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Saras versus cittadini. Appello del Comitato No ai Progetti Igia e Siliqua all’amministrazione di Decimoputzu

(IlMinuto) – Cagliari, 1 luglio – E’ previsto per giovedì 4 luglio l’incontro pubblico tra cittadini, amministratori locali e responsabili della Saras S.p.a. Tema dell’incontro, che si svolgerà nei locali del Centro Socio-culturale di via Cagliari a partire dalle 18.30, uno dei numerosi progetti che pendono sul collo della Sardegna, “Igia risorse geotermiche”, che, come nel caso del Progetto Eleonora, prevede ancora trivelle per la ricerca di idrocarburi. Una rinascita per il territorio? Ricordiamo che il progetto Igia, figlio della Sargas, società a diretto controllo della Saras dei Moratti, prevede attività di ricerca di idrocarburi in un’area di circa 187 kmq nel Medio Campidano. Contro la realizzazione di quest’altro progetto si è alzata la voce del Comitato No ai Progetti Igia e Siliqua, che in occasione dell’incontro pubblico di Decimoputzu ha inviato un accorato appello all’amministrazione comunale del paese. Qui si chiede di valutare attentamente le questioni ambientali e sociali che comporterebbe l’attuazione del Progetto Igia, sottolineando di non credere che verranno creati posti di lavoro e che di certo non si risolverebbe la grave situazione di disoccupazione che colpisce il territorio. “Abbiamo sotto gli occhi – precisa il Comitato – quello che il modello di sviluppo industriale ha causato alla nostra isola una volta esaurite le risorse o gli incentivi”. Ci troviamo infatti davanti – prosegue l’appello – a “disastri ecologici difficilmente risolvibili, seguiti dal proliferare di svariate patologie sanitarie e ancor più disagi lavorativi seguiti dallo spopolamento del territorio”. Inoltre, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’isola è inquinata per “445mila ettari”. Il messaggio è chiaro e “No al Progetto Igia” lo ricorda facendosi portavoce di un intero popolo quando sottolinea che “abbiamo sotto gli occhi un passato recente che non si può ignorare: non è questo il modello di sviluppo da seguire, non è possibile sempre privatizzare i profitti e socializzare i costi dei danni ambientali”. Una chiamata, quella del Comitato all’amministrazione di Decimoputzu che è in nome del futuro degli abitanti. Un’appello che richiede a chi governa il territorio di “rifarsi al principio di precauzione sancito dall’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea”.

S.P.

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