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“D’Amore e di Dolore”. Paola Rizzu si racconta

(IlMinuto) – Cagliari, 11 dicembre – Chi ha avuto l’occasione di incontrarla e vedere i suoi lavori conosce bene l’impegno sociale delle sue opere. E’ Paola Rizzu, fotografa sassarese, sempre in prima linea nel documentare, macchina fotografica a tracolla, la situazione della Sardegna. Denunce e grida di dolore in difesa di una terra violata, gli scatti della fotografa sarda saranno esposti a Nuoro a partire dal 13 dicembre nei locali del Cafè America, divenuto dal 29 novembre scorso un Cafè Letterario, grazie a “Itirinerante Rassegna di Arte e Cultura verso i luoghi”, una serie di eventi culturali legati al teatro, alle arti figurative e alla letteratura. Titolo dell’esposizione dell’artista di Sassari “D’amore e di Dolore”, “sintesi – sottolinea Paola Rizzu – di anni di osservazione e documentazione dei vari movimenti indipendentisti e delle diverse lotte degli stessi, del movimento dei pastori sardi, degli antiradar men, delle occupazioni spontanee e della creazione di centri sociali”. A due giorni dall’inaugurazione della mostra nuorese, che verrà presentata alle 20.30 dal giornalista Antonio Sanna e sarà visitabile fino al 7 gennaio prossimo, la redazione de IlMinuto ha incontrato la fotografa sassarese per un’intervista.

Paola Rizzu e la fotografia: una storia di?

Una storia di Dolore e di Amore. La storia di una figlia di Sardegna che per anni ha tradito i suoi ideali e i suoi sogni lavorando in un’azienda di credito, al servizio e “testimonial” del sistema e che, dopo aver lasciato il lavoro, grazie alla fotografia ha ritrovato un linguaggio per cercare di esprimere il suo disagio per le profonde ingiustizie di questo nostro vivere in uno dei paradisi terrestri più maltrattati e derubati del e dal mondo occidentale, e non solo.

Il nome di Paola Rizzu è spesso legato alla fotografia sociale? Perché?

Esattamente non so dirtelo però mi piace molto essere definita così.

Giovedì inaugurerai la mostra “D’Amore e di Dolore” a Nuoro. Ci racconti queste fotografie?

Le foto non si raccontano, sarai costretta a venire a vederle o sarò costretta io a portartele a Cagliari.

Quanto è importante la luce in una fotografia? E quanto subisce l’influenza del buio?

Il buio e le sue ombre sono, per me, indispensabili per realizzare una fotografia; il grado di l’influenza cambia al cambiare delle storie che voglio raccontare e asseconda il linguaggio di un lavoro. La ricerca di un certo tipo di luce, ad esempio quella tersa delle giornate di vento, e di maestrale in particolare, è per me, spesso, una vera ossessione che mi spinge ad uscire di casa con tutta l’attrezzatura per scattare, dimenticandomi impegni presi ed urgenze.

Progetti per il futuro?

Una campagna, un orto, delle piante da frutta, gli ulivi, qualche animale, i miei figli, gli affetti più cari, una tavola sempre pronta per accogliere gli amici e i conoscenti, una rete, internet e non solo, per comunicare con il mondo, la fotografia, tutta quella che reputo necessaria e utile per raccontare storie che abbiano, per me, un Senso; da sola e in compagnia di altri amici fotografi, musicisti, poeti, attori, registi e poi altro e altro ancora e tra queste altre cose un “film” che racconti tutto questo. Insomma: la riEvoluzione, la mia e quella di tutte le persone che la stanno sognando e cercando. E gli altri chissà, magari, un giorno…

F.P.

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