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Ritorna Soberania, il giornale della sinistra indipendentista sarda. Ne parliamo con Pier Franco Devias

(IlMinuto) – Cagliari, 27 febbraio – Soberania, il giornale della sinistra indipendentista riprende vita dopo anni di assenza proponendosi al lettore non solo come organo di informazione. Lo stesso uso del sardo nella stesura di una parte degli articoli testimonia l’impegno della redazione nella battaglia in favore della lingua nazionale. Un impegno, dunque, orientato anche sulla formazione. Oggi la Redazione de IlMinuto ha intervistato Pier Franco Devias, del Direttivo politico nazionale di a Manca pro d’Indipendentzia, tra i fondatori di Soberania.

Soberania è un progetto che ha già una storia alle sue spalle e che oggi riprende a vivere dopo diversi anni di silenzio. Quali gli obiettivi?

Soberania è nato nel 2003 come foglio dell’organizzazione della sinistra indipendentista sarda A Manca pro s’Indipendentzia, e ha avuto una pausa in seguito agli attacchi della repressione italiana che hanno costretto diversi militanti a farsi carico di altri impegni più urgenti. Tuttavia non è morta, era solo “congelata”, ed ora riprende con grande vigore. Il suo scopo, di ieri come di oggi, è racchiuso in tre parole d’ordine: fare informazione, fare formazione, fare propaganda. Ci siamo sempre proposti di costruire vera informazione, abbiamo sempre diffidato del concetto di “controinformazione”, che a parer nostro è un concetto tanto affascinante nel nome quanto fuorviante nel significato: o c’è informazione o non c’è. Davanti a chi inganna, censura, mente, noi facciamo informazione, fedeli alla convinzione che “dire la verità è un atto rivoluzionario”. Poi ci prefiggiamo di fare formazione, cioè di fornire continuamente elementi di crescita politica e culturale per i compagni e per i lavoratori. E infine svolgiamo anche un lavoro di propaganda, inteso come opera di spiegazione e analisi articolata delle nostre posizioni e del nostro modo di vedere la realtà del nostro Paese finalizzandolo alle proposte di risoluzione dei problemi e alla proposta di applicazione di punti programmatici.

Ci sono cambiamenti rispetto al passato?

I cambiamenti sono nella veste grafica, che ora è a colori mentre prima era in bianco e nero, e nel formato, che ora è più piccolo rispetto a prima, anche se ora ha 8 pagine anziché 4 come nel passato. Inoltre adesso la redazione è più ristretta, e a differenza di prima gli articoli sono firmati col nome di chi li scrive. Dal punto di vista contenutistico prosegue la vecchia tradizione di Soberania, con approfondimenti, denunce, interviste al mondo della cultura, del lavoro, delle lotte. Forse in questa fase siamo più orientati verso un giornalismo d’inchiesta, che denunci a tutto il popolo sardo l’inaudita violenza delle manovre colonialiste italiane.

La scelta di utilizzare il sardo per parte consistente degli articoli del giornale è sicuramente una scelta forte: non ritenete che possa tagliare fuori una parte dei potenziali fruitori della rivista?

Non è una scelta forte secondo noi: è una scelta coerente. Nel senso che abitando in un Paese bilingue come la Sardigna degli anni ‘2000 abbiamo pensato che fosse adeguato ed opportuno avere un mezzo di comunicazione bilingue. Si potrebbe pensare che così facendo taglieremmo fuori dei potenziali fruitori della rivista, ma in realtà le persone che non conoscono la lingua e la cultura del Paese che abitano sono e si sentono come stranieri. Essi non sono tagliati fuori da questo giornale, sono tagliati fuori da una società bilingue, e questo a causa delle operazioni di annientamento culturale e di desardizzazione che lo Stato italiano ha già operato nei confronti di decine di migliaia di giovani cittadini sardi. Il giornale anzi può essere un mezzo, anche per loro, per ricostruire quel ponte generazionale dell’identità e della cultura sarda che è stato abbattuto dalle cannonate dello sciovinismo italiano.

Soberania non è ancora nelle edicole della Sardegna, il nostro augurio ovviamente è di trovarlo quanto prima, ma oggi i cittadini come possono acquistarlo?

Soberania per ora è a diffusione militante, lo si può trovare nei territori dove siano presenti militanti o strutture di A Manca pro s’Indipendentzia, oppure lo si può trovare nei luoghi dove vengono organizzate iniziative dell’organizzazione. A giorni sarà presente sul nostro sito (www.manca-indipendentzia.org) un elenco di luoghi, anche non direttamente gestiti da A Manca, dove sarà possibile reperirlo, e la lista si allungherà di continuo fino a coprire ogni angolo di Sardigna. Agli emigrati e ai carcerati che ne fanno richiesta lo inviamo gratuitamente. Possono richiederlo, o nel caso dei carcerati farlo richiedere da altri, inviando il proprio indirizzo e i propri dati all’indirizzo email redatzione.soberania@yahoo.com .Un giorno saremo presenti anche nelle edicole, e prima o poi dovrà arrivare anche il giorno in cui lo saremo a scadenza quotidiana!

Che cosa significa oggi per un’organizzazione politica avere un mezzo di comunicazione importante come un giornale?

Un giornale come il nostro è molto importante per tanti motivi. Innanzitutto per le tre funzioni che ho già spiegato, cioè per la formazione, in-formazione e propaganda. Poi anche perché bisogna considerare che non tutti navigano su internet, oppure navigano ma non leggono riviste online, oppure non hanno tempo per farlo, ma magari trovano il tempo per leggere il giornale aspettando il turno dal dottore, in momenti di riposo dal lavoro, prendendo un caffè al bar, viaggiando in treno o in pulman ecc. Rappresenta un impegno costante anche per i nostri militanti, e questo funge da verifica e da stimolo per portare avanti una militanza regolare, seria, ben organizzata, responsabile. Inoltre fornisce risposte a domande che tutti i lavoratori si fanno ma che non ricevono mai risposta da parte di nessuno; è un buon veicolo di riflessione, molti lo prestano o lo regalano ad amici, o lo lasciano in casa dove probabilmente viene letto dai familiari, quindi anche da altre persone che si trovano coinvolte in un percorso di crescita e riflessione.

F.P.

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