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Eolico monte Sirai. Anche gli indipendentisti di a Manca e Sardigna Libera difendono il Sulcis

(IlMinuto) – Cagliari, 4 marzo – Continua la difesa del Parco Archeologico di Monte Sirai, bene paesaggistico e archeologico di immenso valore preso di mira da una società che approda da oltre Tirreno, la Gaja S.r.l. di Vicenza. Il progetto proposto dal gruppo veneto non piace però ai cittadini, alle associazioni ambientaliste, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e alla stessa amministrazione comunale di Carbonia. L’intero impianto eolico dovrebbe infatti invadere l’area a ridosso del parco archeologico di Monte Sirai, considerato a livello internazionale un bene identitario di inestimabile valore. L’impatto visivo creato dai 14 aerogeneratori, ognuno dei quali della potenza di 3.6 MW (50,4 MW di potenza complessiva) sarebbe devastante. Ma quale utilità avrebbe la realizzazione di un progetto del genere per la Sardegna, che come è noto produce più energia rispetto al suo fabbisogno? Secondo l’assessore indipendentista di SardignaLibera Claudia Zuncheddu la questione fa emergere “esigenze speculative”. Non è infatti la prima volta che in Sardegna si parla di eolico – precisa la Zuncheddu – “dalle 27 centrali eoliche attuali (453 MW di potenza), se fossero realizzate le altre 34 in attesa di autorizzazione, si giungerebbe a 61 parchi eolici con ben 1.265 MW di potenza”. Sono le forti criticità che vengono a galla dall’esame del progetto della Gaja S.r.l. ad aver portato l’assessore Zuncheddu a presentare un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Consiglio Regionale della Sardegna. Ad essere interrogato, ovviamente, è l’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente dal quale si vuol sapere se dalle indagini archeologiche condotte non si ritenga di dover “predisporre ulteriori e approfondite indagini preventive per poter escludere la presenza di importanti siti di pregio”, se il “progetto sia stato previsto tenendo conto o meno del fabbisogno energetico sardo”, “Quali siano gli incentivi previsti per l’installazione di ogni singolo aerogeneratore e quali [...] le ricadute positive in termini economici e occupazionali per i sardi” . Infine, si chiede se si vogliano prendere in considerazione i “pareri contrari dell’Amministrazione Comunale di Carbonia, della Soprintendenza dei Beni Culturali, degli esperti che operano nel territorio in oggetto e delle stesse collettività locali”. Un progetto, quello messo in atto dalla Gaja S.r.l., sul quale non tace nemmeno la sinistra indipendentista di a Manca pro s’Indipendentzia, che definisce l’operazione “monocultura impoverente”, domandandosi come mai “in un momento in cui non si fa altro che parlare, spesso a vanvera, di economia sostenibile e di turismo, [...] non si prenda in considerazione la valorizzazione di un sito archeologico così importante e [...] non si faccia tutto il possibile per renderlo tappa integrata di un percorso turistico-culturale”. Gli indipendentisti di aMpi non mancano di precisare, dati alla mano, che “l’area archeologica di Monte Sirai è un patrimonio storico e culturale inestimabile, che non deriva soltanto dagli insediamenti fenici e punici, ma che ha radici ben più profonde e remote, come testimonia la presenza di ‘domus de janas’” e il ritrovamento recente della “più antica vetreria fenicia del Mediterraneo”. “La riscossa del Sulcis non la porta il vento”, precisa la denuncia della sinistra indipendentista, la quale invita tutta la comunità ad opporsi alla minaccia dell’ennesimo furto di territorio e propone un “piano di sviluppo integrato e diversificato [...] basato su agricoltura, turismo, cultura e manifattura eco-compatibile”.

F.P.

Fotografia di Subterranean (homesickfotos.es). Fonte Flickr

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