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Ras: ennesimo rinvio discussione legge elettorale. La parola a Zuncheddu e Caligaris

(IlMinuto) – Cagliari, 7 marzo – “Se dovessero concretizzarsi le perplessità espresse dalla Presidente dell’Assemblea sarda, con il naufragio della legge elettorale e della doppia preferenza di genere si sancirebbe il fallimento del Consiglio regionale della XIV legislatura. Ancora una volta la classe dirigente dimostrerebbe di essere scollegata dalla realtà e che la specialità sarda è ormai una parola vuota”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, che riferendosi alle considerazioni espresse dall’onorevole Claudia Lombardo nel corso dell’incontro con le rappresentanti delle associazioni femminili, per l’ennesima volta deluse dal mancato dibattito sulla legge elettorale, invita i Partiti “a riflettere bene sulle parole della Presidente”. L’ulteriore slittamento dell’analisi della legge elettorale conferma – prosegue Caligaris – “la volontà di piegare a esigenze di pochi un problema di tutti: quello di avere nel Parlamento sardo persone scelte dai cittadini in base a un principio di proporzionalità pur con qualche correzione. Escludere poi la possibilità di esprimere una doppia preferenza di genere documenta un’ottusa autoreferenzialità. Il sonno della ragione insomma continua a generare mostri che, speriamo, non fagocitino totalmente le Istituzioni”. Una legge, quella in attesa di discussione, che agita l’animo anche del consigliere indipendentista di SardignaLibera, Claudia Zuncheddu,la quale afferma con decisione che è arrivato il “tempo che le donne all’interno delle proprie formazioni politiche, si ribellino agli ordini delle Segreterie e si riapproprino dei propri spazi negati. La doppia preferenza di genere maschile e femminile, nell’elezione del Consiglio della Ras” è infatti “indispensabile e improrogabile per la democrazia”. La Sardegna che abbiamo davanti secondo Claudia Zuncheddu rischia ancora una volta “di perdere un’occasione per dotarsi di uno strumento elettorale efficace, democratico e adeguato alle nuove esigenze sociali di rappresentanza e partecipazione di tutta la società sarda”. Ma c’è di più, perché dall’analisi dell’assessore di SardignaLibera emerge che “la proposta di Legge elettorale, in attesa di discussione, limita la democrazia, ispirandosi all’esclusione e alla discriminazione delle minoranze politiche soprattutto identitarie, assai presenti in Sardegna, e penalizza ancora di più la rappresentanza di genere femminile, che nonostante costituisca oltre il 51%, quindi la maggioranza della società sarda, paradossalmente viene esclusa con lo stesso disprezzo e fastidio che questa classe politica riserva alle minoranze”. Questo – rincara Zuncheddu – “è un crimine contro la società, contro i principi dello Statuto di Autonomia (sempre vilipeso), e pone un problema di omissione di Leggi costituzionali dello Stato italiano, che ribadiscono nei loro principi, l’equa rappresentanza di genere all’interno delle Istituzioni. Inoltre è un danno economico, culturale e sociale a cui una Legge Elettorale oggi deve porre rimedio”.

F.P.

Fotografia di salles1. Fonte Flickr

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