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Creare e potenziare le politiche del lavoro. La proposta dell’Usb

(IlMinuto) – Cagliari, 21 novembre – Il Governo italiano impugna la legge regionale n. 17 del 13/09/2012 ,che regola il finanziamento agli enti locali per il funzionamento dei Centri servizi per il lavoro (Csl) e dei Centri servizi inserimento lavorativo (Cesil). A rischio ci sono ben 363 posti di lavoro. “Il ricorso del Governo – denuncia il sindacato di base Usb – riapre la necessità di risolvere definitivamente l’annosa vertenza dei precari dei Csl e Cesil”, lavoratori che ricoprono il loro ruolo grazie al superamento di “regolari selezioni di evidenza pubblica (assimilabili, per altro, a forme concorsuali previste dalla normativa in materia di pubblico impiego)”. “Sulla base dei 36 mesi di servizio continuativo e delle selezioni pubbliche superate, – si spiega nel comunicato – per questi 363 precari esistono tutti i presupposti normativi per attivare un regolare percorso di stabilizzazione, ma manca la volontà politica e non se ne capisce il perché!”. Visto il tasso elevato di disoccupazione della Sardegna, l’Usb si chiede i motivi per i quali la Regione non rafforzi quegli strumenti che concretamente sono utili in materia di politiche attive per l’occupazione. “Difendere questi posti di lavoro,- precisa la nota stampa – significa difendere anche i Servizi pubblici per il lavoro”, ovvero uffici ai quali si rivolgono i disoccupati, gli inoccupati, i cassintegrati, gli immigrati e più in generale tutti i cittadini in cerca di un’occupazione. Dura la critica dell’Unione sindacale di base, che punta il dito sull’atteggiamento “di quei Consiglieri regionali e forze politiche, che anziché lavorare alla soluzione di problemi concreti e reali, sprecano risorse pubbliche, tempo ed energie a contrastare l’espressione popolare emersa dai referendum del 6 maggio 2012″. L’Usb, da sempre presente e attiva nella vertenza Cesil e Csl, rilancia la sua proposta suggerendo il passaggio delle competenze in materia di lavoro alla Ras, la presa in capo dei lavoratori precari di Csl e Cesil all’Agenzia Regionale del Lavoro, il loro distaccamento in Province e in Comuni. Il tutto mantenendo gli stessi ruoli e le stesse funzioni. Per quanto riguarda l’espletamento dei servizi, Cesil e Csl dovranno essere coordinati e diretti dai dirigenti provinciali e comunali. Contemporaneamente viene proposto anche “l’avvio delle procedure per la stabilizzazione e la copertura delle carenze di organico in relazione al numero di lavoratori attualmente in servizio, mediante la proroga generalizzata e il rinnovo dei contratti in scadenza al 31/12/2012 per almeno tre anni”.

S.P.

Fotografia di abac077. Fonte Flickr

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