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Regionali 2014. L’unione fa la forza: la proposta politica di a Manca pro s’Indipendentzia

(IlMinuto) – Cagliari, 10 agosto – Si è rivolta a tutte le forze indipendentiste di Sardegna, ma anche ai lavoratori, ai comitati e alle associazioni che si battono per la difesa del territorio la sinistra indipendentista sarda, che stamane a Cagliari ha illustrato i contenuti della sua proposta politica in vista delle prossime elezioni regionali. Un progetto tutto da scrivere e il cui scopo è chiaro: unire l’indipendentismo e tutti coloro che si riconoscono nel percorso di autodeterminazione del popolo sardo. In programma per i primi di settembre una grande assemblea in cui si porranno le basi per “cercare di dare forma organizzata a una speranza” – ha precisato Pierfranco Devias del Direttivo Politico Nazionale di a Manca.
Durante la conferenza stampa sono state illutrati i contenuti di una lettera aperta ai partiti indipendentisti e alla società civile sarda che riportiamo di seguito:

ELEZIONI SARDE 2014

LETTERA APERTA

§ A chi scriviamo. Ci rivolgiamo a tutti gli indipendentisti sardi, a chiunque creda in un futuro di autodeterminazione e giustizia per la nostra terra, ai lavoratori di Sardigna e a chi il lavoro lo ha perso o lo sta perdendo, ai precari costantemente sotto ricatto, alle donne sfruttate e minacciate nel posto di lavoro, ai giovani senza più sogni, agli studenti, a chi un lavoro non lo ha mai avuto, agli emigrati che continuano a sperare e a progettare un loro ritorno possibile nella propria terra e a quelli che, loro malgrado, devono partire, ai cittadini che lottano per difendere le loro comunità dall’inquinamento, dal malaffare degli speculatori.

§ Chi siamo. In questi anni avete visto A Manca pro s’Indipendentzia sempre in prima fila. Abbiamo lottato contro il progetto di nuclearizzare l’isola e contro il furto legalizzato del nostro territorio da parte delle multinazionali dell’energia e contro l’inquinamento eretto a sistema economico. Abbiamo affiancato le lotte dei pastori, degli operai, dei lavoratori della Grande Distribuzione contro industriali del latte, classe politica regionale e multinazionali. Abbiamo denunciato la mafia di stato che sta dietro il gioco d’azzardo e abbiamo denunciato l’inganno con cui si dirottano soldi dall’edilizia scolastica alla costruzione di caserme e la sottrazione degli usi civici. Abbiamo fatto questo e tanto altro ancora, ma soprattutto abbiamo speso moltissime energie per costruire una Convergenza Indipendentista, per realizzare un progetto di collaborazione nel rispetto di tutte quelle forze sane che puntano sulla libertà e sull’indipendenza della nostra nazione, così come da anni gran parte del popolo sardo chiede all’indipendentismo.

§ Perché vi scriviamo. Fra pochi mesi ci saranno le elezioni sarde e l’indipendentismo nel suo complesso ha la grande occasione di proporsi come forza alternativa al disastro causato dai partiti italiani e dalle loro guide indiane. Fino ad oggi abbiamo chiesto alle altre organizzazioni indipendentiste di incontrarci e stabilire un percorso basato sul rispetto, la collaborazione e sulla parità. Alcuni hanno accettato, altri hanno intrapreso altre strade. Tutti sanno che la sinistra indipendentista non ha mai mentito o nascosto la verità al nostro popolo. E oggi siamo qui per dire a tutti voi come stanno veramente le cose e perché, fino ad oggi, non è possibile un Blocco Nazionale Indipendentista alle prossime elezioni sarde. In primo luogo perché una parte di quei partiti e di quei personaggi pubblici che negli ultimi anni si sono accreditati all’immaginario collettivo come “indipendentisti” stanno conducendo da mesi trattative con i partiti italiani. Non c’è bisogno di ricordarvi che i partiti italiani non solo negano il diritto all’autodeterminazione della nazione sarda, ma ne negano perfino l’esistenza. I partiti italiani hanno svolto una sistematica opera di smantellamento della nostra economia, di saccheggio dei nostri territori, di rimozione della nostra identità nazionale e hanno perfino messo in pericolo la salute e la vita dei sardi per obbedire agli ordini di scuderia delle segreterie romane. Ad oggi, fuori da questa scelta opportunistica e suicida rimangono solo alcuni movimenti indipendentisti organizzati, più una costellazione di associazioni e piccoli raggruppamenti. Con queste forze la sinistra indipendentista ha condiviso battaglie importanti: contro il nucleare, per il diritto all’insegnamento del sardo nelle scuole, contro lo sbarco delle navi piene di veleno, e via discorrendo. Con queste stesse forze ci siamo incontrati e abbiamo discusso, dimostrando tutta la nostra disponibilità a tracciare un percorso comune, aprendo le porte alla società sarda sensibile alle tematiche condivise: comitati, lavoratori, associazioni, intellettuali. Nonostante i grandi sforzi compiuti fino ad oggi con la direzione di queste forze non è stato però possibile raggiungere alcuna intesa. Quindi non esiste nessun progetto, nemmeno embrionale, di costruzione di un’alleanza per le prossime elezioni sarde. Alcuni dirigenti hanno proposto il solito tentativo di recuperare il Psd’Az ad una larga alleanza elettorale. Siamo ovviamente contrari ad ogni ipotesi di coalizione con il Psd’Az, almeno fino a quando non venga dato un forte segnale di rottura con un vergognoso passato di collaborazionismo, anche attraverso la liquidazione dell’attuale classe dirigente che ha sostenuto, fino a pochi mesi fa, la disastrosa giunta Cappellacci, responsabile di alcuni dei più atroci misfatti ai danni della nostra nazione. Che tipo di “cultura politica nazionale condivisa” dobbiamo avviare con chi passa da una parte all’altra dello schieramento italiano in cerca di assessorati e altri vantaggi personali? Dopo ripetuti incontri, invece, dirigenti di altre organizzazioni, oltre ad aver imposto a priori il loro candidato governatore, hanno escluso ogni tipo di rapporto paritario profilandoci un tavolo già imbandito e apparecchiato al quale non è possibile nemmeno sedersi mantenendo la propria identità e la propria storia. Per tali ragioni qui brevemente accennate, ad oggi, dal confronto con le direzioni degli altri movimenti indipendentisti, non è possibile stabilire un percorso politico che porti ad un Blocco Nazionale Indipendentista per le elezioni sarde del 2014!

§ La nostra proposta. La sinistra indipendentista sarda ritiene necessario essere presente alle prossime elezioni con un programma chiaramente anticolonialista e indipendentista, scritto sulla base delle lotte di tutti questi anni. La sinistra indipendentista sarda apre da oggi un dialogo a 360° con la società civile, con i comitati di difesa del territorio, con i lavoratori con cui abbiamo già condiviso mille battaglie, con gli intellettuali con cui abbiamo stretto ottimi rapporti di scambio e collaborazione, con le associazioni culturali e civiche, ma soprattutto con tutti gli indipendentisti, con o senza partito, che condividono l’esigenza di costruire una reale ed intransigente alternativa democratica al colonialismo italiano. La sinistra indipendentista sarda rimane aperta a qualunque proposta seria, dignitosa, paritaria per la costruzione di un fronte elettorale unitario dell’indipendentismo perché i tempi per il Blocco Nazionale Indipendentista sono ormai maturi e bisogna mettersi al lavoro da subito! La sinistra indipendentista convocherà nel mese di settembre un’Assemblea Generale che sarà aperta ad ogni contributo costruttivo e a chiunque sia realmente determinato a costruire insieme a noi una proposta elettorale seria, combattiva e coerente nel nome della libertà, dell’uguaglianza, dell’indipendenza! A Manca pro s’Indipendentzia, la sinistra indipendentista vi chiama a preparare insieme, a microfono aperto, la presenza coerente dell’indipendentismo alle elezioni sarde del 2014.

A Manca pro s’Indipendentzia

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