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Pecorino della salute: la replica di Argiolas Formaggi ad Angela Saba

(IlMinuto) – Cagliari, 23 gennaio – Il formaggio anticolesterolo continua a far parlare di sé. In risposta all’intervista di Angela Saba del 16 gennaio scorso, oggi la Redazione del IlMinuto notizie Mediterranee ospita la replica di Alessandra Argiolas, dell’Argiolas Formaggi, il caseificio di Dolianova a cui si deve il pecorino CLA.

Nei giorni scorsi il nome di Argiolas Formaggi è stato al centro di una notizia che ha fatto il giro del web. Il marchio CLA, del caseificio Argiolas di Dolianova, è stato riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come il primo formaggio anticolesterolo alla cui sperimentazione hanno partecipato le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari. Ci vuole raccontare questa storia?

L’idea del Pecorino CLA è nata circa dodici anni fa’ da una intuizione del Professor Banni le cui analisi evidenziavano un buon contenuto di CLA nei formaggi sardi.
Negli Stati Uniti il CLA era piuttosto famoso per i suoi effetti benefici sui tumori; per questo motivo è stato avviato un primo progetto per comprendere se il formaggio arricchito in CLA potesse avere proprietà anticancerogene.
Dallo studio emerse un leggero rallentamento dei tumori, ma i risultati più eclatanti si riscontrarono sui livelli di colesterolo dei pazienti.Una ulteriore scoperta fu che i pascoli sardi, in determinati periodi dell’anno, contengono naturalmente buoni livelli di CLA, merito tutto dell’erba freschissima.
A questi studi hanno partecipato l’Università di Cagliari, l’Agris di Bonassai e noi dell’Argiolas Formaggi, che siamo stati inoltre finanziatori insieme alla Regione Sardegna.
Successivamente siamo stati coinvolti anche nel progetto per la produzione di pecorino arricchito in CLA e il suo impatto nutrizionale, condotto dal Professor Banni in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma, dove sono state confermate le proprietà benefiche del Pecorino CLA sul colesterolo.
Una ulteriore sperimentazione è stata avviata in collaborazione con il Professor Mele e l’Università di Pisa. Anche in questo studio è stato utilizzato un formaggio arricchito in CLA, fatto produrre in Toscana utilizzando i fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica.
L’ultima fase del progetto è avvenuta nuovamente in Sardegna, dove il Centro Servizi della Camera di Commercio di Cagliari ha avviato la fase di analisi per l’avviamento di una produzione continua e sostenibile in Sardegna di latte arricchito con CLA, che ha avuto tra i protagonisti anche alcuni nostri conferitori, con il supporto di analisi del latte eseguite dalle Università di Cagliari e Sassari e dall’ARAS.
Il progetto, visti i risultati eclatanti che ha portato, ha avuto l’ufficialità della pubblicazione scientifica internazionale sul British Journal of Nutrition ad Agosto 2012.

Contemporaneamente a questa, che riteniamo essere la vera notizia da dare ai nostri lettori, si è sollevato un vero e proprio dibattito sulla paternità del pecorino anticolesterolo. Noi stessi abbiamo ospitato l’intervista della Signora Saba, che nel 2009 presentò il suo prodotto in Italia. Che cosa ha da dire Argiolas Formaggi in merito?

Sinceramente la posizione della Signora ci pare piuttosto singolare, ci sembra parecchio strano che rivendichi una “maternità” di un prodotto nato 9 anni prima della presentazione. Probabilmente la Signora non è a conoscenza del fatto che la ricerca andava avanti da anni prima del suo contributo e che il formaggio è stato prodotto prima del 2009 non solo da noi ma, ci risulta, anche da altre aziende coinvolte nella sperimentazione.
La nostra scelta di lanciarlo sul mercato dopo la pubblicazione del 2012 non è certamente dovuta a carenze produttive, dato che il nostro pecorino è stato utilizzato più volte nelle sperimentazioni, ma è stata una scelta legata alla tutela del consumatore: volevamo che il nostro prodotto fosse supportato da una pubblicazione scientifica che ne attestasse i benefici.
In ogni caso la vera “maternità” del prodotto va innanzitutto attribuita prima a madre natura, poiché dalla ricerca è emerso che in particolari periodi dell’anno i pascoli sardi contengono CLA in misura piuttosto significativa.
Gli onori di questa scoperta invece vanno attribuiti innanzitutto ai due Professori protagonisti negli anni delle varie evoluzioni del progetto, e sono Sebastiano Banni e Marcello Mele, e poi a tutte le persone e agli enti che mettendo a disposizione le loro risorse hanno fatto sì che questo progetto venisse a compimento.
I nostri ringraziamenti vanno senza dubbio anche alla Signora Saba in quanto partecipante al progetto, a cui però non ci sentiamo di attribuire il ruolo di “madre”, ma sicuramente quello di partecipante, e questo secondo noi per lei, come per noi, dovrebbe essere notevole motivo di vanto, poiché poche aziende casearie hanno creduto davvero nel progetto, senza incorrere in polemiche che non giovano a nessuno, dopotutto il mercato è grande e c’è spazio per tutte e due le aziende.
Entrambe le nostre aziende dovrebbero essere fiere di aver partecipato ad un progetto simile e anzi dovrebbero e potrebbero collaborare, prendendo l’esempio delle due Università di Cagliari e Pisa che in tutto questo tempo hanno lavorato in armonia senza per questo incorrere in discussioni di paternità.

Progetti per il futuro?

Un progetto costante per noi è promuovere tra i nostri conferitori la cultura della qualità.
Il latte che arriva nella nostra azienda subisce 3 fasi di controllo differenti, la prima nella stalla e l’ultima all’arrivo in caseificio.
Esistono dei livelli minimi di qualità sotto i quali il latte non viene proprio acquistato. Se il latte supera questi parametri, invece, vengono applicati dei Surplus sul prezzo base del latte.
In questi giorni stiamo lavorando anche per strutturare dei controlli interni sulle caratteristiche del latte CLA. Al momento queste analisi vengono eseguite esternamente una volta alla settimana dal laboratorio del Professor Banni, dall’ARAS e periodicamente anche dal Professor Mele.
Il nostro obiettivo è di mantenere questi controlli, ma eseguendoli personalmente ogni giorno con strumenti proprietari, grazie al nostro laboratorio di analisi.
Difatti per produrre questo tipo di prodotto bisogna garantire che ogni litro di latte utilizzato contenga i valori minimi richiesti dalla ricerca per parametri quali CLA, Omega 3 e Acido Vaccenico. E’ nostra cura, se il latte è fuori da questi parametri, che venga deviato nella produzione normale per essere venduto come tradizionale, quindi non CLA, per questo motivo le analisi giornaliere potrebbero rendere molto più snello questo processo.

F.P.

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