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Una domenica di lavoro. I docenti sardi non si fermano

(IlMinuto) – Cagliari, 29 novembre – Singolare la protesta che ha animato la città di Cagliari alcuni giorni fa. Protagonisti i docenti di ogni ordine e grado che si sono ritrovati domenica mattina alle 10.00 nelle scalinate di Bonaria per correggere i compiti. Un mattinata di lavoro, quella del 25 novembre scorso, che ha visto un centinaio di docenti esercitare la loro professione fuori dalle mura domestiche, a dimostrazione che l’attività lavorativa di un insegnante non si esaurisce con le lezioni in aula. Sono diverse infatti le ore che ogni docente dedica settimanalmente alla correzione dei compiti, alla programmazione e alla preparazione delle lezioni. Con la singolare manifestazione gli insegnanti alzano la testa e dicono no ai tagli e alla proposta fatta dal Governo Monti di aumentare il loro orario di lavoro da 18 a 24 ore settimanali. I passanti sono stati informati della situazione che incombe sulla scuola con un volantino contenente una tabella in cui sono stati riportati i calcoli delle ore di lavoro di un insegnante, il quale impiega circa 50 ore alla settimana per svolgere seriamente la sua attività di docenza. Ma non è finita qui, perché tra attività collegiali, esami, scrutini e informazioni alle famiglie si aggiungono – precisano i professori – “altre 10 ore al mese”. Attualmente il passaggio dalle 18 alle 24 ore sembra riposto in soffitta, “ma – spiega Franco de Fabiis, docente dell’Istituto Levi di Quartu e Rsu Cobas – temiamo un altro blitz”. Come è ovvio il fantasma di nuovi assalti alla scuola pubblica incombe sulle preoccupazioni dei professori che non fermano la loro lotta in favore del diritto allo studio e della cultura.

S.P.

Fotografia di consul78. Fonte di Flickr

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