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Anticipazione dei test universitari. CSAG: “scuola e università un peso per le casse dello stato”

(IlMinuto) – Cagliari, 21 febbraio – L’Università trema. Sono infatti allarmanti i dati diffusi nelle scorse settimane dal Consiglio Universitario Nazionale. In meno di un decennio le immatricolazioni sono scese del 17% con 58mila iscritti in meno, passando da 338.482 del 2003-04 a 280.144 del 2011-12. Davanti a questi numeri non si può certo stare sereni, soprattutto perché l’abbandono della scelta universitaria riguarda principalmente i meno abbienti che, dati alla mano, frequentano per lo più gli istitui tecnici-professionali. Tra le cause individuate dallo studio del CUN vi è la “la contrazione delle risorse per il diritto allo studio”. Un esempio valga per tutti: basti pensare che nel 2009 i fondi per le borse di studio coprivano l’84% degli aventi diritto, mentre oggi coprono meno del 75%. Una percentuale che non rimarrà statica, ma che sarà destinata a ulteriori crolli, visti i pesanti tagli alle risorse voluti dal governo Monti. In questa valle di lacrime come si muove il Ministro Profumo? A questa catastrofica situazione il Ministro dell’Istruzione risponde anticipando i test per le facoltà a numero chiuso al 23 e 24 Luglio, esattamente una settimana dopo in cui la maggior parte degli studenti terminerà le prove orali dell’esame di stato per ottenere la maturità. A pensar male si fa peccato, ma questa scelta non sarà certo aliena dall’avere tristi conclusioni. Tra queste, – ci spiegano gli studenti del Collettivo Studentesco Antonio Gramsci di Oristano – vi è il fatto che saranno in molti gli studenti che non potranno partecipare ai test o che “comunque non avranno il tempo per prepararsi adeguatamente; tra quelli che non passeranno se proverranno da famiglie benestanti potranno ripiegare nelle università private ovvero le università dei nostri tecnocrati, mentre i figli delle classi sociali meno abbienti dovranno fare scelte forzate o farsene una ragione e andare ad allargare le maglie dei giovani precari e dei disoccupati”. Alla radice del problema – proseguono i ragazzi del CSAG – “vi è l’abominio del numero chiuso, pregno di anticostituzionalità e puro ostacolo al diritto all’istruzione e all’accesso ai saperi che trasforma l’ingresso all’università in una competizione che vorremmo riguardasse altri settori con finalità diverse”. Gli studenti non tentennano e hanno idee chiare quando rincarano affermando: “tutto ciò risponde alla stessa logica classista che è stata alla base delle politiche scolastiche dei governi di centrosinistra e centrodestra”.

F.P.

Fotografia di AlixiaWine. Fonte Flickr

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