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Scida spiega la sua lotta contro l’educazione colonizzata

(IlMinuto) – Cagliari, 8 febbraio – Sono coscienti delle condizioni in cui versa la scuola sarda sia da un punto di vista logistico che da un punto di vista qualitativo i giovani indipendentisti di Scida. “La maggior parte delle strutture è inagibile (57.8%); le scuole superiori dell’interno sono in continuo rischio chiusura; il 23.9% degli studenti lascia gli studi prima di conseguire il diploma (secondo posto entro lo Stato italiano); disoccupazione giovanile tra i 15 ed i 24 anni pari a circa il 40%”. Dati alla mano, gli studenti di Scida sanno bene che “Si prospettano ulteriori tagli alle scuola italiana di Sardegna”, dal momento che – spiegano con una nota stampa – “si prosegue nella più ampia politica volta a tenere il nostro paese in condizioni di sudditanza economica: i nostri giovani, la cui preparazione è sempre più minata, si presenteranno al mercato del lavoro completamente disarmati, privi di potere contrattuale e dunque più facilmente portati a vendersi alle multinazionali ‘salvifiche’, all’Esercito italiano, ai magnati del turismo o, in definitiva, ad accettare qualsiasi politica unionista, dietro il ricatto dell’occupazione o della fame”. In virtù di ciò gli studenti di Scida non aderiranno all’occupazione studentesca del Palazzo delle Scienze. “Diffidiamo di ogni tipo di azione studentesca filtrata sotto un’ottica unionista – chiariscono gli ragazzi – [...] Il diritto allo studio dei sardi non è leso da un particolare governo ma da una storica condizione di sudditanza economica e politica. In Sardegna, ogni discorso incentrato sul diritto allo studio, che non tenga conto della sovranità nazionale degli studenti sardi nel proprio ateneo, è destinato a rimanere monco e a rientrare nell’alveo del dominio italiano”. I giovani di Scida mostrano di avere idee chiare quando spiegano di sentirsi ben lontani “dal generale sindacalismo italiano e dalle associazioni studentesche unioniste”, definite “meri centri d’addestramento per i partiti italici”. E rincarano ulteriormente precisando: “non spediremo alcun cahier de doleance a Roma; la lotta degli studenti sardi deve essere quella per la conquista della totale potestà legislativa nella politica scolastica”. Ciò che chiedono i giovani di Scida è dunque una scuola sarda che metta i suoi studenti al passo con quelli delle migliori scuole europee e consenta loro di rimanere in Sardegna con un’occupazione dignitosa. Ma non è tutto, perché i giovani indipendentisti pretendono anche un sistema educativo che non guardi le spese per la ricerca come fossero uno spreco. Valorizzare i cervelli sardi e attirare le eccellenze degli altri paesi è la loro ricetta . “L’unica cosa che chiediamo alla Regione – spiegano – è quella di utilizzare l’articolo 51, che le consente di respingere i provvedimenti governativi lesivi della Sardegna”.

F.P.

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