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A Sassari l’inferno delle slot machine. La denuncia di a Manca

(IlMinuto) – Cagliari, 24 luglio – “Il gioco d’azzardo è il miglior modo per ottenere nulla da qualcosa”. Così recitava lo sceneggiatore statunitense Wilson Mizner. La febbre del gioco è infatti una patologia a tutti gli effetti. Il suo nome è ludopatia, ovvero gioco d’azzardo. Si tratta di una vera piaga sociale, una droga che crea dipendenza e che rischia di rovinare tutti coloro che, in un periodo di contrazione economica, cercano la fortuna nel gioco. Sotto forma di slot machines, sul podio sardo la medaglia d’oro per questa piaga sociale va al capoluogo del Nord Sardegna, Sassari, che, come denuncia a Manca pro s’Indipendentzia in un dossier presentato alla stampa la settimana scorsa, vanta, si fa per dire, “più di 400 esercizi con slot machines e terminali telematici”. Un numero importante, che fa riflettere, anche perché, si sa, quando si ha una maggiore quantità di giochi a disposizione, sia come numero che in termini di possibilità di accesso temporale, le persone che perdono il controllo del mezzo aumentano vertiginosamente diventando giocatori problematici o patologici. Quali sono i numeri di questo fenomeno? Le slot machines presenti nel solo capoluogo turritano sono in totale 1780, vale a dire una macchinetta mangiasoldi ogni 70 abitanti. “Solo nel 2012 – si legge nel documento elaborato dalla sinistra indipendentista – sono stati spesi 76milioni di euro in partite con slot machine”. Una situazione che rischia di diventare sempre più insostenibile. Dati alla mano gli indipendentisti denunciano che nel solo nel 2013 a Sassari “sono più di 400 gli esercizi che ospitano macchine mangiasoldi o terminali per giochi d’azzardo (Superenalotto, Lotto, Win for Life, ecc.)”. Il 50% delle attività in questione sono bar. In una città che conta appena 135mila abitanti, inoltre, esistono ben quattro sale per videolotterie e slot machine. [...] Con un numero così elevato di locali – sottolinea lo studio – anche le macchinette sono un’enormità: nel territorio della sola provincia di Sassari, infatti, sono state registrate 4712 slot machines e più di un terzo di questi macchinari mangiasoldi si trovano nel comune di Sassari”. Le slot machines hanno praticamente invaso la città e diventano il seme di una piaga sociale che rende schiava la persona, creando assuefazione, depressione e disperazione. La crisi e la speranza di una vita migliore sono il movente che spinge il “consumatore” a intraprendere una strada di non ritorno. I giocatori appartengono a tutte le fasce d’età, anche perché le macchinette sono collocate in luoghi – si legge nel dossier – “frequentatissimi da giovani, adulti e anziani, studenti, disoccupati, lavoratori, cassintegrati, pensionati”. Un primato, quello sassarese, che non piace ad a Manca: “le slot machine sono l’ultima droga che lo Stato italiano ha importato nella nostra terra, dopo averci tolto ogni possibilità di sviluppo, dopo aver distrutto la nostra economia, il nostro territorio, la nostra cultura, il nostro lavoro”. Il fenomeno, inoltre, colpisce terribilmente “una città nella quale le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà supera il 19%”. Ma chi guadagna da questa piaga sociale? Non di certo i gestori e gli esercenti. Chi guadagna è infatti la criminalità organizzata, che – si legge nel dossier – spesso affianca gli appaltatori che detengono le concessioni per le macchinette. Il buco nero che inghiotte ogni anno soldi, vite e persone, non pare però intenzionato a fermarsi. Serve dunque informazione, servono campagne come quella promossa dalla sinistra indipendentista, che recita “Non li dias dinare a custu istadu parassita”. Ogni esercizio commerciale può chiedere l’adesivo di protesta da esporre nel proprio locale ad a Manca pro s’Indipendnentzia telefonando ai numeri: 3484165680; 3395744370.

S.P.

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