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La consigliera Zuncheddu di SardignaLibera contro le trivelle del Progetto Eleonora

(IlMinuto) – Cagliari, 6 giugno – Una concezione “tardo-ottecentesca in materia energetica”. E’ il giudizio dato dalla consigliera Claudia Zuncheddu di SardignaLibera alle idee che sono alla base della mozione n. 252 “Sulle strategie energetiche della Regione”, oggetto di discussione in consiglio regionale il 5 maggio scorso e momentaneamente ritirata dai condiglieri del Pd suoi firmatari. Una mozione che ha scatenato una forte contrarietà popolare da parte del fronte del no, facente capo al Comitato No Progetto Eleonora, alle comunità della piana d’Arborea, a tutti i sardi che in diverse occasioni proprio ad Arborea hanno mostrato di avere idee chiare in merito al Progetto di trivellazione di casa Moratti, e di essere tutt’altro che malos unidos, dimostrando tenacemente, come già accaduto in occasione della lotta contro il nucleare, di voler opporsi a qualsiasi decisione calata dall’alto sui propri territori. “La Politica non può continuare a ignorare e violare la volontà popolare. – scrive la consigliera di SardignaLibera dalle pagine del suo blog – Ciò non dovrebbe essere permesso alle società petrolifere, già in forte debito con i sardi, e ancor meno possono permetterselo le rappresentanze di partiti politici che all’interno delle istituzioni dovrebbero portare le istanze dei cittadini, garantendo il diritto costituzionale della Sovranità Popolare. Oggi – sottolinea la Zuncheddu – questa mozione è inopportuna anche di fronte al NO espresso dalla recente manifestazione di massa ad Arborea, in occasione della presentazione ufficiale del “Progetto Eleonora Saras” che prevede le trivellazioni dei nostri territori alla ricerca di una improbabile presenza del metano e per la sua estrazione”. – E prosegue: “L’accanimento per il metano ad Arborea e in tutti i vasti territori della Sardegna minacciati dalle trivelle, è pericoloso, inutile e devastante per le comunità e l’ambiente, e fa chiaramente trasparire gli interessi dei “soliti noti”. La Sardegna ha già dato!”. Claudia Zuncheddu non risparmia nemmeno gli effetti devastanti che il progetto Eleonora porterebbe alla Sardegna: non solo l’”inquinamento delle falde acquifere e potabili”, non solo “disastri idro-geologici e processi di esplosione e incendi nelle stesse condotte di estrazione”, ma anche “l’effetto tossico e cancerogeno dell’Idrogeno Solforato sprigionato” dalle stesse pratiche di trivellazione. Vi è allora un possibile piano alternativo a quello prospettato dalla mozione firmata da nomi di spicco del Pd, tra cui il consigliere Giampaolo Diana? “La madre del nostro sviluppo futuro – afferma la consigliera – è un Piano Energetico ecocompatibile, con energie rinnovabili, condiviso e costruito con tutti i sardi. Ciò non toglie che non ci si debba occupare anche delle centrali energetiche inquinanti oggi esistenti, cercando in tutti i modi di limitare la devastazione ambientale e il pericolo accertato per la salute delle nostre popolazioni. Basta ricordare anche solo Porto Torres… Portoscuso e dintorni… E’ chiaro che con questo Piano Energetico, legato alle nostre esigenze di sviluppo, queste centrali andranno con il tempo sostituite e chiuse”.

F.P.

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