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Emergenza lingua blu. Zuncheddu: “Ricattano i pastori con vaccini inadeguati, non specifici e inefficaci”

(IlMinuto) – Cagliari, 11 settembre – Sono più di 2.500 i focolai di lingua blu registrati finora in Sardegna dal centro di sorveglianza epidemiologica dell’Istituto Zooprofilattico dell’isola. Le province piu’ colpite sono Nuoro, Oristano e Sassari. Una situazione molto pesante anche perché oggi non si sa quale sia il vaccino adeguato per affrontare l’epidemia in corso. “il sierotipo a cui si attribuirebbe la genesi della malattia, – sottolinea il consigliere indipendentista di SardignaLibera Claudia Zuncheddu – isolato tempo fa, potrebbe aver subito mutazioni tali da richiedere l’allestimento di nuovi vaccini”. “Da qui – prosegue Zuncheddu nel suo intervento di ieri in Consiglio regionale sul disegno di legge della Giunta in materia di lingua blu – la necessità di rispettare i normali protocolli internazionali in materia di indagine sui virus: occorre eseguire studi sierologici non a distanza di anni, come sta avvenendo ora, ma almeno ogni due mesi nel corso dell’epidemia”. E rimarca: “i colleghi medici presenti in Aula sanno a cosa mi riferisco”. Sono infatti diversi i capi di bestiame vaccinati e non colpiti dalla malattia. “Questo – afferma la consigliera indipendentista – ci impone una riflessione sull’efficacia degli attuali vaccini, sui loro costi, su cosa ci sia realmente dietro. Non vorremo che i nostri pastori fossero vittime inconsapevoli di politiche criminali tendenti a svuotare i depositi di vaccini obsoleti delle case farmaceutiche”. Tuttavia i problemi sono diversi. Tra questi vi è la mancanza di un piano di disinfestazione dei siti infestati da focolai di lingua blu e il totale silenzio della Regione Sardegna “alle insistenti e disperate richieste dei pastori di introdurre nel piano della profilassi i prodotti farmaceutici (come il Butox, un repellente) usati per combattere il culicoides, che è il vettore di questo virus, e concorrere quindi a circoscrivere i focolai di epidemia”. Ad aggravare il tutto c’è anche il ricatto, perché – conclude la Zuncheddu – “pare che gli indennizzi siano condizionati alla somministrazione di questi vaccini inadeguati, non specifici e inefficaci. La patologia ha ormai raggiunto dimensioni drammatiche in termini di aggressività e diffusione. Ha colpito perfino le aree notoriamente non endemiche, come quelle montane ad un altitudine superiore ai 500mt”. Come è ovvio, in situazioni come questa la preoccupazione dei pastori è altissima, anche perché “non sono ancora pervenuti pervenuti gli indennizzi per i danni subiti dagli allevamenti nel 2012″.

Fotografia di Paolo Pescio. Fonte Flickr

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