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Nella Bassa Baronia muore il diritto allo studio. L’indignazione di Scida

(IlMinuto) – Cagliari, 10 settembre – Esprime forte preoccupazione il sindaco di Galtellì per lo smantellamento dell’istituto comprensivo del paese, un totale di sette plessi scolastici e 620 alunni che metterà in ginocchio gli studenti della Bassa Baronia (Galtellì, Irgoli, Loculi e Onifai). L’istituto è stato infatti affidato alla reggenza di Nuoro, “distruggendo un’autonomia che durava da trent’anni e ponendo seri problemi [...] alle scuole, sottoposte ad un direttore residente ad oltre 30 km di distanza”. E’ l’atto finale di un disastro che ha una storia lunga almeno cinque anni, “quando la comunità della Baronia manifestò la sua preoccupazione prima contro gli effetti nefasti della Riforma Gelmini e poi della legge 111/2011″, che “imponevano l’accorpamento o la reggenza per gli istituti comprensivi con meno di 1000 alunni e degli istituti secondari di secondo grado con meno di 500 alunni”. La vicenda della scuola media di Galtellì è solo una delle tante che negli ultimi anni hanno afflitto i giovani baroniesi, ma è l’emblema di una difficile situazione che colpisce le zone interne della Sardegna, dove vengono applicati provvedimenti centralisti lesivi per la realtà isolana oltre che deprecabili di per sé. Sulla vicenda si sono pronunciati gli studenti indipendentisti di Scida, che danno pieno sostegno alla lotta delle comunità “contro la mortificazione della scuola”. Scida ribadisce che la Sardegna si trova di fronte a un vero e proprio “attentato contro il diritto allo studio”. Gli studenti sardi, infatti, sono già colpiti da un alto indice di dispersione scolastica”, pari al 25.5%. “Ci chiediamo – scrivono i giovani indipendentisti – come mai la Regione Sardegna non abbia mosso un dito per fermare questo fenomeno; come mai non ha fatto appello all’articolo 51 dello Statuto, per cui si può chiedere la sospensione di leggi- in materia economico finanziaria – lesive degli interessi ‘regionali’ o non abbia fatto mai dei ricorsi. Pare evidente che non si tratti di una situazione decisa dal Fato: siamo di fronte ad un disastro annunciato e programmato. Soltanto una classe dirigente corrotta, clientelare e – in più – collaborazionista, come quella autonomista, può avere interesse a mantenere la nostra scuola in queste condizioni”.

F.P.

Foto di RagaZZa Brucia <Kaputt>. Fonte Flickr

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