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Sardegna, l’isola in cui la detenzione diverrà un elemento distintivo

(IlMinuto) – Cagliari, 5 novembre – “Con l’apertura dei nuovi Istituti Penitenziari, la Sardegna vedrà crescere ulteriormente il numero dei cittadini privati della libertà. Aumenteranno così sicuramente disagi e preoccupazioni per tutti”. E’ quanto afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, quando osserva che “l’isola, fortemente penalizzata per la condizione di disoccupazione e disagio sociale, non merita di subire da parte dello Stato anche un aggravamento del peso della servitù penitenziaria che si aggiunge a quella militare peraltro particolarmente pesante”. “I detenuti in Sardegna, - sottolinea Caligaris – in poco più di un anno, raggiungeranno [...] 4mila presenze”. Un’affermazione verficabile dati alla mano se guardiamo alla situazione carceraria sarda, dove possiamo osservare che nel carcere di Tempio Pausania i 29 posti di cui dispone la struttura sono divenuti 150. Nella Casa Circondariale di Uta vi saranno almeno 550 posti, il Penitenziario di Nuoro, con il nuovo padiglione appena ristrutturato, è passato da 252 a 349 posti, mentre tra due mesi, quando sarà consegnato l’Istituto di Bancali, ci sarà spazio per altre 430 persone. A San Sebastiano il numero regolamentare era di 190. Ancora, ad Oristano si passerà da 92 posti a 250. Tra i dati forniti dalla Presidente di Sdr non sono compresi i detenuti in 41bis che, solo nella struttura di Uta, dovrebbero essere circa un centinaio. L’aria che si respira nell’isola, anche da questo punto di vista non sembra essere delle migliori: “Si avvertono infatti – conclude Caligaris – segnali contrari al reinserimento sociale, al recupero e alla rieducazione di chi ha sbagliato e ciò induce a riflettere sulla qualità della democrazia”.

S.P.

Fotografia di antonio. Fonte Flickr

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