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Documento. Zirichiltaggia: considerazioni sull’Assemblea Generale Indipendentista di Ghilarza

(IlMinuto) – Cagliari, 15 settembre – Siamo certi che con l’esperienza dell’Assemblea svoltasi a Ghilarza domenica 8 settembre 2013 si sia aperta una nuova fase politica attraverso una modalità di dibattito che raramente si è vista prima nell’ambito del confronto interno al movimento indipendentista. La possibilità di prendere parte in maniera paritaria alla costruzione di un progetto politico frutto degli entusiasmi e del contributo di tutti è stato reso possibile anche grazie alla capacità organizzativa di aMpI che ha presieduto l’incontro rendendo davvero tutti protagonisti del dibattito che si è concluso con la votazione di due documenti approvati a larghissima maggioranza attraverso i quali si è deciso di dare vita ad un fronte indipendentista per le elezioni del 2014 come passaggio fondamentale per la realizzazione di un progetto di liberazione nazionale e sociale della nostra terra organizzando nei territori, in maniera democratica e partecipativa, dei comitati provinciali per realizzare tutti assieme un programma pensato per i bisogni reali del popolo sardo.L’Associazione Zirichiltaggia ha preso parte all’incontro sulla base di una riflessione che da sempre ci spinge ad operare per stimolare e favorire una collaborazione fra le diverse anime dell’indipendentismo. Pensiamo che quella di domenica sia stata una tappa importante di un lungo e difficile percorso di unificazione del movimento nazionale sardo, di un percorso di unificazione del movimento indipendentista sardo. Crediamo sia possibile dar vita ad una reale alternativa politica ed elettorale ai partiti italiani e allo stesso tempo favorire la nascita di uno spazio importante di condivisione politica e di lotta comune dove ognuno possa dare il proprio contributo di idee in maniera davvero egualitaria e partecipata.

Fino ad oggi il confronto fra indipendentisti è stato reso difficile dai rapporti fra le varie dirigenze che non sono mai riuscite a trovare una linea di condotta comune. Lontano da noi in questo momento il desiderio di attribuire responsabilità politiche o quello di puntare il dito contro qualcuno in particolare, ci interessa piuttosto che si creino finalmente e in maniera concreta le condizioni affinché dalla necessità di dialogo, di dibattito e di confronto ormai avvertita a tutti i livelli nell’indipendentismo sardo, scaturiscano delle proposte politiche che abbiano un lungo corso, che sappiano guardare anche ad una fase successiva a quella delle elezioni del 2014. Questo è quello che ci aspettiamo succeda anche grazie all’input venuto fuori a conclusione dei lavori dell’Assemblea di Ghilarza.

Queste considerazioni ci spingono chiaramente verso un ragionamento più complesso rispetto alla prossima scadenza elettorale: pensiamo non sia più sufficiente sperare di entrare all’interno del Consiglio Regionale senza avere il peso politico necessario per influire attivamente sulle decisioni politiche che riguardano questa terra. Gli indipendentisti devono poter entrare in Regione come forza in grado di spostare gli equilibri di potere, come forza capace di incidere fortemente sulle decisioni che riguardano il nostro futuro ma non possiamo sperare di farlo attraverso giochi di potere, inciuci dell’ultima ora e alleanze furbe con i partiti italiani. L’indipendenza è una cosa seria; non esistono scorciatoie e non esistono vie di mezzo: o si sta dalla parte dei sardi e della Sardegna o si sta dalla parte dello Stato Italiano e delle sue politiche coloniali.

Per questa ragione riteniamo giusto escludere una qualsiasi forma di collaborazione o di alleanza con i partiti italiani da parte del fronte indipendentista di cui si sono gettate le basi a Ghilarza. Non ci si può alleare con chi non riconosce il concetto di Nazione Sarda e di conseguenza il nostro diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza; progetto che non lascia spazio a troppe interpretazioni, il cui significato si può sintetizzare nel pieno riconoscimento della soggettività politica della Nazione Sarda in campo internazionale, pieno diritto di formare un proprio Stato, una propria Repubblica libera da condizionamenti esterni, sia sotto il profilo socio-culturale che su quello politico ed economico. Una visione tanto diversa quanto distante dagli artifici politici attraverso cui si maschera l’opportunismo di chi vuole sfruttare l’ondata di simpatia dei sardi verso le politiche indipendentiste per ricondurre il malcontento generale e le aspettative di cambiamento nell’alveo dell’ormai logoro autonomismo. Si cerca quindi di far passare il concetto di indipendenza come affine all’idea dello “Stato dentro lo Stato”, del federalismo o di qualche altra bizzarria che mal si cela sotto la lunga coperta del “sovranismo” di cui ormai in Sardegna tutti si ammantano, da destra a sinistra.

Pensiamo che questo debba essere elemento di riflessione, specialmente per l’area sardista, da tempo imprigionata dentro logiche di potere legate a doppio nodo con gli interessi dei partiti italiani. Occorre quindi fare chiarezza ma precisando che non si tratta di distribuire patenti di indipendentismo bensì di porre le condizioni affinché il movimento indipendentista possa farsi finalmente interprete della voglia di cambiamento popolare attraverso un processo di emancipazione nazionale in grado di coinvolgere tutta la società sarda e di influire compiutamente sulle scelte che ricadranno sul futuro del nostro Paese.

L’obiettivo della creazione di una classe dirigente consapevole non è tanto distante nel tempo. A Ghilarza si è aperta una pagina nuova e importante nel percorso di elaborazione politica che mira alla creazione di un indipendentismo di governo, un indipendentismo capace di esprimersi attraverso forme di organizzazione democratiche e inclusive, capace di garantire il pieno riconoscimento e la massima espressione di ciascuna delle componenti del movimento nazionale sardo. Non è ancora troppo tardi per lavorare alla realizzazione di un blocco nazionale sulla base della condivisione di un programma comune e di valori condivisi. Non si tratta di chiedere un passo indietro a qualcuno ma di fare tutti un passo avanti verso la creazione di una valida, coerente e credibile alternativa indipendentista ai partiti italiani. Si tratta di fatto di favorire l’avanzata dell’indipendentismo nella società sarda e di rispondere alle aspettative e alla forte richiesta di unità che arriva dalle basi di tutte le organizzazioni indipendentiste. Queste sono le condizioni politiche che auspichiamo vengano a crearsi a partire dall’assemblea di Ghilarza in poi, con uno sguardo rivolto ad un possibile incontro tra “Sardegna Possibile” – progetto che vede Michela Murgia candidata alla carica di governatore su proposta di Progres – e il fronte unitario nato dall’Assemblea Generale Indipendentista, le cui porte sono chiaramente aperte alla partecipazione di quelle organizzazioni che a Ghilarza hanno scelto di non esserci e che non hanno ora alcun motivo di dubitare della validità di un percorso realmente unitario e democratico.

La necessità di una assemblea permanente si prospetta quanto più necessaria e utile in una fase successiva a quella elettorale, nella quale sarà indispensabile garantire, oltreché la presenza di un lavoro che nasce dal basso per opera delle indicazioni dei comitati territoriali quale espressione di democrazia e di partecipazione inedita per l’indipendentismo, anche il pieno riconoscimento delle anime che hanno sposato con entusiasmo l’iniziativa di aMpI. L’assemblea permanente potrà contribuire al compimento di quel percorso di convergenza nazionale da tempo auspicato e che dovrebbe porre le organizzazioni indipendentiste nella condizione di operare in base alla condivisione di tematiche comuni per dare risposte unitarie alle criticità sociali che riguardano la nostra terra e la sua gente.

Tàtari 14/09/2013

Giovanni Fara
pro s’Assòtziu Zirichiltaggia

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