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Smantellamento credito sardo: Su Sindacadu de sa Natzione Sarda sul Dossier di aMpI Sni e Css

(IlMinuto) – Cagliari, 26 novembre – Si integra lo studio fatto dalle tre organizzazioni indipendentiste A Manca pro s’Indipendentzia, Confederazione Sindacale Sarda e Sardigna Nazione Indipendentzia sullo smantellamento del credito sardo. Ad apportare il suo contributo è Su Sindacadu de sa Natzione Sarda, che in una nota pubblicata sul suo sito ufficiale dichiara che i lavoratori aderenti a Sns “Ritengono pertinente la denuncia delle tre organizzazioni sull’ennesimo ‘assalto’ coloniale all’economia della nostra Isola”. Il documento stilato da aMpi, Css e Sni, a giudizio de Su Sindacadu “ha il pregio di essere propositivo e di indicare una ‘strategia di mediazione’ e una proposta interessante e ancora praticabile”. “Attraverso l’analisi del dossier – spiega Sns – riteniamo di aver capito che le due Organizzazioni politiche firmatarie deleghino alla Css, presente al Tavolo di Modena grazie al patto federativo con la Falcri, di intervenire sui punti uno e quattro della proposta espressa nel Dossier”. L’intervento è relativo al “blocco del progetto della Banca Emiliana di acquisizione delle 35 filiali del Banco di Sardegna e Banca di Sassari, operative nella penisola, dell’accentramento a Modena delle funzioni primarie della Banca, della cessione dei servizi operativi alla società Bper Service della banca modenese” e alla “ricostituzione del ‘Centro Dati’ a Sassari, con il compito di garantire il presidio di sicurezza dei dati di tutto il gruppo e gestire autonomamente i flussi operativi della clientela del gruppo Banco di Sardegna”. Tutti aspetti che, chiarisce Su Sindacadu, possono essere rappresentati solamente al tavolo negoziale e non possono essere oggetto di una mediazione politica o istituzionale. Per l’organizzazione sindacale sarda non solo la Falcri ma tutti i sindacati dovrebbero fare pressione affinché la Bper possa condividere un accordo sui punti uno e quattro. Nonostante ciò,  Sns non parteciperà al tavolo modenese, e non lo farà perché i lavoratori aderenti hanno scelto di non presenziare alla trattativa in quanto non idonea al negoziato sul Polo Sardo della Bper. Ma non è tutto. C’è infatti da sottolineare che Su Sindacadu ritiene che il luogo della trattativa in questione debba essere la città di Sassari, sede delle Direzioni Generali del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari, il cosiddetto Polo Sardo della Bper. In aggiunta, i lavoratori aderenti a Sns richiedono che le Organizzazioni politiche, le Associazioni a tutela dei consumatori, i gruppi d’intervento giuridico, i sindacati di base, e le Associazioni aderenti alla Consulta rivoluzionaria si facciano promotori con qualunque mezzo nelle Direzioni delle Aziende di credito Banco di Sardegna e Banca di Sassari, nella Fondazione Banco di Sardegna, nella Regione Autonoma della Sardegna e nella Provincia di Sassari affinché “Gli impegni assunti dalle sigle sindacali a Modena” vengano “discussi, emendati, confermati o trasformati attraverso un negoziato fra le Organizzazioni sindacali Sarde e le Direzioni dei due Istituti di credito: il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari”, e ancora che “La Regione Autonoma della Sardegna (punto quattro del Dossier)” si faccia “promotrice di una Legge Regionale di indirizzo del sistema di ‘mercato del credito Sardo’ , basato sulla reciprocità e solidarietà, che vincoli le Banche (sarde e non) ad un reimpiego del risparmio nel territorio isolano”, e infine che “Le forze politiche presenti nel Consiglio Regionale della Sardegna e nella Provincia di Sassari (membro del Consiglio della Fondazione del Banco di Sardegna), le forze politiche di alternativa”, sostengano le “’iniziative pubbliche tese al riacquisto delle obbligazioni emesse dalla Bper al fine di evitare che la stessa Bper raggiunga la quota minima del 51% delle azioni del Gruppo Banco di Sardegna’”. Per Su Sindacadu la battaglia contro lo smantellamento del credito sardo è una lotta da combattere nonostante l’incertezza del risultato. Con la convinzione che ogni forma di dominio coloniale debba essere osteggiata e denunciata all’opinione pubblica sarda, italiana e internazionale, il sindacato chiede inoltre che “le Organizzazioni A Manca pro s’Indipendentzia, Sardigna Nazione Indipendentzia, Indipendentzia Repubrica de Sardigna, Sinistra Critica Sarda, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Codacons, Adusbef, Gruppo d’Intervento giuridico, Confederazione Sindacale Sarda, Federazione dei Cobas, Comitati Unitari di Base-Cub, Unione Sindacale di Base-Usb attivino tutti i contatti nazionali ed internazionali per denunciare la gravissima ingerenza dello Stato Italiano in Sardegna con la complicità delle ‘guide indiane’ rinnegate, che nella nostra Isola, da sempre, operano in funzione dello Stato centralista”.

S.P.

Fotografia di Pio IX. Fonte Flickr

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