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Colture eoliche in Trexenta. Il secco No di ProgReS al progetto “Selegas”

(IlMinuto) – Cagliari, 22 agosto – E’ stato battezzato “Selegas” ed è il nuovo progetto eolico che andrà ad “arricchire” le colline della Trexenta. A denunciarlo è ProgReS Progetu Repùblica che ha già inoltrato un formale atto di Osservazioni nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale al Servizio SAVI della Regione Autonoma della Sardegna. Promotrice della proposta riguardante il territorio trexentese è la Nòvawind Sud Srl, società del Gruppo API (Anonima Petroli Italiana) che vuole impiantare 25 pale eoliche di 3 MW ciascuna per una potenza massima complessiva di 75 MW nei territori di Selegas, Gesico e Guamaggiore, mentre “le relative opere connesse – spiega la nota stampa della formazione indipendentista – riguardano i comuni di Guasila, Segariu, Furtei e Sanluri”. La società proponente – chiarisce ancora ProgReS – “intende costruire un parco eolico in prossimità del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) di Monte San Mauro”, un sito di proprietà pubblica gestito secondo gli obiettivi di conservazione introdotti dalle direttive 92/43/CEE e 09/147/UE e che fa parte della Rete ecologica Natura 2000 (sistema di aree dedicate alla conservazione della biodiversità dell’Unione Europea)”. Ma le sorprese non sono finite qui. Infatti l’impianto “insiste su un’area che, per stessa ammissione di Nòvawind Sud Srl, si caratterizza per la presenza significativa di emergenze archeologiche”. “In alcuni casi” – precisa il comunicato stampa – le pale verrebbero installate a ridosso delle stesse, “ad una distanza di poco superiore ai 100 m.”. “ProgReS Progetu Repùblica respinge” dunque “con fermezza il tentativo di Nòvawind Sud Srl di sfruttare a proprio esclusivo vantaggio carenze e lacune imputabili agli Enti preposti – Soprintendenza per i beni archeologici, Regione Sardegna, Comuni in primis. Carenze e lacune che, beninteso, è necessario vengano colmate al più presto”. L’organizzazione indipendentista ritiene inoltre “strategico per la Sardegna che le energie rinnovabili coprano una percentuale sempre maggiore della produzione elettrica sarda, nella prospettiva di un’effettiva indipendenza dalle fonti fossili e di un utilizzo ottimizzato delle risorse nazionali”. Questo però “non significa un appoggio aprioristico a qualsiasi iniziativa nel campo delle rinnovabili”.

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