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Contromisure di carattere legale: a Manca risponde al linciaggio mediatico

(IlMinuto) – Cagliari, 23 marzo – “I mezzi d’informazione facciano informazione, non si sostituiscano ai magistrati”. E’ quanto chiede a Manca pro s’Indipendentzia ai media sardi, che nei giorni scorsi hanno sviluppato una violenta campagna di “terrorismo mediatico” contro l’organizzazione della sinistra indipendentista. In un pesante clima di criminalizzazione, l’informazione manipolata, si sa, alimenta all’infinito il sospetto, crea giudizio e condanne, toccando inesorabilmente la vita degli esseri umani coinvolti in una qualsivoglia operazione di polizia. Così il 19 marzo scorso il nome dell’organizzazione indipendentista di sinistra è stato accompagnato dalle immagini di un video agghiacciante che mostrava al pubblico tanto di passamontagna, armi e soldi. Chi conosce l’attività della sinistra indipendentista sarda è sobbalzato dalla sedia. A Manca pro s’indipendentzia è un’organizzazione politica legale, che ha sempre lavorato e che lavora alla luce del sole, con e per il suo popolo, precisa il Direttivo nazionale.Ma allora perché mostrare immagini degne delle peggiori organizzazioni criminali? Perché legare il nome di a Manca pro s’Indipendentzia a un’inchiesta che riguarda due organizzazioni clandestine, i Nuclei proletari per il comunismo (Npc) e l’Organizzazione indipendentista rivoluzionaria (Oir), presunti organizzatori, tra il 2002 e il 2005 di circa trenta attentati e atti dimostrativi? Come mai nel 2006, l’anno dell’operazione Arcadia, il nome della sinistra indipendentista non venne mai fatto? Facciamo un passo indietro. Molti ricordano proprio il 2006 come l’anno di Arcadia, quando a 54 perquisizioni seguirono 10 arresti. Quasi tutti andarono a colpire simpatizzanti e militanti di a Manca pro s’Indipendentzia. Sulla Sardegna si faceva cadere l’ombra di un sisma terroristico, che se da un lato sembrava destinato a destabilizzare le istituzioni, dall’altro rappresentava una rivoltella puntata contro tutto l’antagonismo sardo, etichettato come anarco-insurrezionalista. A distanza di 7 anni, l’operazione continua oggi con la richiesta del pm Paolo De Angelis di rinvio a giudizio dei 18 imputati, 8 in più rispetto ai 10 arrestati del 2006. Tra questi diversi militanti di a Manca, che al processo, precisa, dà una risposta politica “perché politico è il processo”, costruito “con l’intento di eliminare la sinistra indipendentista”.
All’operazone giudiziaria in corso si aggiunge l’opera di vero e proprio linciaggio mediatico al quale a Manca pro s’indipendetzia risponde rendendo noto alla stampa che prenderà provvedimenti legali nei confronti di Rai 3, che con il video mandanto in onda il 19 marzo 2013 si è resa artefice “della distruzione dell’immagine pubblica della sinistra indipendentista”.

S.P.

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