che comportano inquinamento e sovrapprezzo – e avere l’opportunità di un confronto diretto con il produttore che riesce a vendere prodotti unici, aventi come caratteristiche peculiari il trattamento esclusivamente biologico, il legame con il territorio, il rispetto dell’ambiente, la sicurezza che il prodotto arrivi sulle tavole direttamente dai campi e i costi più che ragionevoli, non è un sogno. Siamo davanti alla realtà della “filiera corta”, che, nel quadro dell’attuale crisi che investe la Sardegna, sembra essere la strada del benessere e del risparmio. Accorciare i passaggi e ridurre le intermediazioni, infatti, consente agli agricoltori di recuperare valore aggiunto e dare una mano anche all’economia locale e alla valorizzazione del territorio. Il tutto donando benessere alle comunità. Ma è possibile mettere in moto subito e senza aggravi di costo le piccole economie agricole locali? La risposta ce la fornisce l’associazione dei consumatori Sardegna Filieracorta, che con una proposta alle amministrazioni pubbliche dell’isola, invita gli amministratori ad “orientare una voce dell’aiuto economico – che deriva dai finanziamenti degli Interventi Socio Assistenziali in favore delle famiglie sarde disagiate, per la fruizione di servizi essenziali quali pagamento di affitti, bollette di energia elettrica, gas, acqua, spese alimentari”. Secondo lo studio proposto dall’associazione “il contributo economico, in quota a ‘spese alimentari’ può essere erogato direttamente in beni alimentari, reperiti sul territorio – a beneficio dunque dei produttori locali – quali verdura e frutta, pane, latte, formaggi, pasta, riso, carne e pesce”. Per portare avanti questo progetto – si precisa nella proposta – “è necessario istituire un tavolo di lavoro tra le Amministrazioni [...] ed il tessuto produttivo locale del comparto agro-alimentare”, il quale “potrebbe dare un aiuto concreto e senza alcun aggravio di spesa”. Una ricetta che conferma che la spesa intelligente aiuta il risparmio, una proposta che ogni amministrazione pubblica può accogliere e far propria subito, un progetto che non grava sui bilanci e dà concretamente una mano alle economie del territorio contribuendo al benessere dei cittadini attraverso la qualità del cibo che mangiano. I vantaggi sarebbero inoltre percepiti immediatamente dalle comunità, con la conseguenza che – sottolinea l’associazione dei consumatori – si “avrebbe il positivo risultato di ottimizzare il contributo erogato, senza che questo, come riscontrato in alcuni casi, venga speso da parte dell’assistito in cibo-schifezza o cibo non necessario”. Come realizzare concretamente tutto ciò? Nulla è lasciato al caso. L’idea è quella di programmare la preparazione di panieri alimentari settimanali in locali messi a disposizione dai Comuni con l’aiuto di soggetti atti ai lavori socialmente utili o con il coinvolgimento degli stessi beneficiari. Le amministrazioni pubbliche interessate alla proposta possono contattare direttamente gli ideatori del progetto all’indirizzo e-mail: filieracorta@live.it

S.P.

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