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Approfondimento: degrado e abbandono delle spiagge sarde. Il caso di Rena Majore

(IlMinuto) – Cagliari, 13 giugno 2013 – Tempi bui per il turismo sardo. Oltre al caro traghetti e alla nota “crisi” economica che da alcune stagioni incidono pesantemente sul settore, nel 2013 un nuovo problema si è abbattuto sulle attività turistiche, in particolar modo su quelle costiere: le mutazioni climatiche. Tra le peggiori che si ricordino negli ultimi decenni, le condizioni metereologiche non hanno aiutato il decollo della stagione turistica, accorciando un periodo che gli operatori tentano in ogni modo di “allungare”. I costi di avvio in vista della stagione estiva sono stati già sostenuti, ma l’afflusso nelle spiagge e nelle zone più vicine alla costa subisce perdite consistenti a causa dell’alternarsi, nelle ultime settimane, di pioggie e temperature ampiamente sotto la media.

La situazione è ulteriormente aggravata laddove a questi problemi si aggiungono anche inefficienze gestionali da parte delle istituzioni preposte. E’ il caso del comune di Aglientu (OT), poco più di 600 anime a meno di 10km dal mare in località Vignola. Nonostante le ridotte dimensioni demografiche, l’amministrazione ha competenza su circa 15km di costa e su diverse località turistiche: dalla più vicina Vignola a Rena Majore, fino al confine con il comune di Santa Teresa di Gallura, attraversando i noti centri balneari di Monti Russu, Massidda (Lu Littaroni), Cala Pischina, Rena di Matteu.

E’ proprio a Rena Majore, che comprende le due spiagge separate di Rena Majore e di La Liccia che la stagione stenta a decollare anche a causa del disinteresse e l’incuria di chi le gestisce.La poca attenzione prestata a questa località da parte del comune di Aglientu che ha competenze in merito alla cura e pulizia degli arenili, nonché agli accessi al mare, è sotto gli occhi tutti. A quasi metà giugno, infatti, l’accesso principale alla località marina è completamente ostruito dalla sabbia che il maestrale dell’inverno ha sedimentato su circa 200 metri di strada in terra battuta. L’unico accesso è quello che normalmente viene utilizzato come deflusso dalla spiaggia e che il comune ha conseguentemente trasformato in un doppio senso di marcia. Sino a pochi giorni fa, inoltre, la spiaggia era ancora ricoperta da una grande quantità di detriti portati durante l’inverno dal mare in burrasca. Attualmente su questo aspetto il comune ha provveduto solamente ad una pulizia parziale del litorale, ma, al 12 di giugno, la spiaggia risultava tutt’altro che presentabile.

Inoltre, l’amministrazione comunale del paese in provincia di Olbia-Tempio poteva agevolmente ottenere il nulla osta da parte del Servizio Demanio di Tempio Pausania già nei mesi passati e risulta che il documento sia stato accordato dall’Ufficio di competenza da circa tre settimane.

In riferimento alle competenze comunali, risulta anche che l’amministrazione abbia ricevuto ad aprile il consueto stanziamento regionale finalizzato alla pulizia e il mantenimento del litorale e dei suoi accessi. Più genericamente, risulta però che il comune dell’Aglientu non abbia redatto il PUL, Piano di Utilizzo del Litorale.

Questa condizione si aggiunge alle carenze strutturali della spiaggia di Rena Majore, date dall’insufficienza di servizi igienici e doccie che, tra l’altro, risultano essere mal distribuiti lungo i 400 metri circa di litorale.

Se fino a questo punto la questione è di natura economica e, per così dire, d’immagine, l’incuria dell’amministrazione tocca anche un “aspetto geologico” di gran lunga più importante, sebbene risulti essere il più trascurato.

Nell’immediata vicinanza alla spiaggia in questione è infatti situata una vasca di raccolta da cui, negli anni ’80 veniva pompata l’acqua a monte, sino al villaggio di Rena Majore. Un meccanismo che andava ad alimentare una piccola piscina. Si tratta di una funzione che nel corso degli anni è stata inibita, ragion per cui oggi la vasca principale a valle, a poche decine di metri dal mare, trasformatasi in un acquitrino frequentato da simpatiche paperelle, raccoglie acqua piovana e detriti. Il problema è però dato dal fatto che, quando la vasca sottostante raggiunge la massima portata preme verso la spiaggia utilizzando due tubature sotterranee che scorrono sino a mare. Conseguentemente, nel corso degli anni si sono verificati violenti smottamenti, che, come accaduto lo scorso anno, hanno messo a rischio l’incolumità dei bagnanti e dei proprietari dei due chioschetti concessionari. Uno in particolare è stato letteralmente trascinato via da uno smottamento che ha spaccato in due la spiaggia, aprendo un varco sino a mare e facendo vergognosamente emergere rifiuti abbandonati e accumulati o seppelliti intenzionalmente.
Alla luce di tutto ciò ci domandiamo quanto tempo ancora debba trascorrere affinché il comune di Aglientu intervenga in modo da porre rimedio alle questioni più urgenti, e più in generale si occupi adeguatamente del litorale di sua competenza, che accoglie ogni anno decine di migliaia di bagnanti e ospita attività produttive dall’impatto ambientale minimo.

L.P.

Fotografia di Andreas Siegel. Fonte Flickr

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