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Diritto alla salute. ProgReS Aristanis: “Basta occuparsi maldestramente della salute dei Sardi”

(IlMinuto) – Cagliari, 26 agosto – Esprime vivo stupore ProgReS Aristanis di fronte alle dichiarazioni rilasciate dall’onorevole Gallus sulla situazione della sanità oristanese. “Nutrendo grande stima verso l’uomo e il professionista, – dichiara la formazione indipendentista in una nota stampa – non riusciamo a capire come possa essersi riconosciuto nelle nostre dichiarazioni in merito alla sanità convenzionata”. Una dichiarazione – prosegue Progetu Repùblica – “in cui ci chiedevamo ‘se il disappunto dei rappresentanti del Pd e del Pdl non nasca, piuttosto, dalla scelta operata dall’attuale Direzione di non incrementare il budget di qualche struttura convenzionata, le cui sorti stanno molto a cuore a qualche consigliere regionale”. Un atto d’accusa a tutta la classe dirigente autonomista oristanese, che quindi non punta il dito sull’uomo. Quella di Oristano è infatti una classe politica – prosegue il comunicato – che “ben avrebbe fatto ad occuparsi della vertenza che tutti i convenzionati della Asl 5 portarono avanti contro la Regione, che è rimasta lettera morta anche per l’insipienza del Direttore Generale Meloni, che non è mai stato nostro obiettivo difendere”. Proprio a Gallus però, il Coordinamento Politico di ProgReS Aristanis chiede alcune delucidazioni sulla questione sanità: “l’onorevole [...] dovrebbe spiegarci perché, da un lato, quando è a Cagliari sostiene, con il gruppo in consiglio del Pdl, provvedimenti legislativi (legge 21/2012) che impongono ai direttori generali di operare un taglio dei posti letto nei reparti il cui tasso di occupazione media sia inferiore al 75% (così come ha recentemente ribadito l’assessore alla sanità del PDL nella delibera 24/43 del 27/06/2013), mentre quando è a Paulilatino, invece, diventa uno strenuo oppositore di quelle disposizioni che lui e il suo partito hanno elaborato”. Sulla sanità convenzionata la linea di Progetu Republica è ben tracciata: “riteniamo che, d’ora in poi, l’unico principio da rispettare nell’incremento dei budget debba essere quello di individuare quelle specialità in cui siano più elevate le liste d’attesa e la mobilità passiva (soprattutto cardiologia e radiologia). Qualsiasi altra scelta rappresenta una soluzione sbagliata che va a danno dei cittadini e delle imprese sanitarie oristanesi”.

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